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ne parliamo con

Lontani dagli uffici, vicini all'amministrazione

 

Ettore Filippi - Assessore all'Innovazione Tecnologica,
Comune di Pavia

del 07/06/2007

Assessore Filippi, ci traccia brevemente lo stato dell'arte di CRS e PEC in Lombardia e in particolare a Pavia, considerando che il progetto ePavia ha investito notevolmente in questi due elementi di innovazione tecnologica e amministrativa?

La CRS Lombardia e la Smart Card del Comune di Pavia sono due strumenti alternativi, nel senso che noi abbiamo iniziato il percorso della Smart Card prima che la Regione si muovesse su tutto il territorio. Ora che la Regione Lombardia ha fatto della CRS uno strumento che può sostituire questo meccanismo, evidentemente i due sono da considerarsi strumenti alternativi ma diretti allo stesso fine. La Regione Lombardia ci dice che tutti i cittadini sono in possesso della CSR e che piu del 75% dei pavesi ha chiesto e ritirato il Pin che permette con quel documento di accedere al nostro portale, oltre che ai servizi on line regionali. Io ho qualche ragionevole dubbio, in base alla mia esperienza, che molti di questi cittadini - che hanno chiesto e forse ottenuto dalle Poste il Pin - ad oggi sappiano ritrovarlo. La Asl di Pavia si è proposta subito come interlocutore a fianco di Poste , dunque da pochi giorni i cittadini possono ottenere il Pin a vista da uno sportello Asl. Per quanto riguarda la nostra PEC, il Comune di Pavia nel maggio 2006 ha avviato 3 caselle di PEC, una intestata al Protocollo, una al Consiglio Comunale, una al SUAP…come dire porte aperte ai cittadini che vogliono avere un rapporto con noi.

Quale è la risposta dei cittadini preventivata e attesa nel breve termine?

Secondo me è una questione di tempi e di contenuti. Innanzitutto c'è bisogno che i cittadini abbiano dei servizi affidabili: devono trovare un portale semplice in cui con semplici procedure possono accedere ai loro dati, verificare i loro immobili, farsi i calcoli e a breve anche effettuare pagamenti on line. Puntiamo sul paradosso di essere il più vicini possibile ai cittadini, tenendoli fisicamente il più lontano possibile da noi, che poi è la base di questo discorso. E' evidente che questo meccanismo presenta una serie di problemi. Primo: quanti cittadini utilizzano il pc normalmente, tenendo conto che più la gente si abitua a lavorare a parlare con gli altri via pc, più semplice è l'impatto con questo nuovo modo di interazione con l'amministrazione. Prendendo ad esempio il servizio di refezione scolastica che abbiamo informatizzato, permettendo la consultazione on line delle presenze degli alunni e del credito attivo, è evidente che il genitore che ha accesso alla rete e a questo nuovo meccanismo di pagamento e monitoraggio eviterà di fare tutto quello che doveva fare prima, risolvendo tutto con un bottone, potremmo dire. Dunque è fondamentale che gli stessi cittadini/utenti si rendano conto dei vantaggi di queste nuove procedure, in primis in termini di tempo.

Quanto si è investito in termini di formazione e coinvolgimento al progetto da parte delle risorse umane interne all'amministrazione?
Sin da quando la delega all'Innovazione tecnologica mi è stata affidata, abbiamo intrapreso un percorso di formazione dei dipendenti, per renderli competenti. Ad oggi hanno tutti la patente internazionale sull uso del computer, sono tutti su alti livelli di standard…quindi per loro il problema dell'utilizzo del pc è ormai risolto. Del resto, il fatto di non avere la presenza fisica dell'utente - con le lunghe file e i frequenti segni di impazienza connessi - per i dipendenti è di per sé un enorme incentivo. Potrà esserci qualche difficoltà nella dirigenza…perche ogni cambiamento riserva rischi professionali specie nella prima fase, ma se alle spalle c'è, come nel nostro caso, un'amministrazione che crede e punta sull'obiettivo di essere piu vicina ai cittadini, tenendoli fisicamente lontani dagli uffici, capisce che la stessa dirigenza non dovrebbe avere paura o problemi, soprattutto perche si è consapevioli che affrontare con decisione e impegno il rischioso percorso del cambiamento per noi è un elemento di valutazione professionale positivo.
...e sul versante dei cittadini?
Ad oggi abbiamo 5 quartieri in cui vanno i cittadini che non hanno il pc e possono utilizzare questi strumenti con l'aiuto dei nostri dipendenti. Ma, soprattutto, la valutazione di base che facciamo è proattiva, cioè riteniamo che in una famiglia basta che ci sia oggi un bambino per far sì che il pc diventi un'esigenza della famiglia intera, strutturale. Consideriamo che se nell'attuale ambiente scolastico tutti hanno il pc e si parlano tramite pc...è evidente che quando questa generazione tra 5 anni ne avrà 21,22 23 25 - e comincerà ad essere la titolare dei rapporti con la PA - non potrà che ragionare anche con noi in quella maniera. Il futuro è questo c'è poco da fare. Quindi, se il futuro è questo, l'amministrazione fa di tutto per essere un passo avanti nel futuro. E' anche chiaro che in questa prima fase abbiamo individuato dei focus target, che sono le professioni, le aziende e appunto i giovani...che hanno magari qualche "vecchio" a casa.
I cittadini accedono a ePavia tramite un doppio sistema di autenticazione cosiddetto forte o debole. Quali sono le valutazioni alla base di un tale sistema?
Noi abbiamo da subito pubblicizzato il fatto che il Comune ha una sua Smart Card. Questa iniziativa risale a un anno fa, ne abbiamo già distribuite 200 e quindi ci sono già persone che con questa Smart Card possono avere rapporti certificati con l'amministrazione, nel senso che possono richiedere certificati, accedere alle loro cartelle personali e interloquire con l'amministrazione. In questo momento non sono ancora interattivi perché stiamo mettendo in piedi i sistemi relativi, cioè ad oggi i cittadini in posseso di Smart Card possono consultare, in qualche caso certificarsi, ma non possono intervenire per cambiare i loro dati. I servizi futuri faranno sì che, con una forma di certificazione forte della propria identita, cioé con il PIN, si potrà anche intervenire per variare quei dati. E' chiaro che questo comporta un livello di preparazione che non tutti hanno e che si costruirà nel tempo e non lo costruiremo noi, ma i cittadini stessi, aumentando la propria dimestichezza con questo tipo di procedimenti e modi di interazione che, ormai, riguardano la vita di tutti giorni e non solo i rapporti con l'amministrazione comunale. Tutti i cittadini possono richiedere la certificazione cosiddetta debole o forte.Questo dipende dall' interesse del cittadino. La richiesta è la stessa: si può avere una card o l'altra, a seconda delle competenze e della volontà del cittadino. Deve decidere lui che rapporto vuole avere con l'amministrazione, non siamo noi a imporglielo. Noi gli indichiamo soltanto quali sono i limiti delle due posizioni, che poi non sono stabiliti da noi ma dal Codice.
Esiste una stima dei modi e tempi di sostituzione delle tradizionali forme di erogazione dei servizi?
Certamente io non posso chiudere gli sportelli fino a quando non avrò la certezza che tutti, non solo i cittadini di Pavia, ma tutti quelli che hanno a che fare con il Comune di Pavia - ad esempio, studenti universitari e famiglie titolari di immobili che abitano altrove - sono in grado di accedereai servizi on line. Fino a che non siamo scientificamente sicuri che tutto il mondo utilizza questi strumenti è chiaro che comunque i servizi off line saranno tenuti aperti. Ma credo che ci vorrà del tempo, come per tutte le innovazioni e in particolare per quelle tecnologiche. Per iniziare a pensare a una effettiva sostituzione dovremmo prevedere almeno un pc collegato a internet in ogni famiglia e almeno un componente che riesce a utilizzarlo in maniera non elementare, considerando che il 30% della popolazione pavese supera ai 65 ani e nelle nostre prospettive e tra 15 anni, sarà piu del 50%. Quindi, oggettivamente, considerare che questa fascia di popolazione possieda o comunque possa usare un pc pone chiaramente dei problemi. In sintesi, non penso che almeno per i prossimi 20 anni si possa pensare di sostituire questi sistemi allo sportello, però io credo che per lo meno gli operatori delle professioni delle nuove generazioni, nel breve termine, possano fare propri i nuovi strumenti nei rapporti con l'amministrazione.
e-Pavia è un progetto che, nel medio-lungo termine, potrebbe rivoluzionare i rapporti tra il Comune e i cittadini. Quali sono le variabili che dovranno verificarsi perché questo avvenga sul serio e su scala diffusa?
Qui in realtà la rivoluzione è l'idea. E si declina nello strumento. Come amministrazione, abbiamo detto sin dall'inizio del mandato che il nostro obiettivo è arrivare ad eliminare le code presso gli uffici comunali. In altre parole, il cittadino che viene in ufficio deve essere non la regola ma l'eccezione. E' chiaro che nel momento in cui questo processo di innovazione partirà, l'eccezione sarà rappresentata da fruisce dei servizi da casa, in modalità on lne, e non da quelli che vengono in ufficio a fare la fila. E' evidente anche che, siccome in Comune si viene per una marea di motivi, ci saranno una marea di procedimenti da inserire in questo contesto. Ma questo rimane il nostro obiettivo. Quanto ci vorrà? Dipende dalla credibilità delle nostre procedure, con una nostra responsabilità che ci assumeremo sempre fino in fondo; dipende dall'impegno anche economico che mettiamo nella innovazione tecnologica e in tema di formazione di quadri e di consulenza sui processi innovativi, ma dipende soprattutto dal grado di dimestichezza nelle procedure telematiche e informatiche del cittadino. E quest ultimo è un elemento che, in un certo senso, va per conto suo.
 
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