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L'e-procurement
nella PA: il grande salto
Rapporto 2007 - School of Management Politecnico di Milano
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del
11/10/2007
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Il Rapporto 2007 dell'Osservatorio sull'e-procurement
nella PA della School of Management - Politecnico di Milano, presentato
lo scorso 28 settembre, indaga l'utilizzo di strumenti elettronici a supporto
dei processi di acquisto nella PA, nel corso del 2006. Si considerano
3 categorie di strumenti di eProcurement: Gare e Aste on line, Mercato
elettronico e Negozi on line. Obiettivo della Ricerca è un'analisi
approfondita e critica delle principali iniziative di eProcurement sviluppate
dalla PA italiana.
Risultati: e-procurement in crescita del 390%.
Non oltre l'1% della spesa totale della PA italiana.
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Ricerca
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Il
Rapporto 2007 dell'Osservatorio sull'e-procurement nella PA della School
of Management - Politecnico di Milano indaga l'utilizzo di strumenti elettronici
a supporto dei processi di acquisto nella PA, nel corso del 2006. Distinguendo
tra strumenti in grado di gestire una transazione e strumenti a supporto
di fasi precedenti o seguenti la stessa transazione, la Ricerca si focalizza
sui primi, considerandone 3 categorie: Gare e Aste on line, Mercato
elettronico e Negozi on line. Obiettivo della Ricerca
è un'analisi approfondita e critica delle principali iniziative
di e-procurement sviluppate dalla PA italiana, ovvero iniziative realizzate
interamente da Enti pubblici e iniziative promosse da operatori pubblici
e privati che offrono agli Enti pubblici soluzioni di e-procurement. La
Ricerca fa riferimento a 162 case study, sulla base di interviste dirette,
con l'incidenza numerica che segue: 18 Regioni, 18 province, 30 Comuni,
18 enti sanità, 11 amministrazioni centrali, 25 altri enti, 19
operatori b2b pubblici e privati con l'aggiunta di 23 case study di aziende
operanti attraverso strumenti di e-procurement come fornitori (di beni
e servizi) di Enti della PA. Al fine di comprendere più approfonditamente
il fenomeno dell'e-procurement, si sono analizzate due dimensioni:
gli strumenti tecnologici utilizzati e la soluzione tecnologica adottata,
ovvero il ricorso alla tecnologia Consip; l'utilizzo di piattaforme offerte
da iniziative locali o operatori pubblici; l'adozione di servizi offerti
da operatori privati. In aggiunta si sono analizzati i principali approcci
organizzativi all'e-procurement degli enti pubblici italiani, al fine
di rilevarne l'influenza sul percorso di adozione. In particolare i diversi
approcci sono stati analizzati attraverso 2 assi: il tempo, cioè
da quando l'ente ha adottato questi strumenti e il livello di maturità
qualitativa nell'utilizzo degli stessi strumenti. Sul fronte dell'approccio
dei fornitori della PA si sono indagate due dimensioni: la dimensione
del fatturato del fornitore e il canale di vendita on line ad oggi utilizzato.
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Risultati
principali
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Come
il titolo del Rapporto suggerisce - L'e-procurement nella PA: il grande
salto - il dato generale è una forte crescita dei volumi di
transato attraverso strumenti elettronici. La crescita si attesta
attorno al 390%, legata in buona parte al ruolo svolto da Consip, per
un volume complessivo di scambi della cifra di 1 miliardo e 32 milioni
di euro. Circa il 90% è relativo a volumi negoziati attraverso
Gare e Aste on line, mentre il restante 10% riguarda mercati elettronici,
Cataloghi di vendita di operatori privati e Negozi on line a supporto
delle Convenzioni. Va comunque sottolineato che, in termini assoluti,
il valore complessivo rappresenta ancora una percentuale poco significativa
della spesa per e-procurement, che si attesta a circa l'1% del totale
acquisti della PA italiana. In merito agli approcci tecnologici adottati
dalle PA, si registrano pochi casi di Enti che hanno sviluppato internamente
la tecnologia, mentre numerosi sono gli utilizzatori di Consip, in particolare
per quanto riguarda il ricorso al mercato elettronico e ai Negozi on line
per accedere alle Convenzioni. Gli operatori privati sono utilizzati soprattutto
per Gare e Aste on line e per l'acquisto di cataloghi elettronici di vendita.
Indagando sugli approcci organizzativi all'e-procurement, le PA
italiane sono risultate divise in 3 cluster: Strategico,
a sua volta suddivisibile in Bottom up, Strategico Amministrativo,
Strategico Politico; Tattico,
caratterizzato da forte commitment, obiettivi molto specifici e di breve
periodo "Per gioco", improntato a basso livello di commitment,
obiettivi di breve periodo. Sulla base degli approcci organizzativi rilevati,
sono individuate 3 tipologie comportamentali attribuibili alle
PA italiane: Infanti - l'ente si è appena avvicinato
ai nuovi strumenti dell eprocurement, iniziando un processo di sperimentazione
piu o meno convinto e serio; Adolescenti - l'ente è
piu consapevole e confidente sulle potenzialità degli strumenti,
aumentando i volumi in gioco; Adulti - buona maturità
testimoniata sia dai volumi in gioco sia dalla qualità dei processi.
Si sono riscontrati 2 comportamenti anomali, così classificati:
Peter Pan, enti con esperienze che non evolvono nel tempo, rimanendo
sempre nella fase embrionale, pur dichiarando la propria adesione ai mezzi
dell'e-procurement; Gamberi, enti che dopo una fase di sperimentazione
invece di evolvere ritornano indietro, adducendo motivazioni spesso fittizie
e collegabili a un processo di sperimentazione mal gestito.
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In
particolare
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In
base a questa griglia generale si rileva che alcune PA possono essere
considerate Adulti: alcuni Comuni da sempre convinti e determinati nello
sviluppo dei propri progetti di e-gov e quelle Regioni che hanno avviato
seriamente una Centrale di Committenza, iniziando ad ottenere risultati
interessanti. Un significativo numero di enti sta passando da Infanti
ad Adolescenti, mentre un buon numero di Regioni si avvicinano da Infanti
all'eProcurement. Non mancano i Peter Pan e i Gamberi. Determinati Enti
della PA centrale e locale sono stati ritenuti esemplificativi nella tipologia
di approccio all''e-procurement adottata. A questi sono dedicati dei box
all'interno del Rapporto. Tra gli altri: Bergamo, Como, Firenze, Genova
per i Comuni; Brescia, Catania, Napoli, Varese per le Province; Emilia-Romagna,
Piemonte, Sardegna per le Regioni; Provincia di Milano, ASL 3 Catania
per la Sanità; Ministero Difesa e RETLA Piemonte Guardia di Finanza
per PA Centrale e periferica; Università Ca' Foscari, Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare - Laboratorio del Gran Sasso, Politecnico
di Milano per la categoria Altri Enti.
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Barriere
all'adozione
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La
Ricerca ha analizzato le barriere all'adozione, come percepite dagli stessi
enti pubblici e sintetizzabili come segue:
La tecnologia disponibile sul mercato non è adeguata alle esigenze
e alle procedure d'acquisto della PA
Gli strumenti dell'e-procurement non sono integrabili con i sistemi degli
enti pubblici
Per gli enti di dimensioni minori i costi di utilizzo di una piattaforma
di e-procurement sono proibitivi
La normativa non sempre risulta chiaramente interpretabile oppure presenta
delle carenze
Nella realtà della PA è difficile implementare gli strumenti
di eProcurement: non c'è tempo, non si sono le competenze, molte
persone sono contrarie ad usarli
I fornitori locali non sono ancora pronti o non hanno un livello di informatizzazione
adeguato alle esigenze
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Criticità
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Dalla
Ricerca sono emerse 2 principali criticità legate a due aspetti
del processo evolutivo dell'e-procurement nelle PA italiane:
Proliferazione delle piattaforme tecnologiche a supporto dell'e-procurement,
con il conseguente rischio per l'amministrazione di spendere più
risorse del necessario, di allungare i tempi necessari per essere operativo
e di non sfruttare l'esperienze e il know-how già sviluppato da
altri operatori
Non piena chiarezza sul ruolo dei diversi strumenti elettronici a supporto
dell e-procurement: mentre il valore di Gare ed Aste è molto chiaro
(oltre il 90% del transato on line fa riferimento a negoziazioni basate
su questi strumenti) più incerto è il ruolo svolto e svolgibile
da mercato elettronico e negozi on line.
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| Approfondimenti
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Per
scaricare: "L'e-procurement nella PA: il grande salto" - Rapporto
2007 dell'Osservatorio sull'e-procurement nella PA della School of Management
- Politecnico di Milano
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