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Costruire un'ontologia della pa
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del
08/03/2007
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Cosa vuol dire offrire servizi on line dopo 6 anni di e-Government? Le tecnologie sono arrivate ad un livello di maturità tale per cui pubblicare on line i numeri di telefono, l'organigramma, la modulistica, i comunicati stampa o le scadenze dei bandi di concorso non può più essere considerato un servizio vero e proprio, perchè non semplifica la vita di un cittadino o di un'impresa. Ogni giorno noi interagiamo attraverso la rete con il mercato, comprando e vendendo oggetti, stipulando polizze di assicurazione, facendo internet banking, programmando viaggi e così via. Perché se il mondo privato riesce a sfruttare la rete per offrire servizi veramente innovativi alla propria clientela la Pubblica Amministrazione non riesce a fare altrettanto? La risposta è quasi sempre la stessa, manca la cooperazione.
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L'interoperabilità a servizio dei servizi on line
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Del livello di penetrazione dei servizi on line nella nostra amministrazione pubblica, l'Altra pa si è occupata più volte, concludendo sempre con la considerazione che, nonostante numerose punte di eccellenza, in media il rapporto tra PA e cittadini, in ordine di tempo e di oneri burocratici, non è cambiato di molto. La spiegazione è stata fornita in diverse occasioni e da diversi autorevoli analisti, ultimo in ordine di tempo il Ministro Nicolais che, nelle sue Linee strategiche verso il sistema nazionale di e-Gov, spiega in maniera chiara come la chiave del problema sia da individuare nella difficoltà dello scambio dei dati tra amministrazioni e nella mancanza di dialogo tra sistemi differenti, in una parola nell'interoperabilità.
L'approccio proposto dal Ministro è quello di un'inversione del senso di marcia dell'innovazione, che finora è andato sempre dal basso verso l'alto, con ciascun ente locale, aggregazione o progetto che si muoveva in quasi totale autonomia. In questo quadro il livello di maturazione dell'e-Gov non può che essere embrionale, inevitabilmente legato al senso di meraviglia per un nuovo portale o un singolo servizio, senza che a ciò corrisponda una reale semplificazione. Occorre riuscire ad impostare, invece, un programma nazionale che offra un'indicazione precisa in direzione dell'interoperabilità. Un dialogo che non si può esaurire nei servizi di comunicazione tra uomo e uomo (come la mail, l'invio di file o il lavoro collaborativo), ma che deve potersi esplicare con pienezza nei servizi automatizzati tra macchina e macchina che, in termini di costi e tempi risparmiati, sono quelli che producono i benefici maggiori.
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Su cosa viaggeranno i dati: il SPC
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Per impostare un programma di questo tipo e per sviluppare un sistema nazionale di interoperabilità non sussistono particolari difficoltà né di tipo tecnico né ti tipo normativo. Ovviamente esistono ostacoli di tipo finanziario ed organizzativo, ma occorre anche dire che nel corso degli ultimi anni il CNIPA ha lavorato in maniera intensa prima sulla RUPA, poi sul SPC con l'obiettivo di dare vita all'infrastruttura adatta a realizzare il collegamento e l'interconnessione tra le amministrazioni. In due anni il percorso tecnico-amministrativo che precede la realizzazione di tutte le componenti dell'SPC può dirsi, infatti, completato con l'emissione di cinque gare europee che daranno luogo, nei cinque anni previsti, alla fornitura di servizi alla PA per un valore complessivo pari a 1,6 miliardi di euro. La rete nazionale multifornitore ed nodo di interconnessione per il VoIP sono in corso di realizzazione, così come il Centro di gestione SPC, mentre i sistemi di interoperabilità e di cooperazione per alcuni progetti pilota sono già in corso, ed il loro avvio sistematico è previsto a partire dal secondo trimestre del 2007.
Queste informazioni provengono direttamente dal comunicato stampa che il CNIPA ha diffuso in occasione del convegno del 19 marzo prossimo a Roma, nel quale verrà descritta l'architettura finale dell'SPC.
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In che modo viaggeranno: le ontologie
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Il cuore del problema dell'interoperabilità è quello degli standard con cui codificare le informazioni da trasmettere da un sistema ad un altro. Come dicevamo la sperimentazione da parte del CNIPA in questo senso è già partita, ma l'elemento tecnico non è il solo da prendere in considerazione quando si affronta il tema del dialogo tra sistemi. Occorre, infatti, lavorare anche sull'organizzazione ed in particolare occorre stabilire un significato comune alle informazioni che le amministrazioni si scambiano. In pratica è necessario iniziare a trattare in maniera approfondita il tema delle ontologie condivise. Uno sforzo notevole che deve essere fatto a piccoli passi e che deve cominciare con un censimento di tutti i flussi informativi che intercorrono tra le amministrazioni, sia in forma di documenti che in forma di servizi informatici, per poi individuare criteri condivisi di conformità, coerenza ed unicità.
Questo è esattamente quello che ha fatto il progetto PEOPLE, andando ad analizzare nel dettaglio tutti i processi dei 54 Comuni partecipanti, scandagliando l'organizzazione, e la tipologia di utenza catalogando oltre 250 servizi divisi in sette aree tematiche. Ma è anche quello che, più in piccolo e con obiettivi più concentrati e a più breve termine si propone di realizzare il Progetto Arianna.
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L'unica strada possibile
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Come ci ha ben spiegato Benedetta Graziani, Assessore all'Innovazione del Comune di Mantova, "in un Paese come il nostro estremamente frammentato e dotato di numerosi livelli istituzionali, ciascuno con la propria porzione di competenze ed autonomia, il coordinamento è l'unica strada percorribile per perseguire l'innovazione". Non si può pensare di imporre soluzioni o procedure identiche in tutti gli 8100 Comuni, le 103 Provincie, le Regioni e in tutta la fitta rete di enti ed agenzie in cui si articola il livello Centrale, sia per ragioni storiche che per ragioni di convenienza, si può, invece, ragionare sulle modalità di interazione. Si può e si deve. In questo senso una ontologia generale della Pubblica Amministrazione è lo strumento chiave di governo di questo cambiamento.
Alla costruzione di questa ontologia è dedicato il progetto Arianna pensata come un iniziativa sostenibile, di ontologia della PA presentata a Mantova lo scorso 23 febbraio.
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Arianna
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Realizzare un'ontologia dell'amministrazione permetterebbe una standardizzazione a più livelli: innanzitutto tra amministrazioni differenti (sia in senso orizzontale che verticale); in secondo luogo tra amministrazioni da una parte e cittadini ed imprese dall'altra, che si troverebbero a dialogare con un unico interlocutore e non con centinaia, ciascuno dei quali parla ed agisce seguendo regole e codici propri; ed infine tra tutta la documentazione di servizio che potrebbe circolare senza alcun problema tra tutti gli enti che compongono la filiera di ogni determinato servizio. Avere riferimenti certi e non equivoci permetterebbe, poi, di semplificare il rapporto con i fornitori, sia nelle richieste che nella stesura dei bandi gara garantendo, così, anche una razionalizzazione dei costi agevolando il riuso.
Arianna, come dicevamo propone un approccio sostenibile all'introduzione del tema delle ontologie nella pubblica amministrazione. Partendo da una fase iniziale in cui coinvolgere un piccolo gruppo di enti sperimentatori concentrati su pochi servizi già informatizzati - al momento partecipano i Comuni di Mantova, Roma e Cosenza, una amministrazione provinciale (ancora in via di definizione) e la Regione Marche - si potrebbe allargare l'orizzonte non appena disponibili i primi risultati della sperimentazione. L'obiettivo finale del progetto è quello di dare vita o contribuire alla costituzione di un organismo certificatore, esterno al mercato, sul modello che consorzio 3WC che garantisca la qualità e l'integrità dell'ontologia, lavorando per trasformare un'organizzazione basata sui documenti in un'organizzazione basata sui servizi.
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| Approfondimenti
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"L'innovazione nel dialogo, nella concertazione e nella cooperazione" , un'intervista con Benedetta Graziano, Assessore all'Informatizzazione e Innovazione Amministrativa, Progetto Città Digitale del Comune di Mantova.
Gli atti del convegno "Promuovere il successo della transizione dell'Italia verso la cultura dell'Innovazione. L'ontologia della Pubblica Amministrazione" del 23 febbraio a Mantova.
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