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Il ricorso pretestuoso ha i giorni contati

del 21/06/2007

I "furbetti" che ricorrevano all'escamotage del ricorso pretestuoso per non pagare le multe sono avvisati: il Ministero dell'interno ha messo a punto, per ora in fase sperimentale presso la prefettura di Roma, un sistema informativo per la gestione telematica del processo di sanzione. Dalla prefettura promettono di azzerare le pratiche ricorsuali inevase e scardinare il meccanismo dei ricorsi pretestuosi
Uomo avvisato...

Cosa prevede la legge

L'articolo 203 del nuovo codice della strada prevede che chi abbia ricevuto una multa possa presentare ricorso al prefetto o all'organo accertatore dell'effrazione entro 60 giorni dalla notifica del verbale. L'articolo 204 attribuisce al prefetto "il potere di adottare, entro 120 giorni dalla data di ricezione degli atti dall'Ufficio accertatore, ordinanza di ingiunzione di pagamento della sanzione o di archiviazione qualora ritenga l'accertamento infondato". La decisione del prefetto si fonda su indagini amministrative e sulla documentazione presentata dagli interessati. Decorsi i termini, il ricorso si ritiene accolto. Data la mole di lavoro crescente, quest'ultima eventualità è sempre più probabile. Tant'è leggiamo da dichiarazioni del prefetto di Roma Achille Serra, "solo nel 2006 sono state effettuate nel Comune di Roma circa tre milioni di multe: per 430mila di esse è stato presentato ricorso al Prefetto (e per 100mila di esse è stata chiesta l'audizione). In teoria, sarebbero stati circa 500 incontri ogni giorno. Si era sparsa la voce a Roma che bastava presentare ricorso per evitare di essere convocati". E di fatto così era: chi presentava ricorso, a torto o ragione, vista la mole delle pratiche da gestire in capo alle strutture preposte, aveva ottime di speranze che il suo ricorso pretestuoso - se effettuato per beneficiare di questa "falla del sistema" - andasse a buon fine. Tutto questo con una perdita di introiti rilevante e non certo una bella figura da parte delle istituzioni..

Cosa cambia

L'acronimo del sistema è SAN.A (sistema informativo sanzionatorio amministrativo) e già il nome, imperativo categorico dal retrogusto eugenetico, lascia presagire che qualcosa è davvero cambiato, almeno su Roma
Si tratta infatti di un progetto, presentato nel corso del Forum PA, realizzato dal Ministero dell'Interno per la prefettura di Roma al fine di "automatizzare l'intero procedimento sanzionatorio amministrativo, di competenza della prefettura, relativo alle decisioni sui ricorsi amministrativi presentati al prefetto".
Il Viminale ha sviluppato, utilizzando esclusivamente competenze interne, un software di gestione del procedimento amministrativo che rende più efficiente la macchina poiché permette di riorganizzare le varie fasi attraverso l'informatizzazione dei flussi documentali, l'automazione delle procedure e un'efficace pianificazione organizzativa, il tutto nel rispetto del codice dell'amministrazione digitale in ordine alla comunicazione tra enti pubblici, tramite il sistema della posta elettronica certificata.
Gli obiettivi del progetto sono chiari e promettono un azzeramento delle pratiche inevase "si potranno controllare circa ottomila ricorsi a settimana, quindi 30mila al mese e più di 300mila l'anno, a fronte dei 200mila degli anni scorsi" annuncia il prefetto Serra.
Il progetto compare nella delibera di giunta n. 41 del 7 febbraio 2007, dal titolo "Protocollo d'intesa tra Comune e Prefettura di Roma per la gestione dei ricorsi contro i verbali di infrazione al codice della strada".

Il nuovo assetto organizzativo

Il Ministero dell'Interno fornisce alla prefettura il supporto tecnico professionale, l'articolo 7 del codice prevede un responsabile generale, coadiuvato da un analista, due coordinatori amministrativi, un esperto informatico. Con l'articolo 8 il Comune, infine, "distacca" dieci operatori amministrativi e dieci operatori "polifunzionali per il data entry". Venti persone che lavoreranno nei locali del comune e saranno interfacciate per via telematica con la Prefettura, che resta l'ente responsabile del progetto e del processo di sanzione.
La semplificazione della procedura contempla la possibilità di accesso guidato e controllato da parte di ogni ente partecipante al sistema informativo, allo scopo di evitare inutili richieste di documenti in forma cartacea.
L'iter informatico prevede tre innovative modalità di gestione:
trasmissione telematica dei ricorsi e delle relative controdeduzioni
digitalizzazione del ricorso e di tutti i documenti

funzioni massive di elaborazione e stampa

In questa prima fase, ci racconta Clara Vaccaro, responsabile del sistema per la prefettura di Roma, "le trasmissioni telematiche non sostituiscono l'invio del cartaceo, ma lo integrano permanendo una stretta correlazione tra ogni documento "materiale" e la corrispondente trasmissione e successiva registrazione informatica. Presto però arriveremo ad eliminare il cartaceo"

In conclusione

Gli obiettivi diretti del sistema sono dunque
Raggiungere una decisione sui ricorsi nei termini di legge
Avere certezza in merito all'esame e alla valutazione dei ricorsi
Costituire un deterrente alla presentazione di ricorsi pretestuosi e
Riduzione delle richieste di audizioni pretestuose

Conseguenza indiretta, di certo auspicabile anche per le tasche del cittadino, è che la certezza di esame e valutazione dei ricorsi possa indurre ad una maggiore disciplina per non incorrere nelle infrazioni.
Nel gioco delle parti la Prefettura ha messo a punto quello che sembra essere un ottimo sistema per garantire il rispetto del blasonato binomio efficienza-efficacia dell'azione amministrativa. Vero è che la "certezza della pena", senza adeguate misure a sostegno dei cittadini per la sopravvivenza nella giungla metropolitana, non può essere l'unico strumento messo in campo.

Approfondimenti

Niente più carta e pratiche inevase intervista a Clara Vaccaro, vice Capo Gabinetto della prefettura di Roma

 
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