| versione stampabile |
Untitled Document
|
Continua
il processo di decentramento catastale
|
|
del
8/03/2007
|
|
Ci
saranno i fondi e ci sarà il personale per il passaggio del Catasto
ai Comuni. La bozza di Dpcm approvata di recente costituisce un importante
passo attuativo di un percorso istituzionale avviato circa dieci anni
fa. Molti sono i punti ancora da chiarire e determinante sarà la
capacità delle parti coinvolte in prima linea - l'Agenzia del Territorio
e i Comuni - di arrivare ad un'intesa "cooperativa" perchè
l'impianto legislativo e i relativi investimenti stanziati servano in
concreto a realizzare un percorso di innovazione, nell'interesse generale.
|
|
Un
breve cenno alla legislazione
|
|
Il
Piano di Decentramento del Catasto ai Comuni è stato avviato circa
dieci anni fa con la Legge n. 59 del 1997, attuata poi con decreto legislativo
112/98, e prevedeva nuovi ruoli per la gestione dell'informazione catastale
stabilendo che le funzioni venissero svolte dagli Enti locali mentre compito
dell'organismo tecnico, cioè l'Agenzia del Territorio, era regolamentare
e coordinare il controllo dei flussi di aggiornamento, per garantire l'unitarietà
nazionale del sistema catastale.
All'interno di questo contesto nasceva il progetto di e-gov SigmaTer,
un laboratorio in cui sperimentare un sistema integrato di infrastrutture
informatiche, telematiche e dati in grado di garantire interoperabilità
fra le banche dati dell'Agenzia del territorio, la Regione, le Province,
le Comunità montane e i Comuni e migliorare la gestione dei processi
interni legati alla disponibilità di archivi catastali allineati
alla realtà territoriale.
Il percorso legislativo continua e gli obiettivi di questo processo vengono
riaffermati con l'emanazione della recente bozza di Dpcm, in adempimento
al dettato della Legge Finanziaria 2007 (articolo 1, commi 195-200).
Si tratta del primo passaggio attuativo che stabilisce misure concrete
e traccia le direttrici di quelli che saranno i punti da definire all'interno
del protocollo d'intesa tra Anci e Agenzia del Territorio.
|
|
Le
funzioni e i processi catastali
|
|
I
Comuni hanno la possibilità di scegliere fra tre pacchetti di funzioni,
e a seconda delle specifiche capacità tecnico organizzative:
Il
primo livello prevede la consultazione della banca dati catastale unitaria
nazionale e servizi di visura catastale; la certificazione degli atti
catastali conservati nella banca dati informatizzata; l'aggiornamento
della banca dati del catasto; riscossioni erariali per i servizi catastali.
Il
secondo livello, in aggiunta alle funzioni del primo, comprende la verifica
formale, l'accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di
aggiornamento del Catasto Fabbricati; confronto con gli atti di pertinenza
del comune, delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento e segnalazione
degli esiti all'Agenzia; verifica formale, accettazione delle dichiarazioni
tecniche di aggiornamento geometrico del Catasto Fabbricati e del Catasto
Terreni; verifica formale, accettazione e registrazione delle variazioni
di colturali.
Il
terzo livello alle funzioni del primo assomma la verifica formale, accettazione
e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento geometrico
del Catasto Fabbricati, del Catasto Terreni e di variazione colturale;
definizione dell'aggiornamento della banca dati catastale sulla base delle
proposte di parte o di adempimenti d'ufficio.
La
scelta dovrà avvenire entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto
sulla Gazzetta Ufficiale, in caso di mancata comunicazione si procederà,
secondo la regola del silenzio assenso all'assegnazione del terzo livello,
che assomma tutte le funzioni catastali.
|
|
I
fondi a disposizione
|
|
Le
risorse stanziate per il trasferimento di queste funzioni ai Comuni ammontano
"provvisoriamente" a 46 milioni di euro e verranno attribuite
secondo varie modalità che dipenderanno da quale aggregazione di
funzioni verrà scelta e quanto personale verrà trasferito
dall'Agenzia al Comune. In tutto, tra personale distaccato e trasferito
è previsto un passaggio di risorse umane di circa 3.000 unità.
Il
modello cooperativo di decentramento che si va sviluppando, attribuisce
quindi ai comuni l'aggiornamento dei dati e l'erogazione dei servizi e
lascia all'Agenzia del Territorio la gestione unitaria della banca dati
catastale, nonché il coordinamento e il monitoraggio dei flussi
informativi e della qualità dei dati.
Nel caso in cui il comune non rispetti i livelli qualitativi di servizio
per oltre due anni dall'esercizio delle funzioni catastali, l'Agenzia
del Territorio è tenuta a segnalare le disfunzioni al Ministero
dell'Economia che procederà ad "invitare" il Comune a
superare le criticità emerse, entro un margine di tempo non meglio
definito. Se si verificherà il perdurare delle inefficienze da
parte del Comune le funzioni catastali ritorneranno nelle mani dell'Agenzia
del Territorio.
|
|
Una
sfida importante per i Comuni
|
|
Ma
quanti comuni, pensiamo soprattutto ai piccoli comuni, hanno le capacità
tecniche e organizzative, per non parlare di quelle economiche, per assommare
al loro interno le "imponenti" funzioni catastali? E' vero,
potranno scegliere un pacchetto funzioni meno oneroso, avranno la possibilità
di far riferimento alle Comunità Montane, associarsi su base volontaria
creando dei "poli catastali", aggregarsi in architetture istituzionali
già esistenti o in via di formazione come le Ali.
C'è anche da dire che, negli ultimi anni, l'Agenzia del Territorio
ha fatto passi avanti sul lato dell'informatizzazione realizzando, ad
esempio, l'allineamento della banca dati catastale (un archivio fiscale
del territorio) con quella della conservatoria che registra la titolarità
di un immobile o di diritti reali su di esso.
"Fino all'inizio del terzo millennio le due banche dati - ci fanno
sapere dall'Agenzia del Territorio - viaggiavano indipendentemente l'una
dall'altra, non dialogavano e spesso erano in contraddizione fra di loro.
Infatti tutti avevano interesse a trascrivere alla Conservatoria gli atti
di compravendita per dimostrare la proprietà dei beni o altri diritti
reali su di essi, ma per quel che riguarda il Catasto era un'altra storia:
è ovvio che dichiarare un ampliamento, una sopraelevazione o la
costruzione di una villa, significa mettersi in regola con il fisco. Oggi
le due banche dati sono integrate: il che significa che agire su una delle
due significa agire necessariamente e automaticamente anche sull'altra".
Occorre forse chiarire che l'Agenzia del Territorio è un ente che
censisce, classifica e registra i dati sugli immobili su dichiarazione
di parte, e dunque "non è responsabile della mendacità
delle dichiarazioni che registra, possiede però gli strumenti per
accertare quanto vale e quanto reddito produce ciò che è
stato dichiarato dalle parti, ma non ha modo di individuare chi non dichiara
nulla.
In una lettera aperta che ci arriva dall'Agenzia del Territorio sono riportati
due casi interessanti, di due comuni della Puglia: Copertino, in provincia
di Lecce e Palagiano della provincia di Taranto. "Questi comuni hanno
rilevato a tappeto il loro territorio attraverso l'aerofotogrammetria
partendo dalle carte catastali e incrociando i loro dati con quelli dell'Agenzia
del Territorio. A lavoro finito questi due comuni non solo avranno una
mappatura capillare e reale del loro territorio, ma attraverso la creazione
di una banca dati integrata, offriranno al cittadino - e perché
no? anche agli amministratori locali - uno strumento semplificato ed efficientissimo
di informazione e consultazione. Basterà fornire agli sportelli
comunali dell'ufficio tecnico il numero di foglio e particella di un terreno
per conoscerne estensione, reddito, valore, coltura, destinazione urbanistica,
proprietà, vincoli paesaggistici, ecc. Lo stesso vale per i fabbricati,
fornendo foglio, particella e subalterno, se ne conoscerà categoria,
classe, valore, rendita, proprietà, vincoli artistici, metri quadri".
La posizione dei Comuni, non è difficile intuirlo, è divergente
rispetto a quella dell'Agenzia del Territorio, è pur vero che le
realtà comunali nel territorio italiano sono molto eterogenee e
sarebbe una forzatura pensare ci possa essere un'opinione concorde sull'argomento.
Nel corso della nostra intervista diamo voce al parere di Sonia Massobrio,
dirigente area Innovazione e Comunicazione del Comune di Ancona.
|
|
L'importanza
del protocollo d'intesa
|
|
Il
dibattito è ancora aperto ma la legge parla chiaro.
Gli obiettivi del decentramento sono realizzare una base dati aggiornata
per fornire ai Comuni uno strumento importante per un governo equo e una
programmazione efficace e attenta del territorio ma i percorsi per arrivare
a questo risultato sono ancora in parte da definire. Saranno i Comuni
e l'Agenzia del Territorio, nell'ambito del protocollo d'intesa che dovranno
stipulare, a concordare le modalità e i tempi di questo delicato
e importante passaggio. Nella speranza che l'intesa raggiunta avverrà
tenendo ben presente che esiste un interesse più ampio di quello
delle singole parti coinvolte, che non dovrebbe avere colore politico
né servire da paravento per nessuno.
|
| Approfondimenti
|
|
"L'importanza
strategica della fruibilità del dato" - l'intervista a
Sonia Massobrio, dirigente della'Area Innovazione e Comunicazione del
Comune di Ancona.
"Cooperazione
tra enti : gestire l'interoperabilità" - dossier l'altra
Pa del 10/4/03
|
|
|
|
| appuntamenti |
|
|
| news |
|
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica
18/03 - Un canale youtube per la città di Genova
18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"
|
|