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ne parliamo con
Innovazione tecnologica risorsa per il Meridione

Carmine Nardone - Presidente della Provincia di Benevento
e
Floriano Panza - Presidente del Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno

del 21/06/2007

La provincia di Benevento è quella maggiormente soggetta al Digital Divide infrastrutturale. Da qui l'idea di partire proprio dal Sannio per rilanciare la banda Larga in Campania?
Carmine Nardone - La Provincia di Benevento sta investendo molto in ricerca scientifica. Infatti, tra gli Indirizzi di Governo che ne supportano l'opera quotidiana, il tema dell'innovazione è centrale. Il Mezzogiorno, in generale, il Sannio in particolare, deve rispondere alla sfida globale della competizione ponendosi esso stesso come soggetto portatore di di innovazione e di ricerca e non più, com'è accaduto sino ad un recentissimo passato, quale semplice importatore delle innovazioni altrui. Il "mercato dell'usato" delle tecnologie provenienti dai territori forti è uno dei motivi della marginalità del Mezzogiorno. Pertanto la Provincia, realizzando forti sinergie con l'Università del Sannio, con molte Università di tutto il mondo e con i Centri di ricerca del Mezzogiorno, ha puntato molto sull'ICT, sui nuovi servizi dallo spazio forniti dai satelliti, sulla ricerca di fonti energetiche alternative. In questa ottica di sviluppo eco-compatibile e sostenibile la larga banda ha ovviamente avuto una attenzione particolare con programmi e progetti concreti. Segnalo infatti la rete sperimentale da Benevento alla vicina San Giorgio del Sannio. Le esperienze maturate sinora saranno utilissime per estendere a tutto il territorio provinciale il servizio.
Come si inserisce l'iniziativa presentata l'11 maggio nel progetto per portare al banda larga nel Sannio?
Carmine Nardone - Noi crediamo molto nelle relazioni istituzionali tra gli enti e nel principio di sussidiarietà. La Provincia di Benevento ritiene che i problemi di sviluppo locale si affrontino con il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche locale al fine di avere il necessario coordinamento degli interventi e per ottimizzare l'uso dei fondi pubblici disponibili. La Provincia quale istituzione, inoltre, ha forti potenzialità e capacità operative avendo la possibilità di "leggere" i bisogni del territorio e di agire programmaticamente di conseguenza al di fuori di logiche esclusivamente campanilistiche.
3Quale è il ruolo delle strutture di ricerca coinvolte come il Parco Tecnologico e l'Università?
Floriano Panza - Le tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) si sono imposte come requisito essenziale per lo sviluppo e la competizione dei moderni sistemi economici e territoriali. Un territorio dinamico che vuole competere a livello globale deve dotarsi di un sistema tecnologico avanzato. Con tale consapevolezza gli attori del territorio beneventano hanno intrapreso una serie di azioni finalizzate alla diffusione dell'ICT e alla modernizzazione dell'intero tessuto produttivo provinciale, inclusi i settori tradizionali, la Pubblica Amministrazione e i singoli individui. La sfida delle nuove tecnologie trova terreno fertile data la quantità e la qualità di soggetti in grado di agevolare il processo di produzione, trasferimento e sfruttamento di conoscenze e competenze tecnologiche specialistiche ed il Parco opera, per mission, come struttura di collegamento tra scienza, imprese e pubblica amministrazione. Ne conseguenze che il suo ruolo rispetto a tali scenari non potrà che essere di struttura capace di accorpare queste diverse dimensioni, unendole nella convinzione che progettare insieme significhi costruire un tessuto socio-economico più competitivo, annodare fili lontani ma solidi che legano le esigenze dell'impresa al valore scientifico delle idee ed alle necessità di chi amministra.
Che tipo di sperimentazione è stata eseguita durante il convegno e che risultati ha mostrato?
Floriano Panza - La sperimentazione sulla tecnologia Wi-MAX effettuata da Ericsson Telecomunicazioni che, per l'occasione ha ottenuto dal Ministero delle Comunicazioni l'autorizzazione ad utilizzare le frequenze per la giornata dell'11 maggio, ha mostrato le potenzialità della tecnologia di trasmissioni a banda larga. Tuttavia permangono dei limiti 'strutturali' infatti è stato anche mostrato che la massima qualità del segnale (banda di almeno un megabit) permette di raggiungere distanze nel raggio di 2-3km. Nonostante ciò, il WiMax sarà sicuramente utile a superare il problema del cosiddetto ultimo miglio, diventando un complemento all'integrazione delle reti fisse.
Un obiettivo ambizioso quello della copertura dell'intera regione… quali sono i tempi e le tappe previste?
Carmine Nardone - Abbiamo elaborato un programma e lo abbiamo anche testato con successo. Il tutto impiegando risorse del Bilancio della Provincia. Credo che il risultato possa ritenersi molto soddisfacente. Al momento la città di Benevento è già servita dalla larga banda e stiamo facendo molto per servire altri territori vicini. Contiamo di servire tutto il Sannio a breve. Ho l'ardire di affermare che se la Regione Campania vorrà seguire il nostro esempio operativo potrà conseguire risultati altrettanto lusinghieri.
L'accordo si occupa principalmente del divario infrastrutturale, ma anche quello sociale è importante. Ci sono progetti che fanno anche in questa direzione?
Carmine Nardone - Non c'è alcun dubbio che una tale rete infrastrutturale sia motivata dal fatto che essa vuole perseguire obiettivi di natura sociale. Lo spopolamento delle aree interne lo si combatte fornendo strumenti, servizi, strade. La larga banda è un mezzo ineludibile per raggiungere popolazioni che spesso non sono servite come invece si dovrebbe in un Paese che si definisce civile.
Nonostante i tanto sbandierati vantaggi del Wi-max a livello mondiale questa tecnologia stenta a decollare, qualcuno dice che la causa è da ricercare nel sistema delle frequenze, potrebbe descrivercelo meglio?
Floriano Panza - Dall'ultimo comunicato dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha approvato il regolamento per l'assegnazione delle frequenze WiMAX, sembrerebbe che lo stato attuale dell'iter amministrativo preveda che il Ministero delle Comunicazioni indica la gara per l'assegnazione delle licenze WiMAX entro il mese di giugno 2007.
Per approfondimenti sul futuro 'mondiale' di questa tecnologia credo che sarebbe più opportuno porre questa domanda ad un membro dell'Osservatorio Banda Larga. L'Osservatorio, infatti, in questi giorni ha presentato il Rapporto "Broadband Inclusion" in un seminario focalizzato sulla tematica delle prospettive per il WiMAX.
 
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