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Le PMI chiedono. Chi risponde?

del 03/05/2007

Il tema dell'alleggerimento burocratico per le piccole imprese è da mesi sulle prime pagine di tutti i giornali e nelle dichiarazioni di un folto gruppo di rappresentanti del Governo, persino del Presidente Napoletano. Una recente indagine di Confartigianato rivela che le imprese bruciano ogni anno 13.7 miliardi di euro per la burocrazia e quelle più piccole sono anche le più colpite. In tutte le Regioni, infatti, sono proprio le imprese fino a 9 dipendenti a sopportare i costi più ingenti della burocrazia: ben 11 miliardi, l'80% del totale. In pratica ogni piccola impresa sacrifica 11.000 euro l'anno sull'altare dell'onere amministrativo. Abbiamo un patrimonio di imprenditoria unico al mondo che va messo nella condizione di crescere: lo chiedono le imprese, lo chiede l'Europa, ma soprattutto lo chiede il Sistema Paese. Da Febbraio è in corso al Consiglio dei Ministri l'esame del Piano d'Azione per la semplificazione che dovrebbe essere annunciato proprio in questi giorni, assegnando alle nuove tecnologie un ruolo fondamentale.

Dall'europa una "bussola" on line

"Europe is good for SMEs and SMEs are good for Europe". È questo lo slogan che per lungo tempo ha accompagnato l'iniziativa on line della DG Impresa a sostegno delle PMI europee, già destinatarie di un aumento di risorse nelle politiche di finanziamento comunitario. Come risulta dai dati incrociati di Banca Mondiale e Business Europe in Europa ben 8 dei 25 Stati membri sono stati bocciati dalle associazioni nazionali di imprenditori sui temi della semplificazione amministrativa, ed almeno altrettanti ricevono un giudizio neutral. Anche per questo, dunque, gli interventi a livello Comunitario si stanno intensificando. Per migliorare questa drammatica situazione sono stati adottati molteplici iniziative, che vanno dal sostegno economico - l'80% del bilancio del Programma quadro per la competitività e l'innovazione è destinato alle PMI - ad una serie di interventi in direzione della semplificazione normativa e burocratica fino alle attività di informazione ed orientamento. In questa politica globale per le PMI - coordinata da un apposito rappresentante presso la Commissione - si inserisce ad esempio la guida "Programmi di sostegno della Ue per le PMI: una panoramica delle principali opportunità di finanziamento europee" a cui è collegata una vera e propria bussola on line per facilitare l'orientamento delle piccole e medie imprese in riferimento a quattro categorie di intervento:
finanziamenti diretti,
fondi strutturali,
strumenti finanziari,
incentivi all'internazionalizzazione.
Un "poker di azioni" come lo ha definito qualche tempo fa un articolo del quotidiano "Il Sole 24 Ore" mirato a migliorare l'accesso ai finanziamenti, semplificare i vincoli normativi, agevolare l'ingresso sui mercati, promuovere lo spirito imprenditoriale, incentivare lo scambio di buone pratiche, incoraggiare l'internazionalizzazione delle PMI e rafforzare consultazione e dialogo con le organizzazioni che le rappresentano.

Dall'Italia un Piano d'azione

Tra i bocciati della classifica della Banca Mondiale e Business Europe, ovviamente, anche l'Italia, il sistema economico delle PMI per antonomiasia. Ciò che viene rimproverato, ancora una volta è il peso della burocrazia e la mancanza di iniziative specifiche per il loro sviluppo.
In realtà di iniziative dall'inizio di questa legislatura sembrano essercene state sin troppe: nel segno della concertazione sono stati istituiti il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione e di qualità della regolazione; la cabina di regia del governo; l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione; ed infine il Tavolo permanente per la semplificazione, quale sede stabile di consultazione con le categorie produttive, le associazioni di consumatori, le Regioni e le autonomie locali. Ma forse è prorpio questo il punto troppi interventi che non rendono chiaro il quadro d'insieme.
Nel mese di febbraio, però, il Comitato Interministeriale ha delineato il percorso per l'adozione di un Piano d'azione sulla semplificazione, che rappresenta una novità per il nostro Paese e ci pone in sintonia con le iniziative adottate a livello internazionale e in particolare dalla Commissione europea. Il Ministro Nicolais ha, infatti, proposto di sommare all'impegno assunto dal Consiglio Europeo di riduzione entro il 2012 del 25% degli oneri amministrativi derivanti dalla normativa comunitaria, un ulteriore obiettivo: ridurre di alemno il 25% - entro la stessa - data gli oneri amministrativi per cittadini e imprese derivanti dalla normativa nazionale .

I contenuti del Piano d'azione

Le prime dichiarazioni indicavano la data del 31 marzo 2007 come la scadenza per la pubblicazione del piano. Tuttavi ad oggi il documento ufficiale non è ancora stato divulgato e le uniche informazioni difuse sono state alcune anticipazioni sui contenuti di massima. Anticipazioni che proviamo a riassumere.
Da sottolineare, innanzitutto, i due criteri portanti del Piano: la concertazione e l'adozione di una logica di risultato. Compito fondamentale del documento sarà infatti quello di individuare i principali obiettivi di semplificazione e qualità della regolazione per il Paese ed indicare i soggetti responsabili, le azioni da compiere ed i tempi necessari al loro conseguimento. Per fare ciò occorrerà anche lavorare molto sul piano del raccordo del complesso delle iniziative già approvate, in itinere o di prossima approvazione, da parte del Governo: il decreto-legge sulle liberalizzazioni, e il disegno di legge "Bersani"; i disegni di legge "Nicolais" sulla modernizzazione ed efficienza della P.A.; il disegno di legge "Amato" che introduce nuove norme sulla cittadinanza; il disegno di legge "Lanzillotta" di riordino dei servizi pubblici locali; ed il disegno di legge "Turco" sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute. Per quanto riguarda il secondo criterio, ovvero la logica del risultato il Ministro Nicolais ha fatto sapere che la riuscita degli interventi non sarà commisurata solamente al numero di norme adottate o soppresse, ma alla effettiva riduzione degli oneri e dei tempi. In questa logica, il Piano coniuga innovazione organizzativa e tecnologica in modo da semplificare l'attività amministrativa e reingegnerizzare i processi di servizio, utilizzando le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Le aree di azione individuate saranno infatti:
1) Riduzione degli oneri amministrativi a carico dei cittadini delle imprese e delle stesse amministarzioni;
2) Miglioramento della qualità della regolazione e riduzione del numero delle leggi;
3) Controllo, verifica e aggiornamento degli indicatori della qualità della regolazione;
4) Riduzione e certezza dei tempi;
5) Reingegnerizzazione dei processi (posta elettronica, PEC, protocollo informatico, dialogo tra le banche dati, pagamenti elettronici, fascicolo sanitario on line etc.);
6) Semplificazione normativa e amministrativa delle attività delle Regioni e degli enti locali.

Concludendo

Il Piano di semplificazione non sarà, dunque, centrato esclusivamente sulle imprese, ma è comunque un'azione fondamentale, soprattutto se affiancata da altri strumenti come il portale impresa.gov che da due anni si propone come luogo di contatto e centro di erogazione di servizi on line per le imprese italiane. 18 i macroservizi disponibili, il cui elenco è riassunto nella pagina del Portale delle Imprese denominata "Servizi integrati di impresa.gov". Come ci ha spiegato Mario Altavilla dell'Area Organizzazione ed e-Gov di Unioncamere "Si tratta di un repertorio vasto e vario di servizi che vedono interessate la gran parte delle imprese in diverse fasi della loro vita, dalla registrazione, all'assunzione del personale, ad operazioni che riguardano il commercio estero, solo per citarne alcuni. In ogni caso mi preme almeno ricordare le amministrazioni già cooperanti: Camere di Commercio - Registro delle Imprese, INPS, INAIL, Ministero della Salute, Ministero dell'Interno, Vigili del Fuoco, Agenzia delle Entrate, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Agenzia Italiana del Farmaco, Istituto Zooprofilattico Sperimentale "G. Caporale", Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Difesa, Ministero delle Comunicazioni, Ministero del Lavoro, Ministero per i Beni e le Attività Culturali".

Approfondimenti

"Semplificazione e servizi alle imprese: uno sguardo d'insieme", un'intervista con Mario Altavilla, Area Organizzazione ed e-Gov di Unioncamere

Il portale "Impresa ed industria" della Commissione Europea

"Cambia il rapporto da aziende e PA grazie al portale impresa.gov", dossier Altra pa del 22/06/2006d

 
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