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Progetto Fisco: novità orientata al risultato

Giuseppina Santiapichi- Direttore Generale INPDAP

del 08/11/2007

Quanto è costata la piattaforma?

Il costo affrontato dall'Istituto, per licenze e creazione di nuove componenti applicative, è contenuto rispetto al prodotto realizzato per cinque motivi fondamentali: il costo della creazione della piattaforma "Progetto Fisco" è spalmato su tre annualità; la parte di analisi interna ottimizza la progettazione della componente informatica che, all'atto della messa in produzione, risponde subito alle esigenze per cui è stata realizzata. Il fornitore è una società specializzata in applicativi fiscali e tecnologia WEB e, pertanto, le personalizzazioni richieste per le esigenze di un Istituto come l'Inpdap hanno già un'architettura base di partenza che porta risparmi di progettazione e di tempi di attuazione. La semplicità di apprendimento nell'uso degli applicativi, contenuti nella piattaforma, riduce al minimo i costi di formazione per gli utenti. Il costo triennale iniziale è un investimento per la successiva fase in cui l'Istituto affronterà solo i costi di gestione e manutenzione evolutiva della piattaforma. Una valutazione oggettiva dei risultati fin qui raggiunti porta a considerare che il costo della piattaforma è stato già ampiamente ripagato.

Quanti fra i dipendenti dell'Inpdap utilizzano il sistema "Progetto Fisco"?

Nei momenti "più caldi" dell'attività connessa a "Progetto Fisco", ad esempio durante il periodo in cui viene prestata l'assistenza fiscale diretta (modello 730) a pensionati e dipendenti, il sistema è utilizzato contemporaneamente nell'arco della giornata da circa 1.000 operatori, ovviamente senza subire alcun rallentamento nei tempi di acquisizione dati. Come già detto, potenzialmente tutti gli oltre 8.000 dipendenti, previa autorizzazione, potrebbero utilizzare "Progetto Fisco" accedendo da Intranet. E' prevista anche la possibilità, da marzo 2008, di far accedere tramite Internet ad una parte di "Progetto Fisco", il c.d. Cruscotto Fiscale, i singoli utenti per visualizzare e stampare CUD, 730, Certificazione redditi per lavoro autonomo, 770 individuale. Il tutto per almeno 5 annualità.

E' stato necessario realizzare dei corsi di formazione? La formazione degli utenti è un costo pressoché irrilevante (si può stimare al 3%) per "Progetto Fisco", in quanto la semplicità degli applicativi e un "help-fisco" sempre in linea (in diretta telefonica e/o via posta elettronica) permettono una formazione continua di tipo e-learning. La necessità dei corsi è soprattutto per l'aggiornamento normativo dei responsabili degli uffici centrali e periferici sulle novità fiscali, al fine di far amministrare correttamente dagli operatori i dati che alimentano "Progetto Fisco". Qualunque tecnologia che contribuisce a modificare il modo di pensare e di agire delle persone non manca di suscitare moti di entusiastica approvazione o nostalgiche malinconie. Come è stata la reazione dei dipendenti?

La messa in produzione di nuovi applicativi informatici genera nell'operatore sempre un "trauma da novità" assimilabile al "trauma da matrimonio", ma nel caso di "Progetto Fisco" si è cercato di coniugare "novità" con "semplicità, facilità e disponibilità" e i risultati portano a pensare che il matrimonio è ben riuscito. Del resto i dipendenti Inpdap sono già abituati ai cambiamenti organizzativi ed informatici tesi a migliorare sempre di più i servizi che l'Istituto istituzionalmente deve dare all'utenza. Inoltre, come si è già accennato, la reingegnerizzazione del sistema informativo entro il 2008 completerà la rete WEB dell'Istituto e alcuni applicativi (oltre Progetto Fisco) già sono già in uso agli operatori.

Come è cambiato il modo di lavorare dei dipendenti Inpdap?

Il cambiamento più significativo è che insieme alla facilità d'uso degli applicativi si è puntato a far superare il "timor panico" che può prendere l'operatore davanti alla parte del suo lavoro un po' antipatica per antonomasia: la gestione "dell'obbligo fiscale". In tale ottica, il principio di integrabilità della piattaforma porta l'operatore a gestire il dato una sola volta, con le successive incombenze automatiche. In tal modo si riduce il "timor panico" all'operatore e si garantisce la piena rispondenza dell'Istituto agli obblighi fiscali.

L'ottimizzazione dei processi produce quasi sempre innegabili vantaggi dal punto di vista dell'efficienza e dell'efficacia dell'intero sistema. Quali sono le stime a seguito dell'introduzione della piattaforma?

I principi generali di efficienza e efficacia che hanno spinto l'Inpdap a "razionalizzare i rapporti con il fisco" sono stimati in tre ordini: il primo, di ordine interno, è che una sana gestione aziendale deve saper determinare anche le giuste imposte e l'essere un Ente pubblico non deve significare che quanto versato/non versato al Fisco è irrilevante perché si è membri della "stessa famiglia". L'Inpdap, come un normale contribuente, se non versa correttamente le imposte è sanzionabile e se versa imposte in più ha diritto al recupero. L'importanza di quanto detto è data dal volume di imposte (Irpef, Ires, Iva, Irap, ICI) che l'Istituto tratta annualmente: circa 11 miliardi di euro, pari ad una finanziaria di media entità. Il secondo, di ordine esterno, è di avere a disposizione una banca dati, con tutte le informazioni fiscali relative all'Istituto, che potrebbe essere utilizzata tra Amministrazioni secondo i concetti di scambio che hanno ispirato il Sistema pubblico di Connettività (SPC). L'Agenzia delle Entrate potrebbe accedere all'archivio fiscale Inpdap in tempo reale e senza l'invio di flussi telematici (CUD, 770, 730, Unico, Iva, Irap). In particolare il "colloquio on-line" tra Ente impositore e Ente sostituto d'imposta sarebbe come usare la stessa visuale e valutare insieme eventuali discordanze. Ciò potrebbe, in parte, ovviare all'emissione di accertamenti diretti al contribuente che mettono in sofferenza lo stesso utente e l'Istituto. Il terzo, di ordine generale, è che, all'attualità, ogni grosso utente fiscale (e l'Inpdap lo è) deve prepararsi a "fronteggiare," senza sconvolgere il proprio sistema informatico, le esigenze del legislatore che, ormai annualmente, impone nuove scadenze e/o nuovi adempimenti, come da ultimo il versamento diretto ai Comuni dell'addizionale comunale Irpef (Legge Finanziaria 2007).