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Entrare nell'ERA - European Research Area

del 25/10/2007

La Ricerca è il motore dell'innovazione che lo è della competitività che a sua volta lo è della crescita economica. In più ampie parole - oltre che in numeri - la Ricerca nutre il progresso e la qualità della vita che ne viene.
L'Europa, aspirante leader mondiale in competitività e occupazione (entro il non lontano 2010) si attiva sul fronte della Ricerca, riconoscendo la necessità di avvicinarla a giovani, cittadini e investitori. Si lavora alla costruzione della nuova ERA - European Research Area e si decide di aprirne le porte on line, attraverso la Rete Europea di Portali Nazionali della Ricerca. A partire da un progetto italiano: Ricercaitaliana.it, nato dalla collaborazione tra MiUR, Università e Enti di Ricerca, realizzato dal Cineca, presentato a Bruxelles nei giorni scorsi.

Ricercaitaliana.it

Il portale Ricercaitaliana.it nasce nel 2005 dalla collaborazione tra il Ministero dell'Università e della Ricerca, le Università e gli Enti di Ricerca, con l'obiettivo di fornire un punto di accesso "semplice" al Sistema Ricerca italiano ponendosi come autorevole punto di riferimento per gli stessi attori interni. Il portale, che conta tra i suoi partner 77 Università italiane e molteplici agenzie e istituti di ricerca - tra cui CIRA, CNR, INRIM, INDAM, CISAM - è stato realizzato dal Consorzio interuniversitario CINECA. Si è lavorato per realizzare una soluzione capace di: Creare un ponte rinforzando la connessione tra Università, Centri di Ricerca e scuole; Rinforzare le connessioni tra Università, principali Centri di Ricerca e industria; Evidenziare l'importanza della scienza per lo sviluppo sociale attraverso disseminazione costante e aggiornata dei risultati scientifici e linguaggio non specialistico; Usare tecnologie e metodologie per gestire l'intero processo editoriale, massimizzando il valore dell'informazione. Segnalato al Gartner Portals, Content and Collaboration Summit 2006 di Londra tra i migliori servizi attivi nel settore dell'eGovernment, in particolare per il suo stile di comunicazione semplice ma rispettoso del rigore scientifico, Ricercaitaliana.it propone interessanti potenzialità di "contaminazione" con aree e politiche fondamentali, come ci spiega il dottor Rago - Responsabile di progetto - immaginando forme sinergiche di interscambio fra le varie tipologie di visitatori fino ad arrivare al più democratico e impegnativo obiettivo di un punto di interazione con il Sistema della Ricerca nazionale. Ricercaitaliana.it raccoglie un'esigenza comune a più Paesi europei e alla stessa Unione. Durante l'evento Towards a new ERA, la scorsa settimana a Buxelles il portale italiano è stato presentato come esemplare good practice per lo sviluppo di un network europeo in grado di comunicare a un ampio pubblico valore e importanza del sapere scientifico. La visione è quella della conoscenza condivisa, al servizio di nuove sfide globali.

Lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA)

Il progetto di uno Spazio Europeo della Ricerca, meglio conosciuto attraverso l'acronimo inglese ERA - European Research Area, è stato lanciato nella celeberrima riunione dei Capi di Governo del marzo 2000 a Lisbona. L'iniziativa segue tre direttive, da integrarsi e potenziarsi a vicenda: Creazione di un mercato interno della Ricerca; Ristrutturazione di un "industria" europea della Ricerca; Sviluppo di un politica europea della Ricerca che tenga conto della questione dei finanziamenti e degli aspetti rilevanti delle altre politiche europee e nazionali. La creazione dell'ERA formalizza la necessità strategica di un'eccellenza che abbia una dimensione appropriata e paragonabile a quella dei grandi attori mondiali, come sottolineato da V. Prodi in aperture dell'evento di Bruxelles. In prossimità dell'avvio del secondo ciclo della Strategia di Lisbona, nel 2008, la Commissione ha ritenuto di valutare e discutere gli orientamenti futuri dell'ERA, partendo dal Libro Verde Nuove prospettive per lo Spazio Europeo della Ricerca, aprile 2007 per avviare un dibattito pubblico e istituzionale al fine di preparare appropriate e concrete iniziative, in vista di uno Spazio Europeo della Ricerca dalle seguenti caratteristiche: Un flusso adeguato di ricercatori competenti, con livelli elevati di mobilità istituzionale, disciplinare, settoriale e geografica; Infrastrutture di Ricerca di livello mondiale, integrate, collegate in rete e accessibili dall'UE e dal mondo; Organismi di Ricerca di eccellenza, impegnati in partnership e cooperazioni pubblico-private; Vera condivisione delle conoscenze tra ricerca pubblica, settore industriale e pubblico in senso ampio; Programmi e priorità di ricerca adeguatamente coordinati; Ampia apertura dello Spazio Europeo della Ricerca al mondo. (Fonte: Libro Verde Nuove prospettive per lo Spazio Europeo della Ricerca) . I risultati del dibattito pubblico on line, chiuso nel mese di agosto, accompagnano il dibattito istituzionale in corso per identificare le iniziative 2008. Se è vero che lo Spazio Europeo della Ricerca vuole essere un'attuazione diffusa del principio di una eccellenza di respiro europeo, in linea con le caratteristiche individuate nel Libro Verde, non sarà solo una questione di far circolare le informazioni e mettere in rete i ricercatori. Il punto fondamentale sarà rendere evidente ai soggetti coinvolti - dai ricercatori alle industrie fino ai cittadini - come l'ambito europeo sia quello più appropriato fino ad arrivare a un vero e proprio ragionamento di dimensione europea. Si aprono su queste basi i lavori per la Rete Europea di Portali Nazionali della Ricerca.

Rete Europea di Portali Nazionali della Ricerca

Partendo dalla constatazione che nei 27 paesi dell'Unione, vi sono oltre 4.000 tra università e centri di Ricerca e alta formazione; quasi mezzo milione di ricercatori; oltre 17 milioni di studenti e che L'Europa dei saperi rilanciata cinquant'anni fa nei Trattati di Roma è tuttora una grande realtà - il nostro Ministro dell'Università e della Ricerca ha constatato come il mondo corra e l'Unione fatichi a tenergli dietro e a costruire lo spazio europeo dell'istruzione e della Ricerca. Al Ministro, come ai rappresentanti di istituzioni, organizzazioni e Ricerca la prospettiva di una Rete Europea di Portali Nazionali della Ricerca appare un passo importante a sostegno della più ampia strategia ERA. Di questo si inizia a discutere. Molti gli spunti, una la visione: rendere prassi europea la diffusione di temi e risultati della ricerca, favorendone l'accesso verso la European Knowledge Based Network. Si parte dal riconoscere che pur esistendo iniziative per la messa in rete dei Ricercatori (ERA - NET) così come siti web orientati al livello politico-decisionale (ERA-WATCH), l'idea della messa in rete di una più ampia comunità di portatori di interesse, ivi incluso il cittadino, è sostanzialmente nuova. Un tale approccio parte dalla considerazione, rilevata da Frans De Bruïne - Direttore della DG Società dell'Informazione, che la scienza porta nuove soluzioni e insieme all'ICT offre un'occasione unica per cittadini e imprese per migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità di business. La centralità del cittadino - in quanto contribuente, potenziale ricercatore del domani nonché target ultimo dei benefici creati dalla Ricerca - è così esplicitamente affermata nella visione di questa Rete Europea di Portali Nazionali della Ricerca, per cui i lavori sono ormai in corso. Ne parliamo con Salvatore Rago, Responsabile del Progetto RicercaItaliana.it

Approfondimenti

"Dall'Italia all'Europa, verso la Ricerca condivisa" un'intervista con Salvatore Rago, Responsabile del Progetto RicercaItaliana.it
Il portale Ricercaitaliana.it

Libro Verde della Commissione Europea "Nuove prospettive per lo Spazio Europeo della Ricerca"

 
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