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La tecnologia RFId per la gestione del patrimonio archeologico

del 05/07/2007

La Soprintendenza per i beni archeologici di Ostia ha realizzato il sistema RILEVArcheo che attraverso la tecnologia RFId consente di gestire l'archiviazione dei reperti archeologici, limitando gli errori e la dispersione di risorse economiche. Le evoluzioni del sistema, che già consente di monitorare gli spostamenti, saranno un utile strumento per garantire la sicurezza e il controllo dei cespiti. Attualmente il sistema è in corso di implementazione con l'assistenza dell' Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

Molti i reperti e i problemi

La catalogazione e la gestione del patrimonio archeologico è un tema molto complesso, in ragione degli spazi limitati per la conservazione, soprattutto se parliamo del sito di Ostia Antica che in Italia per numero reperti ed estensione dell'area è secondo solo a Pompei. La lunga stagione di scavi ha restituito nell'arco di circa un secolo e mezzo, decine di migliaia di oggetti per i quali si è posto il problema del loro immagazzinamento.
A partire dall'inizio del secolo scorso i reperti sono stati distribuiti tra il Museo Ostiense, ospitato nella Porta Ostiensis (attuale Porta San Paolo), l'Antiquarium Ostiense progettato dall'architetto Italo Gismondi nel 1960, e i cosiddetti "depositi musealizzati", spazi recuperati all'interno delle strutture antiche più ampie e meglio conservate poste in prossimità del Museo.
Nell'ultimo trentennio il ritrovamento di reperti provenienti non solo dal sito della città ma anche dal territorio circostante, oggetto di un selvaggio abusivismo edilizio, è cresciuto in misura esponenziale determinando non pochi problemi per la loro gestione sia fisica che informatica.
L'archiviazione manuale di quest'enorme patrimonio ha condotto ad una imprecisa e spesso ridondante attività di schedatura dei beni che negli anni ha determinato un disallineamento dei dati relativi alla consistenza del patrimonio con la situazione reale.

La prima soluzione: AIDA

Per questo motivo la Soprintendenza dei beni archeologici di Ostia e l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione hanno messo a punto un sistema unitario di immissione dati, AIDA, realizzato con tecnologie open source, web based in ambiente Linux. Il sistema, prodotto nel 2004, consente in una sola operazione di produrre schede d'inventario, schede di catalogo RA/ICCD, schede di denuncia furto, registro cronologico di entrata e dichiarazione di variazione patrimoniale annuale per il Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Ad AIDA è stato poi recentemente affiancato il programma di gestione di magazzino RILEVArcheo, che utilizza la stessa tecnologia. I due programmi interagiscono per creare due tipi di banche dati: una di inventario e catalogo e l'altra di gestione dei depositi.

Il collegamento con RILEVArcheo

RILEVArcheo cattura da AIDA i dati identificativi degli oggetti inventariati, attraverso la tecnologia RFId (Radio Frequency Identification) che consente in maniera semplice e basso costo di conoscere l'esatta consistenza e ubicazione dei reperti.
La tecnologia RFID utilizza l'etichettatura elettronica con lettura radio che consente di inserire a contatto o in prossimità di qualunque reperto museale un microchip leggibile a distanza ravvicinata che raccoglie nella sua memoria permanente e aggiornabile nel tempo, i dati relativi all'oggetto.
Lo strumento di dialogo con il tag è un dispositivo mobile, un lettore palmare attraverso cui si può accedere alle informazioni contenute nell'etichetta per leggerne il contenuto e modificare le informazioni.
AIDA viene quindi aggiornata da RILEVArcheo per quello che riguarda la collocazione; inoltre RILEVArcheo gestisce sia i contenitori che i singoli oggetti in attesa di essere inventariati, attribuendo una numerazione univoca progressiva in automatico, evitando così errori di duplicazione.
Il software consente mediante il riconoscimento di micro e macro aree, ciascuna codificata da un tag, di strutturare la piattaforma informatica creando una gerarchia ambientale che permette l'identificazione di tutti i cespiti in base alla loro allocazione fisica e di monitorare tutte le movimentazioni.
Uno sviluppo futuro prevede l'impiego del sistema come tecnologia al servizio della repressione dei furti d'arte. I tag, infatti, possono avere varie forme, supporti e dimensioni che li rendono ideali per essere mimetizzati e consentire la segnalazione dell'eventuale uscita non autorizzata di beni, garantendo all'Amministrazione un'efficace sistema di sicurezza e controllo contro i furti.

Approfondimenti

Commissione Europea per RFId altra PA del 19/04/2007

Primo rapporto sul RFId, dossier altra PA del 22/6/2006

 
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