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TMPL2
Il Digit pensiero e la Pareto-Efficienza
Paolo Beluzzi - magistrato referente distrettuale per l'informatica
presso la corte di appello di Brescia
del
19/04/2007
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Il
progetto si caratterizza in maniera particolare per il modello di
partnership e collaborazione tra pubblico e privato. Potrebbe descrivercelo
nel dettaglio?
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La
premessa è che Digit, e di conseguenza Digit Connect, non hanno
avuto alcun budget disponibile per la fase di progettazione. Lidea
era quella di indirizzare le (possibili) future risorse finanziarie alla
materiale esecuzione del progetto. Pertanto linteresse dei partners
a partecipare alla sperimentazione doveva essere valutato nellottica
della Pareto efficienza che è poi il principio
cardine del progetto Digit. Il Partner doveva quindi percepire nella Digit
sperimentazione la possibilità di ottenere subito un vantaggio
diretto dalla partecipazione stessa, a prescindere dalla legittime aspettative
di business future. Questo è stato possibile perchè non
si richiedevano costi o prestazioni di customizzazione al
partner; si offriva la possibilità di sperimentare anche
in fase di beta test la propria soluzione commerciale in un contesto
assolutamente problematico - se funziona nel settore Giustizia
Inoltre lapporto e le (poche) energie impiegate nella fase di sperimentazione
ottenevano una serie di feed back in grado di essere subito utilizzati
con profitto in qualsiasi settore pubblico o privato del brand principale
del partner con uninnegabile e immediato ritorno in termini di Marketing.
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Potrebbero
essere queste le basi per linizio del processo civile telematico?
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Digit
nelle sue varie evoluzioni e articolazioni - e il Processo Civile
Telematico (d'ora in poi PCT n.d.r) nascono da due impostazioni progettuali
completamente opposte, anche se assolutamente compatibili. Sono progetti
che non sono in competizione, né sono strettamene comparabili.
In Digit il target principale è la gestione dellinformazione
non strutturata, ovvero quellinformazione che è ricavabile
da qualsiasi fonte ( un testo di un documento, un file video o audio,
unimmagine) alla quale si associa, naturalmente, anche la gestione
di informazioni strutturate (quelle di data bases, di registri
informatici ecc). Al centro rimane il documento, e il formato prescelto,
il PDF, in grado di essere gestito su qualsiasi piattaforma, commerciale
o open source. Digit è in grado di reagire immediatamente a qualsiasi
evoluzione normativa, in quanto ladattamento non dipende dalla
soluzione tecnologica adottata, ma dal contenuto del documento che Digit
trasporta e condivide. Digit, per lutente finale, nella versione
standard operativa al 100%, non costa praticamente nulla.
Il software e la tecnologia utilizzata sono strettamente nella versione
commerciale: è lo stesso partner che ha interesse a svilupparla,
a prescindere dallevoluzione di DIGIT. DIGIT è pronto ad
assorbire la soluzione innovativa, lupgrade, in qualsiasi
momento, sviluppata da chiunque sul mercato, potendo in qualsiasi momento
il Super Administrator di Digit valutare in maniera
analitica costi e benefici della nuova soluzione proposta, e decidere
se adottarla o meno. Con un solo pilastro: il formato PDF.
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La
differenza sostanziale quindi è nella capacità di
adattamento del modello Digit e nella soluzione "chiusa"
del PCT ?
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In sostanza, limpostazione progettuale di DIGIT è in grado
di assorbire energie dallesterno, sfrutta le evoluzioni
tecnologiche realizzate da altri, ne massimizza i benefici applicandole
se compatibili allorganizzazione interna. Non forza
il cambiamento di organizzazione del lavoro interno precedente, sfrutta
le prassi performanti esistenti, non impone vincoli agli utenti. La soluzione
è immediatamente applicabile in qualsiasi contesto, pubblico privato.
Il PCT nasce da unidea di realizzare un software cosiddetto "proprietario",
diretto a gestire principalmente dati strutturati (da qui lesigenza
di pubblicazione attraverso atti normativi di moduli predisposti
e obbligatori). E un progetto imponente, che ha avuto in iter di
realizzazione complesso. Non dispongo di dati relativi ai costi di progettazione,sviluppo
e diffusione del PCT (non ho mai visto unanalisi costs- benefits).
Lidea progettuale è anche quella di forzare il
legislatore ad adattare la normativa al PCT, in una sorta di compliance
a fattori invertiti. La risposta inoltre ad un evento esterno deve necessariamente
passare attraverso una modifica dellarchitettura, o attraverso la
realizzazione di specifici forms, pubblicazione degli stessi, ecc. in
sostanza sviluppo di software.
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E'
possibile quindi una partecipazione congiunta pubblico privato
nello sviluppo del processo Civile Telematico?
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Posso rispondere aquesta domanda, a prescindere dalla validità
della soluzione adottata, con unaltra domanda: quale partner (tecnologico)
può avere interesse a partecipare ad uno sviluppo progettuale del
PCT, che gli assicuri un contesto pareto efficiente?
In una analisi strettamente economica: la scelta di un software proprietario,
e quindi di uno sviluppatore, va a rappresentare un vantaggio per lamministrazione
pubblica o costituisce una barriera di entrata per altri operatori commerciali
che hanno sviluppato soluzioni tecnologiche innovative?
Credo che lunica forma concreta di partnership nel PCT non possa
che essere quello di uno sponsor atipico, interessato a vedere
i risultati positivi che certamente il PCT andrà a
realizzare e da qui laccordo con lABI, e forme di finanziamento
collegate.
Ma finiti i fondi messi a disposizione cosa accadrà? Fra quattro/cinque
anni il PCT sarà ancora performante?
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Qual
è la sua personale opinione del protocollo dintesa
Nicolais-Mastella per il rilancio del sistema giudiziario italiano?
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Personalmente
esprimo un giudizio estremamente positivo al protocollo in oggetto, in
particolare in relazione allultima parte dellart. 1, dove
è previsto che l iniziativa si prefigge inoltre di
individuare e sostenere la diffusione di modelli organizzativi, nella
gestione degli uffici, che siano caratterizzati da significativi miglioramenti
dell efficienza, della trasparenza e dell efficacia..
Vorrei richiamare anche lattenzione sul DDL in materia di efficienza
delle amministrazioni pubbliche e di riduzione degli oneri burocratici
per i cittadini e per le imprese, dove allarticolo 4 è previsto
una riorganizzazione sperimentale dei processi di servizio in deroga
alla normativa vigente, con la possibilità pertanto per le
pubbliche amministrazioni di sperimentare soluzioni organizzative ad alto
contenuto tecnologico anche in deroga alla vigente normativa statale,
attraverso una apparentemente snella procedura di delegificazione.
Ritengo che sia un primo passo per non bloccare la sperimentazione
e linnovazione tecnologica ed organizzativa da parte di obsolete
normative , un buon compromesso per garantire lo sviluppo da un lato e
la sicurezza decisionale delloperatore amministrativo dallaltro.
Sempre che non sia possibile pensare ad un progetto organizzativo e ad
una soluzione tecnologica in grado di reagire in maniera immediata e flessibile
al mutamento del quadro legislativo
.
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I
ritardi del sistema giudiziario possono essere parzialmente risolti
o arginati dalle tecnologie ma strutturalmente cosa deve cambiare?
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Ritengo
che strutturalmente sia necessario aprire le porte degli Uffici
Giudiziari, far uscire le informazioni, e raggiungere i cittadini e gli
utenti classici presso le loro abitazioni, uffici, rendendo
loro semplice la partecipazione al processo, senza richiedere
più una loro presenza fisica allinterno dei tribunali
(utenti che rimangono comunque liberi di decidere come partecipare).
Esiste già la tecnologia e al Tribunale di Cremona labbiamo
già applicata per rendere possibile tutto questo, in estrema
sicurezza.
Credo che lobiettivo per una riforma strutturale del settore Giustizia
(ma non solo
) non possa che partire da una domanda: cosa posso fare
per dare una risposta Pareto Efficiente al cittadini che richiede un servizio
? Come posso far percepire al cittadino che partecipando alla
Giustizia, dando il proprio apporto, trarrà un immediato beneficio
personale, o nellipotesi residuale non verrà
danneggiato o comunque manterrà la stessa percezione di benessere
antecedente al contatto con il mondo giudiziario?
Se iniziamo a pensare in questa direzione, a progettare i nostri sistemi
organizzativi in maniera pareto efficienti, le tecnologie
attuali e future faranno tranquillamente la loro parte, cambiando, o meglio,
esaltando il nostro modo di operare e la nostra produttività. Non
è Utopia, è soltanto DIGIT pensiero.
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