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Al Tribunale di Cremona il processo è online

del 19/04/2007

Prendi una giusta dose di determinazione e "buone idee" (il giudice), aggiungi l'efficienza di chi è abituato a tenersi in piedi sulle proprie gambe (l'azienda privata) e stabilisci struttura e prospettiva esatta dei tuoi bisogni (la ricerca). Non è la ricetta della felicità ma sembra essere questa l'alchimia, per nulla segreta, con cui il Tribunale di Cremona ha messo a punto il progetto Digit Connect, realizzando un caso di amministrazione della giustizia in grado di attivare le giuste leve per sollevare il proprio orizzonte.

La prima fase del progetto

La "joint venture" pubblico-privato che si è venuta a creare ha visto protagonisti il Tribunale di Cremona, ADOBE Italia, per il supporto software e le competenze necessarie all'integrazione delle diverse applicazioni, AEMCOM, società fornitrice della Banda Larga sulla Provincia di Cremona, il Cesvin e il Politecnico di Milano per l'analisi e la definizione di processi e architetture applicative e la progettazione del workflow.
Quando è partito tre anni fa, il progetto si chiamava Digit e, nomen omen, il suo obiettivo era la dematerializzazione del fascicolo processuale penale.
La fase di start-up è stata brevissima e il processo ha consentito l'acquisizione in formato elettronico di tutti i fascicoli cartacei che passavano attraverso la fase dell'udienza preliminare, garantendone l'unicità e la piena esportabilità all'esterno del Palazzo di Giustizia.
In questa prima fase progettuale, partita nel 2003, si sono raggiunti risultati apprezzabili sia dal punto di vista qualitativo che della proporzione economica costi-benefici. Dopo tre anni di sperimentazione sono attualmente disponibili:
oltre 400 fascicoli digitali, per oltre 200.000 pagine di atti
oltre 2.500 sentenze in formato digitale, di cui alcune depositate all'origine con firma digitale, per la ricerca giurisprudenziale, le annotazioni di cancelleria, la realizzazione di copie

Il secondo step: Digit Connect

Il servizio - assicura il giudice Paolo Beluzzi, referente informatico della corte di appello di Brescia e promotore del progetto - è percepito come qualitativamente migliore, anche perché permette un abbattimento dei tempi di accesso e permanenza del Pubblico negli Uffici per il rilascio delle copie del fascicolo da due ore a meno di 10 minuti, con un sostanziale risparmio di tempi e di costi sia da parte dei Difensori che del Tribunale.
Con lo standard Digit è stato inoltre realizzato il fascicolo processuale digitale relativo alla Strage di Piazza della Loggia dalla procura della Repubblica di Brescia. Forte di quest'esperienza Cremona si candida a diventare un Centro Permanente Nazionale per la dematerializzazione dei grandi processi di strage avvenuti nel nostro Paese. Il progetto "Digit per la conservazione storica e l'accesso agli atti dei processi" è stato già presentato al ministro di Giustizia. Tra i punti di forza di Cremona ci sono le soluzioni già sperimentate di dematerializzazione, le risorse di connettività, la partecipazione e l'entusiasmo dei soggetti pubblici e privati nel credere e sostenere le iniziative di efficienza tecnologica. Raggiunti questi incoraggianti obiettivi, attraverso una soluzione integrata completamente adattabile ed esportabile, si è ora passati alla seconda fase che alla digitalizzazione della prima aggiunge la "connessione". Si chiama Digit Connect e consente di svolgere corsi di formazione online per il personale amministrativo e per i magistrati e, ultima novità, un processo giudiziario online, senza il trasferimento del detenuto né di nessuna delle parti. Come ci spiega il giudice Beluzzi, "si è inserita un'altra tessera al progetto iniziale, diretta ad assicurare la completa partecipazione dei soggetti a distanza, consentendo collegamenti audio - video, chat, condivisioni e produzioni contestuali di documenti, verifica on line dell'attività del cancelliere, sottoscrizione di atti, verbali con firma digitale, in un unico contesto di stanza - udienza telematica. Il tutto sfruttando il Web, con costi irrisori per le parti interessate, con sistemi di autenticazione e trasmissione protetti".
"La scelta della tecnologia - continua Beluzzi - è stata operata considerando l'offerta ritenuta migliore sul mercato. Si è analizzata la piena compatibilità con il modello organizzativo impostato, per altro progettato e pensato proprio per essere indipendente da qualsiasi soluzione, ed in grado di reagire immediatamente, in un contesto di analisi costi benefici, a qualsiasi evoluzione commerciale innovativa in grado di assicurare migliori performance, a costi certi, e senza necessità di personalizzazione".

Costi e risparmi

Insomma con un computer, una webcam, un microfono e l'uso di una rete a banda larga, il processo diventa digitale ma i suoi effetti sono concretissimi sia dal punto di vista qualitativo che dei risultati economici. Nel 2005 per il trasferimento dei detenuti dalla Casa circondariale di Cremona agli Uffici Giudiziari del Distretto della Corte di appello di Brescia si sono spesi 55.000 euro; proiettando i costi sui cinque tribunali e le sei case circondariali del distretto si raggiunge una spesa di 300.000 euro l'anno, a cui vanno sommati 51.000 euro per il trasferimento di magistrati, ausiliari e cancellieri alle case circondariali e 86mila euro per il trasferimento di avvocati difensori.
Se a queste cifre si aggiungono i 30.000 euro di spese annue per il trasferimento per corsi di formazione del personale amministrativo e dei magistrati, si raggiunge quota 473.000 euro all'anno.
Proiettando questa cifra su tre anni si arriva ad una spesa 1.4200.000 euro.
I costi del progetto Digit Connect per il territorio della Corte di Appello di Brescia, per tre anni sono pari a 100.000 euro per le spese di hardware e software, 50.000 euro per i servizi di connettività e accessori. La gestione dei servizi è affidata al personale interno del Ministero della Giustizia e non grava quindi ulteriormente sui costi.
Utilizzando Digit Connect anche solo per la formazione del personale, per gli interrogatori e le udienze con detenuti a distanza, si possono ottenere su tre anni d'esercizio risparmi di spesa superiori a un milione di euro per la sola corte d'appello di Brescia.

Utilizzi e vantaggi di Digit Connect

Attraverso la partecipazione a distanza si intensifica l'esercizio dei diritti delle parti, si annullano le distanze fisiche e i tempi di trasferimento, si riducono quindi drasticamente i costi di esercizio delle udienze ma gli utilizzi di Digit Connect, che qui riassumiamo, sono ancora più ampi:
Riunioni a distanza dei PM, abbattendo le spese di trasporto e i tempi di trasferimento, e garantendo un maggiore livello di sicurezza dei magistrati
Rogatorie internazionali, in cui ai vantaggi prima espressi si aggiungono tempi rapidi di riposta, trasferimento online degli esiti della rogatoria
Audizioni protette
Esame dei testimoni sia in Italia che all'estero, attraverso ambasciate e consolati
Confronto all'americana
Servizi di traduzione e interprete, online 24 ore su 24
Udienza civile, attività preparatorie e connesse: attività stragiudiziale, transazioni, conciliazioni, incarichi peritali, giuramenti
Riunioni del Consiglio Giudiziario e del CSM
Corsi di Formazione centralizzati
Helpdesk: formazione rapida e assistenza in remoto agli utenti di applicativi e software

Il sottotitolo del progetto suona proprio come un claim, e la possibilità di partecipare al processo "ovunque tu sia" testimonia una delle rivoluzioni più dirompenti e pervasive della nostra era: la trasformazione degli atomi in bit, la nuova nascita, l'"essere digitali" preconizzato con entusiasmo oltre dieci anni fa dal guru della telematica Nicolas Negroponte.

Approfondimenti

Il Digit pensiero e la Pareto-Efficienza: un binomio di successo - intervista con Paolo Beluzzi, referente per l'Informatica presso la Corte d'appello di Brescia

Venti milioni di euro per rilanciare l'informatizzazione del sistema giudiziario - dossier Altra PA del 08/02/2007

 
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