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Formare la cultura della cittadinanza per favorire la sussidiarietà orizzontale


Paola
Parenti - Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili di Casalecchio di Reno

del 05/04/2007

La vostra iniziativa sembra muoversi nella direzione di una sussidiarietà orizzontale, in cui le tecnologie vengono usate per diffondere le iniziative culturali - ultima il BarCamp - e i workshop che promuovono la cultura di cittadinanza attiva. E' un'interpretazione corretta?

Sì è esatto, dato che il nostro laboratorio ha come intento proprio quello di promuovere il sapere e la consapevolezza del bene pubblico, fornendo ai cittadini le conoscenze e le competenze necessarie per aiutarli a svolgere un ruolo efficiente all'interno della società. Grazie alla preziosa collaborazione dell'associazione "Micromacchina-comunicare la società" formata da esperti in nuove tecnologie per la comunicazione civica abbiamo dato vita da un lato a sperimentazioni coi new media (i workshop de "la città creativa", il voto elettronico, il citizen camp) e dall'altro abbiamo organizzato convegni e dibatti tra esperti (accademici, mass-mediologi, giornalisti) e cittadini attivi, focalizzando l'attenzione sul ruolo della comunicazione come pre-condizione per dar vita a processi partecipativi effettivamente inclusivi.

Nella fase iniziale del progetto "la città creativa" era presente uno spazio virtuale di partecipazione come il blog. Cosa ne è stato?

Il blog è stato solo uno degli strumenti comunicativi con cui i giovani sono stati invitati a raccontare la loro realtà all'interno dell'iniziativa "la città creativa" , il progetto pilota de "la città dei cittadini" lanciato nel 2005 Anno Europeo di Educazione alla Cittadinanza. In due anni sono stati attivati dieci workshop sui linguaggi dei media (radio - tv - spot - web - grafica - organizzazione eventi) e i ragazzi che vi hanno preso parte hanno potuto sentirsi parte attiva della città, raccogliendo con trasmissioni radiofoniche, video e blog da loro stessi realizzati la voce di altri giovani della loro comunità, portando poi all'attenzione delle Istituzioni le problematiche e le idee emerse. Col blog così come con gli altri strumenti comunicativi, di fatto, hanno svolto quell'importante funzione propria del civic journalism.

Qual è il ruolo delle nuove tecnologie nel favorire la creazione di una cittadinanza attiva?
Per diffondere il paradigma innovativo dal "far insieme" proprio della "sussidiarietà orizzontale", il laboratorio "la città dei cittadini" ha puntato molto sulle nuove tecnologie della comunicazione posto che i diritti di informarsi, di informare e di essere informato sono fondamentali per lo sviluppo della cultura della cittadinanza democratica. Dapprima abbiamo attivato i workshop de "la città creativa" dando ai ragazzi l'opportunità di toccare con mano i linguaggi dei media, usandoli per far sentire la loro voce. Poi quest'anno all'interno della 2° edizione de "la città dei cittadini" abbiamo promosso il voto elettronico per i giovani, offrendo loro l'opportunità di esprimersi sul futuro di un centro giovanile ed il citizen camp, il primo barcamp italiano lanciato da una Pubblica Amministrazione per stimolare la diffusione di competenze peer-to-peer sulla cittadinanza digitale.
Nel corso dei vari workshop e iniziative culturali organizzati sono emerse proposte e idee di cui poi si è discusso in consiglio comunale?

Sì per esempio lo scorso 6 novembre si è tenuta nella sala del Consiglio Comunale alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale e dei Capigruppo di maggioranza e minoranza l'assemblea conclusiva del laboratorio "prove tecniche di democrazia". Due classi quarte del liceo scientifico hanno prima approfondito gli articoli 2 e 21 della Costituzione, dibattendo poi coi consiglieri sugli strumenti da mettere in campo per promuovere i diritti sanciti da tali articoli. Hanno per esempio chiesto che il Consiglio Comunale si impegnasse a tenerli informati sulla costruzione della nuova succursale della scuola.
Al Consiglio Comunale è poi arrivata l'indicazione dei ragazzi che hanno partecipato alla sperimentazione del voto elettronico sul futuro del centro giovanile che diventerà una "casa dei linguaggi creativi": terremo conto delle loro risposte e proseguiremo a raccogliere la loro voce con focus group e altri strumenti d'ascolto.
Gli amministratori (assessori e consiglieri) sono inoltre stati intervistati dai ragazzi che hanno partecipato ai workshop de "la città creativa" perché l'intento era proprio quello di non fermarsi alla critica o alla lamentela, ma di svolgere una funzione di mediazione tra i giovani e le Istituzioni cittadine.

Esiste un canale per raccogliere le proposte - se ce ne sono - di discussione di temi da parte dei cittadini?

Tengo a precisare che "la città dei cittadini" è un laboratorio nato per promuovere la cultura della cittadinanza, per diffondere il sapere civico e la consapevolezza del bene pubblico. Le sue sperimentazioni sul campo e le sue riflessioni teoriche riguardano pertanto le pre-condizioni della partecipazione. L'intento non è fornire a cittadini e amministratori ricette tout court per favorirne il dialogo (di strumenti se ne contano già tanti, basta per esempio citare i contratti di quartiere, i patti territoriali, i progetti di agenda A21 locale) quanto stimolare lo sviluppo di una cultura della sussidiarietà orizzontale dove sia i cittadini sia gli amministratori sentano la necessità di agire insieme per perseguire l'interesse generale.

Come viene promosso il vostro "laboratorio"?
Il laboratorio, che ha naturalmente un suo sito web, viene promosso sia a livello locale che nazionale utilizzando tutti gli strumenti comunicativi di cui una moderna Pubblica Amministrazione si può dotare: newsletter, comunicati stampa, house organ, senza dimenticare la promozione diretta fatta con pieghevoli, locandine, cartellonistica. Il laboratorio si avvale inoltre della preziosa collaborazione del CINECA, il prestigioso ente interuniversitario di ricerca scientifica del nostro territorio, che mette a disposizione la tecnologia per realizzare le dirette via web delle varie iniziative.
Senz'altro il canale più significativo per la promozione del laboratorio è quello della rete: "la città dei cittadini", come risulta dalla rassegna stampa, è stata ripresa da moltissimi siti di settore (sia quelli legati alla partecipazione, sia quelli legati al mondo dell'informazione da Rai International Online al
Sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana da Apogeoonline a Libertà di Informazione) . Questa comunicazione che potremmo chiamare "virale" ha toccato il suo apice per il Citizen camp, a cui hanno partecipato più di 80 persone, richiamate semplicemente grazie al tam tam in rete, e una quarantina che hanno seguito on line interagendo a distanza. La stampa locale ha coperto le varie iniziative (La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, Il Domani, Il Bologna), ma è stato soprattutto il mondo radiofonico locale quello più interessato a dar risalto al laboratorio con interviste e dirette.
Quali riscontri avete da parte dei cittadini?
La città dei cittadini ha saputo in due anni affermarsi come centro di sperimentazione all'avanguardia in Italia per diffondere il sapere civico e la consapevolezza del bene pubblico tant'è che la Provincia di Barcellona ci ha invitato a presentare il laboratorio all'interno di un meeting sulle best practicies europee di promozione della cultura della cittadinanza. Inoltre gli ospiti d'alto livello (giornalisti accademici cittadini attivi) che hanno accolto il nostro invito a partecipare a La città dei cittadini nelle due edizioni ci dimostra come il laboratorio stia sempre più riscuotendo riscontri positivi, stimolandoci a proseguire su questa strada. Riconoscimenti ci sono giunti anche a livello Istituzione (vari i patrocini oltre alla Medaglia del Presidente della Repubblica). E anche i cittadini sia a livello locale che nazionale ci hanno "premiato", partecipando alle iniziative. Per esempio ai workshop sui nuovi media de "la città creativa" hanno aderito più di 150 giovani ogni anno per tre anni. L'iniziativa più recente, il citizen camp digitale, oltre a partecipanti da tutta Italia ha attratto per la sua originalità molto pubblico dell'area metropolitana bolognese curioso di comprenderne le modalità.
Come sarà la futura "città dei cittadini"?
I positivi riscontri ricevuti spingono l'istituzione "Casalecchio delle culture" a puntare ulteriormente sulla sperimentazione di innovative pratiche di promozione della cultura della cittadinanza. Il laboratorio "la città dei cittadini" rappresenta infatti per noi uno dei riferimenti prioritari della nostra azione politico-culturale presente e futura. Ma.. ogni cosa a suo tempo. Prima di pensare al futuro vogliamo concludere al meglio l'edizione 2007, con gli importanti eventi che si terranno ad aprile. In ogni caso, è certo che nel futuro svilupperemo e approfondiremo i temi che hanno caratterizzato quest'ultima edizione: il rapporto tra partecipazione e nuove tecnologie da un lato, e, dall'altro, il ruolo della comunicazione come pre-condizione per la partecipazione.
 
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