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Vincere il digital divide col wireless

del 3/05/2007

L'unione, si sa, fa la forza e se poi è finalizzata alla creazione di una rete, è molto probabilmente una forza vincente. Il caso in questione è quello dell'Unione Terre di Castelli un'aggregazione territoriale, - a cui aderiscono cinque comuni della provincia di Modena, omogenei per caratteristiche geografiche, storiche e culturali - nata nel 2001, che copre un'area di 150 kmq e 65 mila abitanti.

L'Unione dei Comuni Terre di Castelli

Tra i compiti dell'Unione, la promozione di un'integrazione amministrativa fra i Comuni che la costituiscono, passando attraverso la progressiva unificazione delle funzioni e servizi comunali e l'armonizzazione degli atti normativi e generali.
I comuni di Vignola - la sede di riferimento - Spilamberto, Savignano, Castelvetro e Marano si sono così uniti cedendo parte della propria sovranità amministrativa attraverso la progressiva attribuzione all'Unione dell'esercizio di funzioni e servizi in vari ambiti di intervento.
Come ci racconta Romana Dalleolle, responsabile dei sistemi informativi dell'Unione Terre dei Castelli, prima della rete wireless ciascuna amministrazione comunale disponeva al massimo di una propria connessione internet, Isdn o Adsl, con cui gestire i propri servizi unicamente in rete locale.
Perché si potesse realizzare un progressivo ampliamento del numero dei servizi comunali gestiti in forma associata ed affidati al nuovo ente, era però necessario ottimizzare le procedure interne e potenziare l'infrastruttura tecnologica, bisognava insomma, "unire l'Unione" attraverso una rete di collegamento tra i 5 comuni che permettesse la condivisione di dati e servizi. Un'altra esigenza espressa dal territorio era dare l'opportunità alle aziende del villaggio industriale Sipe, una elemento strategico per il tessuto economico locale, di usufruire di una connessione veloce.
"Il wireless era all'epoca l'unica alternativa tecnologica per avere una connessione di 10Mbit a costi sostenibili - continua la Delleolle - così si è istituita una partnership tra l'Unione, soggetto giuridico con un proprio e bilancio e delle proprie risorse, e Aitec, l'azienda che già forniva soluzioni tecnologiche ad alcuni dei Comuni dell'Unione".
Con un investimento di 35 mila euro da parte dell'Unione venne realizzata la rete wireless territoriale dell'Unione Terre di Castelli: 150 kmq di connettività senza fili a 11Mbps che ha permesso agli enti e ai relativi servizi dislocati sul territorio di essere on line e di scambiare, condividere e archiviare documenti e informazioni a distanza in modo sicuro, protetto e riservato. Il progetto di rete wireless ha, così, consentito di dare risposte adeguate alle esigenze delle amministrazioni locali e delle aziende del distretto, senza bisogno di dover aspettare l'arrivo di altre soluzioni tecnologiche come il cablaggio in fibra ottica.

Il wireless: una strada per arginare il digital divide

Dal 2006 è iniziata la migrazione al sistema Lepida, la rete telematica delle Pubbliche amministrazioni dell'Emilia-Romagna, tuttavia la rete wireless mantiene ancora una certa rilevanza strategica poiché porta la connettività là dove la fibra ottica non può arrivare, ed è oggi l'unico sistema di connessione per la sede di gestione economica del personale dell'Unione e per il comune di Savignano sul Panaro.
La tecnologia senza fili è stata spesso la soluzione scelta per abbattere il divario digitale. Ormai consolidato, affidabile e con un adeguato livello di sicurezza il wi-fi non può più essere considerato una novità, bensì una realtà concreta. Dal punto di vista dell'efficienza della rete non siamo ai livelli della banda larga via cavo, ma si tratta comunque di una tecnologia che consente di connettere in maniera economicamente sostenibile porzioni di territorio o intere province svantaggiate da un punto di vista geografico o demografico. Moltissimi gli esempi di eccellenza in questo senso, dalle langhe piemontesi del Barolo, alla Provincia di Cremona (la prima provincia italiana interamente coperta) passando per numerosissimi campus universitari come Urbino o Catania o le grandi città come Roma, Torino e Milano. Grande attesa, infine, per il wi-Max, un sistema per trasmettere il segnale di larga banda a lunghe distanze, con picchi fino a 21 Mb/s e celle di copertura che possono raggiungere i 14 km (molto più ampie rispetto a qualsiasi altra tecnologia mobile). Le frequenze wi-Max, però, sono ancora sotto il controllo del ministero della Difesa e saranno aperte e liberalizzate a Luglio. Sono ancora aperti gli interrogativi sull'effettiva convenienza della tecnologia wi-Max rispetto al wi-fi a cominciare proprio dalle modalità con cui verranno assegnate le licenze.

Il futuro della rete dell'Unione

Il valore aggiunto della soluzione è stato rimarcato anche da Roberto Adani, sindaco del Comune di Vignola e presidente dell'Unione, che segna così la via per il prossimo futuro: "con l'arrivo delle nuove tecnologie wi-max consolideremo certamente la rete, copriremo le piazze, i giardini, gli alberghi e forniremo servizi diffusi sull'esempio di ciò che facciamo nella nostra nuova biblioteca, dove i ragazzi possono connettersi a internet gratuitamente col proprio portatile tramite wi-fi. Tutto ciò in linea con i piani nazionali e regionali di e-Government, che mirano sia al miglioramento dell'efficienza della Pubblica Amministrazione che alla costruzione di una cittadinanza digitale."

Approfondimenti

Grazie alla rete ogni Comune ha un pezzo di Unione, intervista a Romana Delleolle responsabile dei sistemi informativi dell'Unione Terre di Castelli

"Pro-wireless, la Provincia di Cremona cablata wi-fi", un Dossier altra pa del 14/09/2006

 
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