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Un portale video per la scuola

del 11/10/2007

In Campania la scuola fa il suo timido ingresso nell'era del web 2.0 e, sulla falsariga di Youtube, lancia Youschool, un progetto che permetterà alle scuole di condividere video che raccontano quanto di (pro)positivo accade negli istituti scolastici.

Far vedere la scuola che funziona

L'iniziativa rientra all'interno della campagna anti-bullismo promossa dal Comune di Napoli e rappresenta un tassello importante di una serie di iniziative per contrastare il pericoloso fenomeno dell'utilizzo malsano delle tecnologie di condivisione salito alla ribalta mediatica nei mesi scorsi.
In sostanza il tentativo è quello di creare un "luogo" privilegiato per ospitare i contributi delle scuole, di singoli insegnati o studenti che potranno postare i propri video, passando attraverso un moderatore che ne verifica il contenuto. L'ide aè quella di far vedere la scuola che funziona, i laboratori, le lezioni più interessanti, i commenti degli studenti, le attività extrascolastiche positive di cui è piena la scuola italiana e che spesso vengono dimenticate perché si sa: "una buona notizia non è una notizia".
Il progetto in questa prima fase viene gestito dai tecnici dell'azienda che lo ha sviluppato, ma presto il timone passerà nelle mani delle due scuole capofila del progetto: la Tito Livio e la Virgilio 4 di Napoli.
"Le pagine visitate sono state oltre 600 mila in 15 giorni - ci fa sapere l'assessore alla cultura del Comune di Napoli, Giuseppe Gambale - e gli utenti che si sono collegati al sito, hanno raggiunto quasi quota 200 mila. Dei risultati molto positivi, ma sinceramente inattesi che hanno determinato anche alcuni problemi tecnici che stiamo risolvendo".

Qualche piccolo fraintendimento

Youschool promette di far dimenticare le brutte immagini di bullismo pubblicate sul portale YouTube ed amplificate nei mesi scorsi da tv e stampa che, proprio per questo motivo hanno definito questo progetto patrocinato dal Comune di Napoli l'antidoto a YouTube.
Ma YouTube, il grande portale per la condivisione di video, visitato ogni giorno da milioni di persone in tutto il mondo ed acquistato l'anno passato da Google, non è il male! YouTube è internet, rappresenta uno degli esempi più lampanti e citati del web 2.0, ossia dell'enorme possibilità che viene data dalle rete non solo di accedere alla conoscenza, ma di crerala, di essere parte attiva nel percorso di costruzione della Società dell'Informazione.
In YouTube c'è il mondo intero (escluso il porno che è bandito!), un contenitore senza fondo che ospita filmati esilaranti e immagini di guerra, documentari e video musicali, scene di violenza e dichiarazioni d'amore.
Giusto per citare un esempio YouTube ha permesso la diffusione in tutto il mondo della "free hugs campaign" nata a Sydney nel 2004 dall'iniziativa di tale Juan Mann (uno pseudonimo la cui pronuncia rimanda a "one man", un uomo). Il tizio se ne andava a spasso per le strade di Sydney a distribuire abbracci gratis invitando i riluttanti passanti a cedere alla diffidenza iniziale e ad abbandonarsi al piacere di un semplice contatto umano. Da quando il video fu trasmesso su YouTube nel 2006, è partito un tamtam mondiale che ha visto la tenera e divertente iniziativa viaggiare dall'Australia il mondo: dal Venezuela alla Slovenia, dalla Svezia alla Scozia, da Tel Aviv a Bangok, dall'Italia alla Cina dove un 24enne che ha cercato di lanciare un'iniziativa simile a Shanghai è stato trattenuto dalla polizia perché non aveva il permesso per radunare persone in una piazza pubblica.

Un augurio a Youschool

Pur apprezzando l'iniziativa di Youschool e presentandola come un primo, timido, ma simpatico approccio dell'amministrazione al web 2.0, soprattutto da un punto di vista della comunicazione, più che del servizio, non crediamo se ne possa parlare come dell'alternativa o, addirittura, antidoto al portale di casa Google. Insomma se da questo autunno il Pitzer College in California terrà dei corsi su YouTube, sia come oggetto del corso che come strumento di lavoro non è proprio il caso di demonizzare la tecnologia. A nostro parere Youschool è un'iniziativa che potrebbe avere un suo peso ed un suo valore, non certo se salverà il mondo da YouTube, ma se vivrà dell'interesse e degli entusiasmi delle ragazze e dei ragazzi delle scuole, se servirà ad insegnare loro non solo la passiva fruizione, ma la partecipazione - un valore che presuppone impegno, confronto con sé stessi e con il mondo - allora sì che potremo dire: la bella scuola in rete!

Approfondimenti

"Web 2.0 per ascoltare i cittadini" un'intervista con Salvatore Marras, Responsabile del Knowledge Management del Formez

Il portale youschool

 
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