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Commissione Europea per RFID: indicazioni per un policy framework

del 19/04/2007

La tecnologia RFID assume una posizione sempre più centrale in Europa, come evidenziato da Viviane Reding - Commissario per la Società dell'Informazione e i Media - che ha affermato che "L'Europa è uno dei maggiori ricercatori internazionali per lo sviluppo della tecnologia RFID e le imprese del settore vi occupano una posizione di preminenza, con una previsione di crescita dai 500 milioni di euro dello scorso anno a 7 miliardi di euro in una decina d'anni". In un simile scenario, la Commissione ha ritenuto di fornire un inquadramento per le politiche a sostegno di una tecnologia che da un lato può divenire un motore di crescita e occupazione, apportando un contributo notevole alla strategia di Lisbona, dall'altro apre questioni di garanzia per i cittadini in termini di valori fondamentali, salute, protezione dei dati e privacy. Questa è la ratio su cui poggia la recente Comunicazione (2007)96, avente a oggetto: Radio Frequency Identification (RFID) in Europe: steps towards a policy framework.

Tecnologia RFID

RFID Radio Frequency IDentification - traducibile in Identificazione a radio frequenza - è una tecnologia per la identificazione automatica di oggetti, animali o persone. Il sistema si basa sulla lettura a distanza di informazioni contenute in un tag RFID (costituito da un microchip a numero univoco universale, una antenna e opzionalmente da una batteria) usando dei lettori RFID. Gli RFID sono considerati, per la loro potenzialità di applicazione, una tecnologia general purpose, alla stregua dell'elettricità e della ruota, e dunque altamente pervasiva. Grazie allo sviluppo delle ITC e di Internet, attraverso gli RFID è possibile creare una Internet of things, mettendo in rete oggetti/cose fisici. Oltre alle immense potenzialità, questa tecnologia presenta dei chiari vantaggi rispetto alle tradizionali tecnologie di Codici a barre e Bande magnetiche, tra cui la riduzione dei tempi di identificazione e verifica e la variazione nei modi di lettura e di comunicazione. Tutto questo la rende estremamente appetibile e interessante per diversi settori industriali, spingendo verso uno sviluppo praticamente a macchia d'olio: dal settore di acquisto e distribuzione di servizi logistici a quello industriale e manifatturiero a quello metalmeccanico, in aggiunta ad altri e svariati utilizzi, come quello, ad esempio, della città di Parigi, dove migliaia di alberi nei viali e giardini pubblici vengono monitorati costantemente e trasmettono in un centro di raccolta tutti i dati, dall'inquinamento atmosferico ai cicli di annaffiatura.

Scenario europeo

Come anticipato, l'Europa è uno dei maggiori ricercatori internazionali per lo sviluppo della tecnologia RFID e le imprese del settore vi occupano una posizione di preminenza , con una previsione di crescita dai 500 milioni di euro dello scorso anno a 7 miliardi di euro in una decina d'anni. Insieme a questi dati attestanti una crescita forte e dilagante (nel futuro prossimo è prevista un'adozione massiccia dei chip nei supermercati e grandi magazzini) il Commissario Reding ha augurato un impegno da parte delle Istituzioni nella divulgazione di potenzialità e utilità dei "segnalatori radio intelligenti", avendo chiaro - d'altro canto - il potenziale impatto che una diffusione pervasiva della tecnologia potrebbe avere sulla privacy delle persone. Dunque, la questione è bi-fronte: da un lato la scarsa conoscenza da parte dei cittadini europei della tecnologia (per oltre il 70% si dichiarano poco o nulla informati sui RFID), dall'altra la loro progressiva e crescente diffusione in ambiti svariati della vita sociale, che chiama a un intervento regolamentare a tutela della privacy, della salute e della protezione dati, in un approccio chiaramente multidimensionale. Su queste basi la Commissione Europea ha indetto una consultazione pubblica sul RFID nel 2006, al fine di evidenziare le aspettative ma anche le preoccupazioni dei cittadini sulle applicazioni RFID nel campo della sorveglianza e della identificazione. Muovendo dai risultati di tale consultazione, la Commissione ha recentemente pubblicato una comunicazione sul tema della Radio Frequency Identification (RFID) in Europa, definendo i punti per un framework delle politiche.

Comunicazione (2007)96

Lo scorso mese la Commissione Europea ha inviato al Parlamento, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni una Comunicazione, dal titolo: Radio Frequency Identification (RFID) in Europe: steps towards a policy framework, il cui contenuto è dichiaratamene basato sui risultati della consultazione pubblica effettuata sull'argomento, nel 2006. Il fine è quello di sollecitare un quadro di riferimento per le politiche che si occuperanno della materia, di cui si forniscono dei punti chiave da affrontare e sviluppare. L'opportunità di produrre un tale framework legale è riconosciuta nel fatto che la tecnologia RFID ha un impatto su crescita e occupazione, da un lato, toccando diritti e questioni legate alla dimensione della cittadinanza comunitaria e degli investimenti, dall'altro. La Commissione annuncia l'istituzione di un RFID Stakeholder Group, che lavorerà nei prossimi due anni, per favorire il dialogo e l'azione coordinata sui principali punti individuati, impegnandosi a lavorare per la interoperabilità globale e a promuovere campagne di informazione comunitaria. A seguire i principali punti individuati nella Comunicazione:
Sicurezza e privacy; riconosciuta come questione cardine. La Commissione guarda al risultato del security and privacy by design, impegnandosi a supportare lo sviluppo di linee-guida (codici di condotta, buone pratiche) e a produrre entro il 2007 una Raccomdazione, con i principi che Autorità Pubbliche e altri stakeholder applicheranno in materia di utilizzo di RFID;
Spettro Radio; la Commissione non esclude la possibilità di identificare uno spettro radio armonizzato aggiuntivo per RFIDs, laddove se ne manifestasse la necessità;
Politiche di ricerca e innovazione; sono identificati ambiti di priorità per la Ricerca, ovvero: la riduzione dei costi dei tag passivi a meno di un centesimo e la sicurezza e l'ampliamento della memoria riscrivibile. La Commissione si impegna a stimolare la Ricerca sotto il tema ICT del 7FP, oltre a offrire supporto allo sviluppo di applicazioni tecnologiche per il rafforzamento della privacy;
Standardizzazione; la Commissione chiede agli Enti europei preposti alla Standardizzazione a sviluppare standard relativi a sicurezza, privacy, IPR e brevetti per la tecnologia RFID, lavorando in co-operazione con forum e consorzi delle industrie interessate. Inoltre si impegna a completare la strategia di standardizzazione attraverso il dialogo internazionale tra la Commissione stessa e le sue controparti in Usa, Cina, Korea e Giappone;
Ulteriori azioni sulla questione tecnologica e della governance; RFID Stakeholder Group sarà invitato a definire prospettive e a sviluppare position paper per la definizione di linee giuda per gli 'utilizzatori di tecnologie RFID, considerando questioni di lungo termine e aspetti di natura economico e sociale; la Commissione monitorerà con attenzione lo sviluppo del cosiddetto Internet of things, di cui RFID è considerato un importante elemento. Alla fine del 2008 sarà pubblicata una Comunicazione recante l'analisi di tali sviluppi e risultati, giudicando in quella sede l'opportunità di proporre ulteriori "passi" legislativi per la risoluzione delle questioni identificate.
In conclusione la Commissione chiede al Parlamento Europeo e al Consiglio di sostenere attivamente il punti del programma iniziale, come delineato nella Comunicazione.

Approfondimenti

COM( 2007)96 final: Radio Frequency Identification (RFID) in Europe: steps towards a policy framework

 
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