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Alcune
questioni sul bando
wi-Max: risponde
il Sottosegretario Vimercati
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del
25/10/2007
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Quindici
giorni fa il Ministero delle Comunicazioni ha comunicato la procedura
per l'assegnazione delle licenze wi-Max e venerdì scorso 19 ottobre
il bando è finalmente uscito
sulla Gazzetta Ufficiale. La maggior parte dei nostri lettori probabilmente
lo sapranno già, ma cosa dice precisamente la procedura? In che
modo si è cercato di rispondere alle preoccupazioni sollevate da
diversi esponenti del mondo imprenditoriale, accademico ed associazionistico?
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Di
cosa stiamo parlando
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In
un bell'articolo
pubblicato sul proprio sito, il Ministro Gentiloni illustra in maniera
chiara e semplice cosa si intende con i termini banda larga, digital divide
e wi-max. L'Altra pa lo ha detto più volte, ma ripeterlo non fa
mai male. Con l'acronimo Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave
Access) si intende una tecnologia in grado di far viaggiare il segnale
"dati" (quello di internet, per intenderci) via radio, utilizzando
una particolare frequenza dello spettro elettromagnetico. In pratica come
le radioline a pile che gli italiani portavano sempre con sé fino
a qualche anno fa, per seguire "tutto il calcio minuto per minuto",
il Wi-Max consente un accesso veloce ad internet anche in quei posti dove
un cavo non arriverebbe mai, per questioni economiche, geografiche o ambientali.
Ovviamente il Wi-Max non è l'unica tecnologia senza fili per la
diffusione del segnali "dati", ma a differenza del Wi-Fi, lo
standard attualmente utilizzato, che risulta efficace esclusivamente entro
distanze di pochi metri, il Wi-Max consente una copertura molto più
ampia (fino a 74 Mbit/s in un raggio di circa 50 chilometri).
Il termine Wi-Max in Italia circola da diversi anni già da quando
le frequenze che trasportavano il segnale erano "bloccate" dal
Ministero della Difesa che le utilizzava per le proprie comunicazioni.
Anche per questo, anzi forse proprio per questo, il Wi-Max nel nostro
Paese è stato spesso individuato ed invocato come rimedio miracoloso,
panacea universale per tutti i problemi di ritardo, arretratezza e divario
digitale che affliggono l'Italia.
L'accordo tra il Ministero della Difesa e quello per le Comunicazioni
risale a circa un anno fa e, con la pubblicazione del
bando per l'assegnazione delle licenze, l'Italia si prepara a
avere una propria rete Wi-Max (o forse è meglio dire più
reti) e potremo toccare con mano se questa tecnologia rispecchia a pieno
tutte le aspettative riposte.
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Cosa
dice il bando
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3
lotti di licenze
- due a livello macro-regioanale (le macroregioni individuate sono 7)
ed una rilasciabile a livello regionale per un totale di 35 licenze;
15 anni la durata della licenza rinnovabile;
Base d'asta che per il lotto regionale va dagli 80.000 euro del
Molise ai 3 milioni della Lombardia e per l'area macro-regionale parte
dai 400.000 euro della Sardegna fino ad arrivare agli oltre 3.4 milioni
del lotto FVG, Veneto, Emilia-Romagna e Marche
Le
licenze per le macroaree sono cumulabili, ma ciascun operatore non potrà
aggiudicarsi più di una licenza per ciascuna macroarea
Tempi: l'ammissione alla gara va chiesta nel 45 giorni successivi
dalla pubblicazione del bando e la valutazione avverrà nei successivi
15 giorni. Da quel momento i partecipanti avranno altri 30 giorni per
presentare le offerte e provvedere ai rilanci. Previsione conclusione
asta: entro febbraio 2008
Garanzie: ogni aggiudicatario dovrà garantire una "significativa"
copertura territoriale ed un "particolare impegno" nelle aree
a soggette a digital divide sulla base di un meccanismo a punteggio per
cui su 60 punti da raggiungere 30 devono essere realizzati installando
impianti nei Comuni a "digital divide totale". L'elenco dei
comuni, suddivisi in tre aree a seconda del divario digitale è
allegato al Bando di Gara.
Gli operatori avranno 30 mesi per realizzare quanto previsto dal
bando. Trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d'uso, gli
aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate,
sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze
stesse, sulla base di negoziazione commerciale.
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Le
sfide future
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Il
Sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati ci ha assicurato che
la tecnologia per cui è stato pensato il bando non è paragonabile,
in termini di prospettive economiche per gli operatori, all'UMTS eppure
è proprio di qualche giorno fa la notizia che l'ITU, l'Agenzia
dell'ONU che sovrintende agli standard tecnologici per le telecomunicazioni,
ha incluso il WiMax nella famiglia degli standard di "terza generazione
mobile". Almeno in prospettiva, dunque questa tecnologia, potrebbe
far concorrenza alla telefonia mobile 3G. Tuttavia anche commentatori
esperti come Andrew Gilbert, numero uno europeo di Qualcomm su un'intervista
pubblicata qualche settimana fa su vision
post sostengono che mentre il WiMax avrà un grande ruolo
da giocare nei mercati emergenti e per le aree depresse dei mercati sviluppati.
Non potrà essere un fattore decisivo per quanto riguarda il mobile.
"Non per problemi tecnologici, ma perché nel tempo che ci
vorrà ad avere una soluzione pronta per il mercato saremo già
molto avanti nell'universo cellulare". La connettività oggi
arriva da una serie di tecnologie, le opzioni diventano tante e gli standard
si moltiplicano, il panorama più probabile, dunque, non sarà
certo quello di un Wi-Max tuttofare, bensì quella di un wi-Max
complementare ad altre tecnologie. È solo così che si potrà
combattere il digital divide: non esiste la tecnologia perfetta, ma la
tecnologia migliore in un determinato contesto.
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| Approfondimenti
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"5
questioni aperte sul bando Wi-Max", un'intervista con Luigi Vimercati,
Sottosegretario alle Comunicazioni
"Il
Wimax in Campania per vincere il digital divide", dossier Altra
pa del 21/06/2007
"Al
via la sperimentazione del Wi-Max in un contesto urbano: Arezzo"
Dossier Altra pa del 8/12/2005
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