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EU -PAY: esperimenti di pagamenti elettronici

del 21/06/2007

Se è possibile nel piccolo lo sarà anche nel grande. Questa la sfida del progetto sperimentale EU - PAY, che si impegna a costituire un codice standard su sistema multi-canale per i pagamenti alle amministrazioni e autorità pubbliche. Obiettivi: accessibilità, semplificazione, risparmio. Sperimentato nel piccolo - 5 i partner europei capitanati dal Comune di Prato - EU - PAY si apre idealmente al sistema europeo dei pagamenti, in via di liberalizzazione. Concretamente si apre a quello italiano, proponendo al Cnipa di farsi garante del codice standard dei pagamenti. Un workshop appena concluso, esperimenti in corso a dimostrazione del fatto che i servizi pubblici di pagamento possono andare al cittadino, ovunque in Europa egli si trovi, al supermercato, in chioschi dedicati, attraverso il cellulare.
Ingredienti: confronto, coordinamento, maturità tecnologica, volontà politica (come dire dulcis in fundo).

EU-PAY: la prospettiva europea

Il Multi-channel and Multipurpose Integrated EUropean PAYment Circuit - finanziato nell'ambito del programma europeo eTEN (bando 2005) - è stato avviato nel maggio 2006 e si concluderà nel gennaio 2008.
Recentemente presentato in Italia in un workshop divulgativo di progetto (Siena, 13 giugno u.s.), il
servizio EU - PAY si propone di fornire un meccanismo per la raccolta di pagamenti ad amministrazioni, autorità ed enti pubblici su base europea, capace di integrarsi con i metodi di pagamento esistenti. Alla base del progetto la volontà di semplificare, razionalizzare e risparmiare risorse, rendendo il pagamento più semplice e meno problematico possibile per il cittadino. Nell'ottica di progetto un utilizzo diffuso del sistema contribuirebbe a un aumento sostanziale dell'accessibilità di tutti ai sistemi di pagamento elettronico, con una riduzione importante del digital divide. Nel disegnare il channel-mix, un'attenzione particolare è stata rivolta ai cittadini che non hanno carta di credito, conto corrente o accesso a internet, rendendo possibile il pagamento attraverso canali quali il sistema di cassa del supermercato o il proprio telefono cellulare. Le amministrazioni partner sono 5 con Comune di Prato in veste di coordinatore, Città di Saarbruecken - Germania, Amministrazione comunale di Sheffield - Gran Bretagna, Università di Varna - Bulgaria, Communauté d'Agglomération Périgourdine (CAP) - Francia. Gli obiettivi generali del progetto EU - PAY sono: Convalida dei servizi integrati EU-PAY nelle 5 località pilota; Coinvolgimento di un numero significativo di user per ciascuna località; Verifica dell'effettiva rispondenza dei servizi proposti alle esigenze di mercato.
Due sono le categorie di user del sistema EU-PAY: I cittadini e le imprese, ovvero i payer; Le autorità locali/ aziende di pubblico servizio, ovvero i beneficiares.
Il servizio EU-PAY è basato su un codice univoco che individui il pagamento in modo che ovunque esso sia effettuato possa identificare il soggetto pagante e il beneficiario. Questo presuppone che sulla fattura sia inserito un codice a barre che risponda alle regole di standardizzazione definite, che possa essere rilevato e decodificato in sede di inoltro del pagamento e conseguente aggiornamento del database amministrativo.
L'architettura su cui si basa il progetto implica un mix di canali di pagamento, collegati più o meno direttamente a internet e di qui ai beneficiari del pagamento.


Dissemination Workshop - Siena June 13th 2007

Il sistema EU-PAY propone dei vantaggi agli user, facilitandone l'azione di pagamento ma è al tempo stesso strumento di efficienza ed efficacia all'interno del sistema amministrativo pubblico, a cui il pagamento è finalmente destinato. Tra i benefici di maggiore rilevanza: Supporto a un sistema integrato di pagamento multicanale; Interazione con il back office esistente e aggiornamento in tempo reale; Introduzione di una filosofia innovativa di pagamento imperniata sul sistema di rete, con possibilità di ripartire i costi del servizio tra i diversi soggetti; Implementazione di un sistema centralizzato per il trasferimento dei pagamenti con riduzione in prospettiva dei costi bancari di transazione; Cooperazione con reti di natura diversa, da semplici esercizi commerciali a grandi catene; Implementazione di un'architettura di sistema flessibile a sostegno della rete dei pagamenti a favore della cooperazione multinazionale tra entità diverse, incluse quelle di dimensione minore.
L'intero progetto poggia su un ciclo di gestione che vede nell'Analisi di mercato il punto di partenza per arrivare ad un Business Plan (BP) finale, passando attraverso la convalida dei servizi e la valutazione dei risultati.

Dissemination Workshop - Siena June 13th 2007

In prospettiva europea, si prevede la costituzione di un'azienda centralizzata che gestirà l'infrastruttura di servizio, coordinandosi con il livello locale, secondo lo schema seguente:
Centralmente, saranno gestite le informazioni relative ai pagamenti e i principali moduli dell'architettura del sistema
Localmente, attraverso aziende a carattere nazionale, saranno gestiti i moduli dell'architettura relativi alla gestione dei canali di pagamento istituiti nei diversi paesi.
Altri partner, ad es. le banche, saranno coinvolti nella fase operativa del sistema, in qualità di supplier. Gli Enti pubblici o privati, beneficiari dei pagamenti, saranno i diretti customer del servizio. Il sistema sarà finanziato da una tassa sul singolo pagamento, imputata parzialmente all'user finale (cittadino/azienda) in parte al beneficiario (ente pubblico) che, adottando il circuito, usufruisce del servizio.

Prato: un Comune italiano in prima linea

EU-PAY si presenta come un progetto ambizioso e dal respiro forse troppo ampio per la prospettiva che la nostra macchina amministrativa riesce oggi a percepire. Ma la questione è: si può costruire una prospettiva europea partendo dalla base, ovvero dagli Enti locali, lavorando in sinergia transfrontaliera per dimostare che il progetto è ambizioso ma non irrealizzabile e che - mattone su mattone - si può arrivare a convalidare un circuito di pagamenti elettronici veramente europeo? A sostegno della tesi per cui l'ampliamento progressivo di un sistema efficace di pagamento multi-canale è possibile, c'è l'impegno del Comune di Prato in qualità di capofila del progetto. Per noi fare EU-PAY è stato un modo di generalizzare un sistema gia realizzato: T serve, nato nel 2000 per rendere possibile al cittadino il pagamento presso le tabaccherie della città. Quando abbiamo visto che i pagamenti elettronici erano una priorità nell' ambito della Comunità Europea abbiamo proposto di allargare questo sistema a tutta la comunità, avviando il progetto EU PAY. Cosi Gabriella Martinelli, Responsabile dei Sistemi Informativi del Comune di Prato, spiega la nascita di EU-PAY. Al centro di un tale progetto dal respiro comunitario non può che esserci, come la stessa Martinelli ci spiega, un codice standard che faciliti, ma soprattutto renda diffondibile il sistema di pagamento. Già diverse le richieste di riuso del sistema da parte di comuni limitrofi e non, che vengono accolte ed evase con piacere dal comune di Prato, pur riconoscendo i limiti di una tale modalità estensione del sistema non coordinata centralmente, che porterà alla costituzione di tanti punti di raccolta e smistamento dei pagamenti quanti sono gli enti aderenti, snaturando il progetto stesso. A questo punto per rendere esecutivo il progetto, quanto meno a livello nazionale, ci vuole necessariamente un punto centrale che faccia da ente di raccolta. Il meccanismo è stato costruito in maniera generalizzata per cui laddove vi fosse un istituto pagatore che se ne fa carico, il meccanismo è già pronto: standardizzato e generalizzato. Conclusione: il progetto non viene utilizzato al massimo della sua potenzialità, pur incontrando l'interesse di amministrazioni locali diverse per dimensioni e gegrafia e un'adesione significativa da parte dei cittadini, nelle località partner di progetto. La UE ci ha pagato per fare questo esperimento. Il fatto che noi e i nostri partner francesi, tedeschi, britannici siamo riusciti ad attivare ciascuno pagamenti diversi attraverso canali diversi, impostandoli su questo codice è un dato di successo: significa che basta mettere insieme l'infrastruttura perché già esiste lo standard per utilizzarla.

Sarebbe bello se…

Il progetto EU-PAY apre una serie di prospettive interessanti, proponendo riflessioni, punzecchiando responsabilità e stimolando l'iniziativa dei diversi livelli amministrativi su un servizio decisamente in cima all'e-agenda comunitaria: i pagamenti. Tra i temi sollevati dal contesto tre sembrano costituire una base interssante per un'evoluzione possibile.
Liberalizzazione del mercato dei pagamenti
C'è da considerare che in questo momento la normativa europea tende a liberalizzare i pagamenti, sottraendo il monopolio dei pagamenti alle banche e alle esattorie. Ciò parte dalla valutazione che il pagamento non è una forma di deposito dei soldi, ma una forma di passaggio, il cui garante può essere una qualunque azienda che agisca sul mercato e che risponda ai criteri fissati di affidabilità. Questo prospettiva tocca direttamente gli interessi delle banche, che attraverso la propria lobby premono per ritardare la normativa europea aprendo una serie di problematiche notevoli. Ma una liberalizzazione, con le dovute garanzie e contromisure, porterebbe all'abbassamento dei costi dei pagamenti…per cui l'Italia è tra i paesi più costosi in Europa.
Standardizzazione del codice e centralizzazione della raccolta
Se si istituisse un ente centralizzato a livello europeo…quello certamente risolverebbe i problemi di tutti…diciamo che è molto difficile pensare che un domani si accetti che tutti i pagamenti della PA italiana vengano intercettati da un entità terza che non sia italiana… questo è sicuramente un problema "politico" che non sarebbe facile risolvere. Ma se anche un sistema standard dei pagamenti fosse istituito al solo livello nazionale, attraverso un codice standard e un ente di raccolta centralizzato…sarebbe già un bel passo in avanti verso la semplificazione dei pagamenti tra paesi diversi. Se a livello italiano un autorità Ministeriale o il CNIPA (a cui il progetto EU-PAY è stato presentato) riuscisse a risolvere questo problema dicendo: questo è il codice che tutti gli enti pubblici in Italia devono stampare nelle loro fatture…per il cittadino sarebbe più semplice effettuare il pagamento. Esteso a livello europeo un tale sistema renderebbe possibile a un cittadino di Prato di pagare una bolletta mentre è in vacanza a Shieffield.
Integrazione di back office e database
All'interno di un servizio come quello di EU PAY, esiste chiaramente un sistema di autenticazione del cittadino ovvero un codice di identificazione per effettuare il pagamento, che però è diverso per ogni pagamento. Dunque, per adesso il servizio è impostato su un modulo duale: cittadino - singolo ente. Non c'è interscambio a livello di back office. Sebbene un tale ambito di riflessione sollevi chiaramente dei problemi di privacy, va considerato che se si riuscisse ad arrivare al concetto unico secondo cui il cittadino, una volta che nasce, ha un unico codice (es.fiscale) che esiste in unico archivio centralizzato (al livello amministrativo ritenuto opportuno) a cui chi è autorizzato accede e trova quel cittadino sempre e comunque…si realizzerebbe un interessante razionalizzazione di sistema.
Questi ed altri gli interessanti spunti dall'intervista a Gabriella Martinelli, Responsabile Sistemi Informativi del Comune di Prato.

Approfondimenti

"Dalle amministrazioni locali alla UE: la prospettiva EU-PAY" un'intervista con Gabriella Martinelli, Responsabile Sistemi Informativi Comune di Prato

Il portale del progetto EU-PAY

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