Grazie
alla rete ogni Comune ha un pezzo di Unione
Romana Dalleolle - responsabile sistemi informativi dell'Unione
Terre di Castelli
del
3/05/2007
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Quali
sono le ragioni che vi hanno spinto a sviluppare il progetto Wireless?
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Il
progetto wireless è nato sulla spinta di due esigenze concomitanti.
La prima era collegare i cinque comuni dell'Unione. Prima della rete wireless
ciascuna amministrazione comunale aveva al massimo una propria connessione
internet, Isdn o Adsl, per gestire i propri servizi unicamente in rete
locale. Quando nasce l'Unione nasce anche l'esigenza di una rete di collegamento
tra le varie realtà comunali per fornire al cittadino un servizio
concomitante, si ha cioè la necessità di disporre di una
connessione performante perché si realizzi la gestione unitaria
dei servizi con una distribuzione sul territorio. La seconda ragione andava
nella direzione del marketing territoriale, per cioè dare l'opportunità
alle aziende del villaggio industriale Sipe, di disporre di una connessione
a banda larga.
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Il
progetto si caratterizza in maniera particolare per il modello di
partnership e collaborazione tra pubblico e privato...
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Sì, in effetti si è trattato di un vero contratto di partnership
tra il pubblico, l'Unione delle Terre dei Castelli - come soggetto giuridico
con un proprio e bilancio e delle proprie risorse - e il privato, Aitec,
un'azienda privata con cui già avevamo avuti rapporti commerciali.
I fondi sono stati investiti al 50%, con un costo per l'Unione di 35.000
euro. Tutti i costi di gestione e di manutenzione sono a carico di Aitec
che può utilizzare la rete, rispettando tutti i criteri di sicurezza
e tutela della privacy, per fornire connettività a dei soggetti
privati sulla stessa struttura.
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Perchè
avete scelto la tecnologia wireless?
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Il
wireless era l'unica possibilità di avere una connessione di 10Mbit
a "costi umani", l' altra alternativa era all'epoca l'Hdsl che
però aveva dei costi esorbitanti.
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Come
è cambiato il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione?
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Il
primo grande cambiamento è stato innanzitutto la possibilità,
per il cittadino, di avere un unico referente per i servizi a domanda
individuale, indipendentemente dal comune di provienza. Si tratta di un
prodotto del modello organizzativo dell'Unione che è stato reso
possibile dall'infrastruttura tecnologica.
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Quali
sono i servizi in capo all'Unione?
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L'Unione
eroga direttamente i servizi scolastici e assistenziali, provvede alla
gestione economica del personale per conto di tutti Comuni. Si occupa
della gestione dell'area informatica e dei servizi di e-gov. All'Unione
compete anche la gestione amministrativa e dell'infortunistica del personale
delle Polizie Municipali.
Tra i progetti che abbiamo in cantiere c'è il pagamento delle contravvenzioni
online per tutti i Comuni.
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Da
quanto personale è composta l'Unione e come è distribuito
sul territorio?
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Nel
nostro caso tutto il personale, sanità e sicurezza sociale, scuola,
emergenza abitativa, formazione, sistemi informativi, controllo di gestione
sono transitati all'Unione Terre di Castelli che ha più dipendenti,
circa 200 distribuiti su tutto il territorio, rispetto a ciascuno dei
Comuni.
C'è stato un trasferimento del personale dai Comuni, che per le
strutture di staff e coordinamento si è insediato fisicamente nell'Unione,
per il resto ogni Comune ha con sé un pezzo dell'Unione.
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Su
quale rete viaggiano oggi vostri servizi?
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Dal
2006 è iniziata la migrazione al sistema Lepida ma oggi c'è
ancora un comune per cui la rete wi-fi è l'unico sistema di connessione,
Savignano sul Panaro.
La rete wireless viene quindi ora utilizzata per coprire questa sede comunale
e la sede di gestione economica del personale. Tutte le altre realtà
sono migrate su Lepida per cui potrà nel futuro essere una rete
di backup che avremo sempre a disposizione.
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Qual
è stato il ruolo della Regione nella fase di transizione?
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La
regione è intervenuta sostanzialmente su Lepida In tutta sincerità
ci sono state delle difficoltà iniziali. Il modello puntuale adottato
all'epoca dalla rete Lepida, non si adattava al modello di gestione unitaria
proprio dell'Unione.
La rete Lepida garantisce lo stesso tipo di banda su tutti i cinque comuni
dell'Unione, i server e i firewall di protezione perimetrale sonno sul
comune di Vignola, per cui abbiamo dovuto forzare la configurazione delle
terminazioni di Lepida per far sì che una certa parte dei servizi
non uscissero direttamente dai comuni ma venissero gestiti passando dal
nodo di Vignola. Chiaramente c'è stata un appesantimento del carico
sul Comune di Vignola, l'architettura di Lepida, da questo punto di vista,
non si adatta benissimo a realtà come la nostra.
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E
come è andata a finire?
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Alla
fine siamo riusciti a trovare un punto di incontro con una soluzione che
riuscisse ad adattarsi alla nostra realtà. Gran parte di queste
differenze sono di natura organizzativa, prima ancora che informatica.
E' il modello organizzativo dei servizi che poi richiede all'informatica
certe prestazioni.
Nell'Area Nord della provincia di Modena, solo per fare un esempio, c'è
un'Unione che comprende nove comuni, probabilmente hanno o avuto il nostro
stesso tipo di problema: pensi solo alla differenza tra gestire nove firewall
perimetrali anziché uno..
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