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e - GOVERNMENT NOW!

del 05/04/2007

Nelle classifiche internazionali di crescita e sviluppo economico, l'Italia da tempo non fa una gran figura. Se mai avessimo avuto bisogno di dare una conferma a questa sciagurata realtà, eccola giungere dai risultati dell'ultima indagine condotta dal World Economic Forum e dalla Insead sul "grado di propensione alla rete". La ricerca, giunta alla sesta edizione, ha censito 122 paesi, mettendo a confronto la propensione di ciascuna economia ad utilizzare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per migliorare la propria competitività su scala mondiale. La classifica finale ci vede in 38° posizione, preceduti dalla Thailandia, seguiti a ruota da Lituania, Barbados, Repubblica Slovacca, Lettonia. Ben lontani dai nostri partner europei.

I dati

Certo non siamo più al 45° posto come nel 2005 e abbiamo guadagnato ben quattro posizioni rispetto al 2006 ma, analizzando i singoli parametri considerati nella ricerca, emergono dati che impongono una riflessione autocritica e soprattutto azioni di sistema più incisive.
Cominciamo dall'indicatore "sull'importanza delle tecnologie nella visione futura del governo" che, in controtendenza rispetto ai recenti proclami istituzionali, ci precipita ad un amaro 80° posto; per quanto riguarda la "priorità data dal Governo ai temi dell'ICT" scendiamo ancora fino alla 101° posizione, e siamo tra i peggiori di tutta la classifica per quanto concerne "il peso della normativa e degli oneri fiscali" (rispettivamente 119° e 118° posto), risultato parzialmente bilanciato dall'indice di "prontezza dell'e-Government" (25° posto) e da un più incoraggiante dato sull'uso "dell'Ict per migliorare l'efficienza del governo" (12° posto).
Dal governo provengono, però, segnali positivi che lasciano ben sperare per il futuro. Primo fra tutti, la recente istituzione del Comitato Interministeriale per la Banda Larga, presieduto dai Ministri Nicolais per l'Innovazione e Riforma della PA, Lanzillotta per gli Affari regionali e le autonomie locali e Gentiloni per il Ministero delle Comunicazioni. Il Comitato ha l'obiettivo di estendere la larga banda a tutto il territorio nazionale entro il 2011, ossia entro fine legislatura, per garantire ai cittadini il diritto di fruizione dei servizi in rete in modo uniforme e indipendentemente dalle loro capacità economiche.

Il Sistema Pubblico di Connettività

I risultati dell'indagine rendono ancora più evidente la necessità di realizzare il Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione (SPC), il grande "progetto Paese" avviato dal Cnipa nel 2005 che, entro il 2007 sarà completato in tutte le sue componenti.
Senza entrare nelle specifiche tecniche e organizzative di cui ci siamo già occupati in passato, torniamo a ribadire gli obiettivi che concorrono a determinare la vasta architettura del Sistema.
Innanzitutto la necessità della Pubblica Amministrazione di presentarsi come un interlocutore unico per offrire a cittadini ed imprese un servizio completo, facendo ricorso alla cooperazione e all'interoperabilità dei sistemi e dei cervelli (umani ed elettronici).
L'intervento di più amministrazioni deve, quindi, essere coordinato dall'informatizzazione dei sistemi senza sottrarre nessuna delle parti coinvolte dalla piena responsabilità del proprio ruolo istituzionale.
Per rimanere in tema di sviluppo e competitività, proviamo solo a pensare alla filiera dei soggetti a cui un cittadino italiano deve necessariamente rivolgersi nel caso intenda avviare un'attività imprenditoriale. Il primo ente ad essere coinvolto è l'agenzia delle Entrate che rilascia il numero di Partita Iva e registra ogni eventuale cambiamento successivo dell'attività o dei dati anagrafici. La maggior parte delle nuove attività commerciali necessita poi di una comunicazione ai Comuni competenti per territorio almeno 30 giorni prima dell'inizio dell'attività medesima. In particolare quelle relative al commercio degli alimentari e alla ristorazione, sono obbligate, prima dell'apertura al pubblico, ad ottenere un nulla osta o un'autorizzazione sanitaria per i locali e le attrezzature utilizzate. In questo caso, il nostro aspirante imprenditore dovrà presentare domanda, corredata di ampia documentazione tecnica, ai Dipartimenti di Sanità Pubblica (A.S.L.) competenti per territorio. Oltre alle necessarie abilitazioni preliminari per l'esercizio di alcune attività commerciali, l'imprenditore, una volta iniziata l'attività, dovrà iscriversi, entro 30 giorni dall'evento, al Registro Imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio, nonché agli elenchi dell'Inps e dell'Inail.
Ecco quindi che, indipendentemente dal numero delle amministrazioni coinvolte, la possibilità di ricevere un unico servizio grazie alla transazioni telematiche, diviene un fattore determinante per rispondere con il famoso binomio di "efficacia ed efficienza" alle esigenze di cittadini e imprese che, immersi in un mondo sempre più globalizzato e frenetico, non possono permettersi di sprecare del tempo spostandosi da un ufficio all'altro, tra attese e lungaggini burocratiche.
"solo privilegiando la condivisione fra gli enti pubblici, l'università, la ricerca e gli operatori di mercato, la pubblica amministrazione potrà essere il reale volano dell'innovazione nel paese".
Con queste parole, pronunciate nell'ambito del convegno organizzato dal Cnipa sul SPC, Livio Zoffoli, presindente del Cnipa, ha annunciato entro il 2007 il pieno completamento di tutte le componenti della complessa architettura del Sistema.
L'infrastruttura di connettività alla base del SPC fornirà servizi quali trasporto di dati, fonia VoIP, collegamento internet, posta elettronica certificata etc. e sarà realizzata attraverso l'interconnessione di reti Intranet che dovranno aderire a precisi standard di sicurezza e qualità dei processi.
Con il Sistema Pubblico di Connettività si avvia, dunque, un ampio processo di razionalizzazione e abbattimento dei costi di gestione delle connessioni digitali. La sola adozione del VoIP consentirà agli uffici in Italia come all'estero di dialogare attraverso la linea telefonica, realizzando un notevole risparmio dei costi. "Le spese per i servizi di connettività per la sola PAC - sottolinea Marco Martini, componente del Collegio Cnipa - si ridurranno dai 130 mln di euro del 2004 a circa 65 mln di euro nel 2007". Non solo. I servizi di interoperabilità evoluta e di cooperazione applicativa consentiranno agli enti della PA di condividere e integrare il proprio patrimonio informativo, e ai cittadini di ricevere prestazioni la cui qualità sarà indipendente dalle risorse di partenza.
Non resta quindi che augurarci, con realistica speranza e vigile attesa, di vedere arrivare i frutti del delicato e complesso processo di riorganizzazione della pubblica amministrazione che vede nel grande progetto coordinato dal Cnipa un'occasione che non possiamo proprio permetterci di sprecare.
La data prospettata per la fine dei lavori è vicina, il Cnipa dimostra di aver ben individuato le priorità su cui intervenire. Andiamo a vedere cosa dicono le regioni che poi in realtà saranno le gambe che condurranno l'SPC ai cittadini…

Approfondimenti

"Verso l'integrazione della Rupar nel SPC", un'intervista a Riccardo Sanna - Responsabile Sistemi Informativi, Regione Puglia

 
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