| versione stampabile |
Untitled Document
|
Il
ROC, un esempio di come NON regolamentare la rete
|
|
del
23/11/2007
|
|
Tra
la metà di ottobre e l'inizio di novembre la discussione in rete
è stata quasi totalmente monopolizzata dal dibattito sul ROC, il
Registro per gli Operatori della Comunicazione, uno strumento che un ddl
dell'Agosto 2007, approvato il 12 ottobre, rendeva obbligatorio per chiunque
producesse informazione, anche in rete. La discussione ha toccato i toni
più infuocati e il ddl è poi naufragato, ma al di là
della polemica, ciò che ci preme sottolineare è la dinamica
che, per la prima volta, ha portato il Governo a fare marcia indietro
su un procedimento legislativo a seguito di una mobilitazione autonoma
dal basso.
Governare la rete ed i processi di innovazione vuol dire anche questo.
|
|
Un
breve riassunto
|
|
Il
17 ottobre scorso su civile.it un sito specializzato in diritto civile
viene pubblicata la
notizia dell'approvazione del Disegno
di legge sulla riforma dell'editoria, evidenziando l'ambiguità
di alcuni termini che, sostanzialmente, avrebbero costretto ogni utente
del web che avesse mai pubblicato qualche cosa in rete (non importa se
a scopo di lucro o meno) ad iscriversi al registro degli Operatori della
Comunicazione. Una leggerezza imperdonabile che l'autore dell'articolo
Valentino Spataro rende noto inviando "qualche e-mail a pochi
media del web". In meno di 48 ore si scatena una valanga di commenti,
amplificati da grandi casse di risonanza come testate giornalistiche specializzate,
grandi quotidiani on line e, soprattutto, dal blog beppegrillo.it. Il
19 di ottobre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega
per l'editoria Ricardo Franco Levi, scrive una
lettera ufficiale di risposta a Beppe Grillo, pubblicandola sul
sito del Governo, nella quale spiega le intenzioni dietro al provvedimento:
ovviamente non tappare la bocca alla rete, bensì promuovere la
riforma dell'editoria, settore governato da norme succedutesi nel tempo
in maniera disorganica. Questa risposta non basta. Poco dopo anche alcuni
Ministri "blogger" Gentiloni, Pecoraro Scanio e Di Pietro prendono
posizione e si schierano dalla parte della rete "libera". La
discussione si anima ancora di più e Grillo torna a rispondere
coinvolgendo anche la stampa internazionale. Il 24 ottobre si ha un primo
tentativo di modifica per escludere dalla sfera di applicazione del ddl
i blog e i siti amatoriali, ma alla fine il Ministro delle Comunicazione
chiude la faccenda dichiarando ufficialmente di abbandonare l'ipotesi
di applicare ad internet la legge sulla stampa. È l'8 di novembre.
|
|
Dove
era il problema?
|
|
Come
espone in maniera molto chiara l'articolo di Valentino Spataro, tutto
il problema nasce da una serie di ambiguità contenute nel disegno
di legge a partire da quella riguardante le definizioni di prodotto e
di attività editoriale, fino a quella sui motivi del provvedimento.
Nell'articolo 7, infatti, si spiega che l'iscrizione serve "anche
ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo
stampa" cioè serve per tutelare dalla diffamazione, "Come
se - scrive Spataro - fino ad oggi chiunque avesse avuto la possibilità
di diffamare chiunque altro".
Una serie di leggerezze, dunque, ma analizzando la risposta data dal Sottosegretario
Levi si capisce che ciò che è davvero sbagliato non è
l'idea di fondo. Non è assurdo pensare di regolamentare un'attività
che attualmente giace in un "vuoto normativo", né è
assurdo pensare di tutelare qualcuno da una diffamazione su un sito o
un blog che ha una diffusione simile, o addirittura superiore, a quella
di un tradizionale quotidiano cartaceo. Ad essere totalmente inadatto
è il rimedio, ovvero il tentativo di ricondurre un medum nuovo
come la rete ad uno più tradizionale e radicato come la carta stampata.
|
|
La
rete, chi la capisce è bravo
|
|
Al
di là delle proteste, degli urli e delle levate di scudi contro
un bavaglio all'informazione dei blog e contro le limitazioni della libertà
di espressione, il problema più banale nato da questa serie di
disattenzioni contenute nel ddl sulla riforma dell'editoria, sarebbe stato
che il Roc, pensato per gestire poche centinaia di operatori di un mercato
finito come quello della carta stampata si sarebbe dovuto confrontare
d'impatto con un mercato costituito da centinaia di migliaia di "editori-blogger"
con milioni di prodotti editoriali. E questo è solo il problema
più banale.
La questione non è assolutamente secondaria. Il punto è
che il popolo della rete ha reso evidente la distanza tra chi governa
la rete, o chi pretende di governarla e regolamentarla (anche in buona
fede) e chi invece la rete la abita e ne conosce davvero il funzionamento
e le potenzialità. Il rischio, in sostanza, e che mentre da una
parte l'Italia si adoperi a livello internazionale, in maniera molto proficua
e riconosciuta per promuovere una Carta dei diritti della rete, che sia
portatrice di interessi condivisi a più livelli e partecipata a
partire dal basso, dall'altro, in casa propria non sia ancora padrona
della materia e si illuda ancora di poter ricondurre il dialogo multiforme
on line, al modello tradizionale della comunicazione professionale, dall'alto
verso il basso.
Come scrive Fiorello
Cortina, Membro della Consulta del Governo sulla Governance di
Internet, di ritorno dall'Internet
Government Forum di Rio de Janeiro (12-16 novembre 2007) "internet
è il più grande Spazio pubblico che l'umanità abbia
mai conosciuto e pensare che possa essere extra legem non è una
questione opinabile [
] ma proprio come è accaduto per l'Agenda
21 o per il Protocollo di Kyoto, anche nell'ecosistema digitale della
conoscenza è la natura partecipata del processo che può
generare buone normative, buone politiche e buone pratiche".
|
|
Il
lato buono della faccenda
|
|
Il
commento di Cortiana ci permette di aprire una riflessione sul lato buono
di questa vicenda, per altro già sottolineato da diversi commentatori
e blogger: le regole di cui la rete ha bisogno si possono trovare proprio
a partire dalla rete stessa attraverso un confronto diffuso e partecipato
dal basso e i governi dovrebbero riuscire ad avere la lungimiranza di
ascoltare queste sollecitazioni istituzionalizzandole, così come
è avvenuto in "piccolo" per il ROC e come sta avvenendo,
a livello molto più ampio, per la carta dei diritti della Rete.
Insomma tutta questa faccenda si è tradotta sostanzialmente in
una vittoria per la democrazia della rete, non perché sia stato
sventato un tentativo di regolamentazione, ma perché, per la prima
volta, la politica ha dimostrato di sapere ascoltare, comprendere ed assecondare
le richieste che provenivano dal basso, anche ammettendo "candidamente"
i propri errori.
È su questo fronte che occorre muoversi se si vuol davvero arrivare
ad una rete libera, in cui non viga solo la legge del più forte
o del mercato. Se la Gran Bretagna, ad esempio, ha annunciato la creazione
di un Internet Governance Forum a livello nazionale, noi, invece, abbiamo
avuto la discussione sul ROC che, come scrive
Antonio Sofi, si è svolta in una "Logica pienamente
digitale: che sia la prima bozza della web-politica che verrà?"
|
| Approfondimenti
|
|
"Se
chi ci governa ascolta la coda lunga della rete" Un'intrevista
con Antonio Sofi - Docente di sociologia delle professioni e dei nuovi
media Università di Firenze
"Nuove
tecnologie, nuovi diritti una carta dei diritti della Rete",
dossier Altra pa del 11/10/2007
I siti che ne hanno parlato con dovizia di particolari
sono davvero tanti e se volete avere un quadro preciso di come è
nata e si è evoluta la questione potete consultare una vasta serie
di articoli e di post di commento come quello di Dario
Bonacina o di molti altri, di cui trovate una piccola rassegna su
questo
articolo di Apogeonline
|
|
|
|
| appuntamenti |
|
|
| news |
|
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica
18/03 - Un canale youtube per la città di Genova
18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"
|
|