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Dall'Italia all'Europa, verso la Ricerca condivisa


Salvatore Rago, Responsabile del Progetto RicercaItaliana.it

del 25/10/2007

Quale è la governance di un sistema come Ricercaitaliana.it che coinvolge soggetti di natura diversa?

La pianificazione strategica delle attività di Ricercaitaliana.it è affidata ad una "Cabina di Regia" che vede rappresentati il Ministero dell'Università e della Ricerca, in qualità di promotore, i rappresentanti degli Enti Pubblici di Ricerca e di 77 Università. Della Cabina fa parte anche il CINECA con una funzione prevalentemente tecnica e di supporto.

Le criticità del sistema Ricerca italiano - spesso annoverato tra le "dolenti note" - in termini di autonomia, attrazione e investimenti - si sono ripercosse sul progetto Ricercaitaliana.it?

Certamente per Ricercaitaliana.it a queste si è contrapposto, in positivo, il forte convincimento dei ricercatori e degli Enti di Ricerca sulla necessità e la utilità della comunicazione della propria attività. Nelle Università ha giocato un forte ruolo anche la necessità di invertire la tendenza che vede sempre meno giovani iscriversi alle facoltà scientifiche. Determinante, in ogni caso, è stato l'impegno della Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca, diretta dal Dr. Luciano Criscuoli, che ha partecipato al progetto sin dall'inizio, mettendo a disposizione dati e competenze indispensabili.

Ricercaitaliana.it registra buoni risultati in termini di visitatori, riconoscimenti internazionali e attestazioni di interesse. Quale è il metodo adottato per valutare la risposta dei pubblici target?
Ricercaitaliana.it utilizza diversi strumenti di misura dell'"audience", alcuni interni altri esterni, di terze parti. In diverse occasioni abbiamo sollecitato ed ottenuto di incontrare i nostri principali target e sentire direttamente da loro suggerimenti e critiche. È di questi giorni la nostra presenza all'evento di comunicazione scientifica "Convegno di orientamento e formazione sull'insegnamento della Fisica del XX secolo" organizzato dall'Università di Calabria. Questa è stata l'ultima delle occasioni in cui abbiamo potuto incontrare ricercatori, insegnanti delle scuole medie e studenti. Abbiamo raccolto lodi, suggerimenti per migliorare e proposte che saranno la base delle prossime attività. Periodicamente, inoltre, con la collaborazione di tutte le Università organizziamo visite nelle loro sedi e ci confrontiamo con i docenti e gli studenti. Abbiamo, poi, un filo diretto, consolidato, con Confindustria. Con l'organizzazione degli imprenditori stiamo, da tempo, studiando diverse modalità per far conoscere meglio il mondo della ricerca alle imprese. Per ultimo partecipiamo attivamente a convegni e congressi internazionali per confrontarci con le altre esperienze analoghe.
Si pensa a una differenziazione dei canali o strategicamente si preferisce dare un punto di accesso alla Ricerca unitario e condivisibile?
Siamo convinti della bontà della scelta di un portale come unico punto di accesso non solo perché in tal modo si semplifica la vita dell'utilizzatore, ma anche perché, soprattutto in prospettiva, pensiamo siano immaginabili forme sinergiche di interscambio fra le varie tipologie di visitatori. Pensiamo, per esempio, a quanto può essere importante per un giovane al momento della scelta del tipo di studi, conoscere i possibili sbocchi imprenditoriali e gli interessi delle imprese sui diversi filoni di ricerca.
Ricercaitalia.it mira alla disseminazione, informazione e comunicazione strategica in tema di Ricerca. Quali sono le considerazioni sul fronte interattività?
Le indicazioni strategiche date dalla Cabina di Regia e dal Ministero dell'Università e della Ricerca, confermate dai nostri studi, privilegiano in assoluto l'interattività dello strumento portale che deve essere in grado di "interagire" fortemente con l'utilizzatore permettendogli di navigare secondo rotte libere e costruite direttamente e personalmente. Su questo fronte riteniamo di avere già fatto molto. Il portale, difatti, propone alcune forme di navigazione secondo diversi criteri di classificazione, ma lascia la libertà di passare da un sistema all'altro in qualunque momento. L'insieme dell'informazione può essere navigato interamente partendo da un qualunque punto iniziale. Ma la sfida più incisiva vuole essere quella di offrire la possibilità di interagire con il Sistema della Ricerca nazionale. Qui siamo ancora all'inizio, ma le idee non mancano. Pensiamo di offrire strumenti che permettano l'interazione di studenti e imprenditori con i ricercatori e dei ricercatori l'uno con l'altro. Non è improbabile che, fra qualche tempo, anche il portale possa avere qualche peso sulle scelte strategiche della Ricerca nazionale.
Ricercaitaliana.it è stato proposto come modello per la costituzione di un punto di accesso on line alla Rete della Ricerca Europea. Quali sono gli scenari? Quali gli step operativi ad oggi concordati?
Ricercaitaliana.it è stata proposta nella prestigiosa sede del Parlamento Europeo come modello di riferimento per analoghe iniziative negli altri Paesi dell'Unione. L'idea di un network di portali della ricerca nazionali con finalità di comunicazione è stata molto apprezzata ed è risultata essere un'esigenza molto sentita sia a livello politico che degli addetti ai lavori. Certo siamo appena all'inizio del percorso. Abbiamo raccolto molte adesioni e tanti consensi nella nostra presentazione a Brussels. Fra queste una delle più importanti è sicuramente quella di CORDIS che è un formidabile strumento per conoscere la Ricerca finanziata dall'Europa. I prossimi step sono la serie di incontri bilaterali fra Ricercaitaliana.it e i diversi potenziali partner dell'Unione e dei diversi Paesi che sono già in calendario. Naturalmente ci sarà bisogno del sostegno della politica europea che è però già sensibile al tema tanto è vero che ha prodotto diversi accordi e documenti di sollecitazione (dalla Strategia di Lisbona al Green Paper della Commissione Europea:"The European Research Area: New Perspectives") alla creazione di un'Area Europea della Ricerca. ERA (European Research Area), appunto. Non per nulla, proponiamo ERAdirect come nome del progetto.
Come si terrà dovuto conto delle differenze in tema di predisposizione all'erogazione/fruizione di servizi on line da parte dei sistemi nazionali coinvolti, per di più lavorando su un tema particolare, quale la Ricerca?
Questa sarà una sfida difficile, ma l'Unione ha già affrontato sfide altrettanto ambiziose e, in molti casi, ha avviato la soluzione che porterà alla conclusione voluta. È vero, bisognerà tenere conto delle differenze fra i diversi sistemi della Ricerca, probabilmente la soluzione più realistica è quella che prevede che all'inizio sia un numero ristretto di Paesi a far da guida, e che pian piano tutti gli altri aderiranno.
 
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