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EuropaForum.it: al servizio della partecipazione

Lucio Scognamiglio - Direttore Consorzio Eurosportello Confesercenti

del 13/09/2007

Dottor Scognamiglio, per cominciare…come nasce EuropaForum.it?

Come Eurosportello Confesercenti, ci occupiamo, già dal 1990, di gestione di informazione comunitaria. Appartenendo alla rete degli Euro Info Centre della Direzione Generale Imprese della Commissione Europea, abbiamo maturato una specifica conoscenza sulle opportunità comunitarie per le PMI e per lo sviluppo locale. Al tempo stesso, abbiamo sviluppato una competenza tecnologica che ci ha consentito di creare un applicativo web con funzioni di Ufficio Europa online, realizzato per rispondere alle specifiche esigenze degli Enti Locali coinvolti nei processi di europeizzazione dei propri territori. Partendo da questo background, abbiamo partecipato nel 2006 a un bando del Parlamento Europeo, con un progetto che prevedeva la realizzazione di un sito web di raccordo tra cittadini ed eurodeputati. Una volta ammesso a finanziamento, abbiamo realizzato il sito www.europaforum.it (raggiungibile anche dal sito italiano del Parlamento europeo) di cui siamo il soggetto gestore, non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche per i contenuti e per i rapporti con le istituzioni europee. Lo scopo era quello di realizzare un sito di e-democracy, facendo arrivare le domande dei cittadini direttamente agli eurodeputati competenti per materia. Poi, durante la realizzazione del progetto, sono state pensate anche altre funzionalità per favorire la partecipazione tanto dei cittadini quanto degli stessi deputati europei in un quadro di comunicazione bi-direzionale. La nostra competenza viene messa in campo anche per valutare il tipo di domanda ed eventualmente per assistere il deputato europeo nella risposta ai quesiti. Per la buona riuscita dell'iniziativa è risultata assolutamente strategica, sotto diversi profili, la collaborazione con l'Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo di Roma. Mi riferisco all'organizzazione dei contenuti e delle funzioni, alla conoscenza dei meccanismi di funzionamento del Parlamento Europeo e soprattutto per dare al sito una veste istituzionale a garanzia degli eurodeputati e dei cittadini che devono poter percepire EuropaForum.it come uno strumento neutrale di partecipazione e di supporto alle attività decisionali dei deputati europei.

Si conclude a settembre la fase pilota del progetto…ci traccia un quadro sintetico di risultati e relative valutazioni?

Siamo assolutamente agli albori, nel senso che il sito è stato presentato a Strasburgo a fine maggio, a giugno abbiamo iniziato la fase di rodaggio e la presentazione ufficiale alla stampa ci sarà a ottobre. Dunque il risultato attuale, 15 eurodeputati, la trattazione di una ventina di quesiti è frutto soprattutto di un'attività di comunicazione in rete che non ha coinvolto i giornalisti della carta stampata e dei media e quindi il grande pubblico ancora non conosce questo strumento per dialogare direttamente con i deputati europei. Diciamo che abbiamo lavorato volutamente "dietro le quinte" sfruttando questi mesi per mettere a punto il sito, sia da un punto di vista tecnologico, sia come strategia di comunicazione nei confronti degli stessi deputati europei.

Quali saranno i prossimi sviluppi? Credo che il sito debba essere sostenuto da iniziative collaterali di informazione e di dibattito per stimolare l'interesse sull'Europa che incide nella vita di ogni giorno, più di quanto non si pensi. Parteciperemo perciò al nuovo bando del Parlamento Europeo con un progetto da realizzare coinvolgendo gli istituti superiori, perché abbiamo riscontrato, anche attraverso altre esperienze e progetti, che nei giovani c'è una sensibilità e un interesse su questi argomenti molto più marcati rispetto agli adulti. Quindi vorremmo iniziare proprio da loro, con dibattiti pubblici, sollecitandoli poi a proseguire il confronto su EuropaForum.it. Promuoveremo comunque il sito attraverso altri canali e attraverso alcuni enti locali. Se aumenta l'utilizzo di www.europaforum.it, aumenta anche la sensibilità dei deputati europei che progressivamente potrebbero considerarlo come uno strumento ordinario di lavoro da utilizzare per conoscere problemi e opinioni dei cittadini, per le consultazioni informali oppure per avviare confronti intorno a tematiche di tipo territoriale e non. Il progetto, da un punto di vista formale, si è chiuso con il rilascio del sito, ma ci siamo impegnati a gestirlo e promuoverlo ancora per un anno insieme all'Ufficio di Roma del Parlamento Europeo. E' chiaro che la validità di un sito a regime la si può valutare solo col tempo, per ora abbiamo iniziato una strada interessante, però i frutti non li possiamo certo vedere dopo tre mesi…per giunta attraversati dalla pausa estiva. Considerate come realizzabile un auspicabile aumento degli eurodeputati coinvolti? Quali sono le azioni previste in una tale direzione? Attraverso i contatti diretti avuti a Strasburgo e le lettere di appoggio che ci sono arrivate, abbiamo rilevato un diffuso interesse e avuto diverse attestazioni di lode. Ritengo che anche i deputati debbano abituarsi a un nuovo modo di approcciare l'elettorato, utilizzando strumenti che hanno un impatto enormemente superiore rispetto a quelli tradizionali. EuropaForum.it è un sistema aperto a tutti gli eurodeputati italiani e, avendo una funzione bidirezionale (cittadino-deputato e viceversa), consente di mettere a confronto l'attività dei deputati più "interattivi". Abbiamo deciso di risollecitare i deputati con informativa sul sito, sui risultati e gli obiettivi, anche in vista della conferenza stampa che faremo a ottobre, al termine della fase pilota. Il sistema web, così come l'abbiamo concepito, riconosce i 78 eurodeputati italiani, che si iscrivono attivando un sistema di validazione e certificazione. Allo stesso tempo stiamo rispondendo, in partenariato con Inghilterra, Bulgaria e Slovenia, a un bando della Commissione Europea per rendere disponibile anche in questi Paesi sia la tecnologia, sia l'esperienza di Europaforum. Centrale sarà il ruolo degli Uffici del Parlamento Europeo nei diversi Stati membri, perché siamo convinti che per il pieno coinvolgimento degli eurodeputati è necessario collaborare con queste strutture istituzionali di collegamento, mettendo a sistema energie e conoscenze. Quale è il coinvolgimento degli enti locali per la promozione e diffusione di Europaforum.it? Con la nostra attività di Eurosportello della Confesercenti, ci poniamo come soggetto facilitatore, come anello di collegamento tra l'Europa e le economie locali. Lavoriamo per lo sviluppo del territorio attraverso informazione, assistenza e orientamento alle imprese, ma anche con il supporto diretto a comuni e province, che sono i registi dello sviluppo locale. Abbiamo un canale di comunicazione privilegiato con una ventina di enti convenzionati che utilizzano l'Ufficio Europa online, attraverso di essi promuoveremo il sito e e coinvolgeremo i cittadini. Se poi ci dovessero essere finanziate delle azioni ad hoc, lavoreremo anche con le scuole. Per concludere...una valutazione complessiva nel contesto di riferimento europeo e italiano per la costruzione di un sistema di governance diffuso e partecipato... Sulla base dell'esperienza che abbiamo e stiamo maturando, la mia impressione è quella che c'è un aumento progressivo della percezione di questi strumenti come canali di partecipazione e democrazia, con punte più o meno avanzate a seconda della realtà di riferimento. Certamente il processo sarebbe più veloce se ci fossero più esempi virtuosi di governance anche da parte delle stesse istituzioni. Voglio dire che se la governance viene dal basso tende ad avere tempi di maturazione più lunghi … se la spinta alla governance viene dall'alto probabilmente i tempi si accorcerebbero. Per "fare governance" bisogna mettere a disposizione strumenti costosi ed energie, che non nascono da soli, ma soprattutto sarebbe auspicabile che tali strumenti fossero davvero utilizzati dai diversi livelli di governo per confrontarsi in modo stabile con utenti ed elettori. Insomma l'emulazione conta, laddove i decisori locali o nazionali in un certo senso snobbano queste nuove modalità di confronto, certo il processo viene rallentato, viceversa viene accelerato. Una tendenza alla partecipazione dal basso che utilizza le nuove tecnologie c'è e ci sarà e ci saranno anche nuovi strumenti nati con iniziative più o meno spontanee, più o meno coordinate con quelle istituzionali. Questo orientamento mi sembra che vada sempre più consolidandosi, per attendersi risultati concreti, anche nel prossimo futuro, bisogna però capire se la parte pubblica preme il piede sul freno o sull'acceleratore o un po' sull'uno e un po' sull'altro…