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Quando la relazione con il cittadino è core
Franco Gallerini - Responsabile dell'URP e del Servizio Contact Center integrato dell'AUSL Empoli11 qualifica
del 22/02/2007
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Potrebbe tracciare brevemente la storia e le modalità con cui è nato il vostro contact center?
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Dal punto di vista organizzativo si tratta dell'evoluzione e del potenziamento dell'Urp.
C'è da dire che prima del contact center c'è stato un altro piccolo, ma importante cambiamento: ossia un ripensamento organizzativo delle strutture di contatto. La tradizionale figura del portiere/centralinista è scomparsa, facendo convogliare tutte le sue mansioni ed attività all'Urp. In seguito a questa variazione e ad una corrispendente uscita di parte del personale abbiamo avuto la possibilità di assumere nuovi operatori più giovani e molto preparati. E' aumentata, così, in modo consistente l'offerta di servizi ai cittadini senza che questo determinasse un ampliamento del personale e quindi dei costi, operando semplicemente una ristrutturazione dei servizi esistenti e un'estensione delle funzione dell'Urp.
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Quali
servizi vengono attualmente gestiti dal contact center?
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Per
il momento il contact center gestisce la prenotazione di tutte le attività
ambulatoriali, l'erogazione di informazioni sull'Ausl e la gestione delle
cosiddette "prese in carico", con cui si indicano quelle situazioni
in cui cittadini in difficoltà nell'accesso ad uno o più
servizi si rivolgono all'operatore che provvederà a risolvere il
problema ricontattando l'utente in un secondo momento.
Un altro settore di attività è la gestione del contatto
con il reparto. Fino a pochi anni fa, con il centralino tradizionale l'operatore
si limitava ad inoltrare la telefonata dell'utente al reparto desiderato
senza gestire ulteriormente la chiamata nel caso di mancata risposta.
Quello che invece adesso realizziamo - per ora solo in alcuni reparti,
ma intendiamo estendere il servizio a tutti gli altri - è la gestione
di una richiesta dell'utente "in remoto" dall'operatore che
si fa carico di contattare il medico e richiamare il cittadino, facendo
da ponte tra i due. Si evita così l'aumento del volume di chiamate,
offrendo nel contempo una migliore qualità del servizio erogato.
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Avete realizzato una formazione specifica del personale che opera nel contact center?
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Sì
e su due livelli: uno per gli operatori sull'uso dei vari applicativi,
sui singoli servizi e sull'organizzazione dell'Ausl; un secondo tipo di
formazione focalizzata, invece, sugli aspetti relazionali con l'utente.
Tutto ovviamente nell'ottica di semplificare e migliorare la qualità
dei contatti tra l'azienda sanitaria e il cittadino.
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Avete già qualche riscontro sull'effetto che ha avuto questo cambiamento?
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Al momento abbiamo dati di natura quantitativa che già da soli offrono il polso della situazione: in un anno abbiamo quasi raddoppiato il numero delle prestazioni telefoniche. Per noi si tratta di un riscontro estremamente positivo che testimonia l'apprezzamento da parte del cittadino rispetto al servizio ricevuto, soprattutto se si pensa che lo abbiamo ottenuto riassumendo l'incarico di un servizio prima dato in outsourcing.
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Cioè avete re-internalizzato un servizio prima gestito all'esterno?
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Esattamente.
Il passaggio è avvenuto sulla base di una nostra precisa proposta,
portata avanti perchè riteniamo che il contact center sia una parte
strategica dell'azienda. Passando dalle idee alla loro verifica con i
fatti, abbiamo dimostrato che la re-internalizzazione, se possiamo chiamarla
così, ha prodotto due grandi benefici. Il primo è meramente
economico: sulla base del modello precedente, infatti, per realizzare
lo stesso numero di prenotazioni che oggi eroghiamo avremmo speso circa
100.000 euro in più; il secondo invece dal punto di vista della
strategia aziendale. La relazione con l'utente è, infatti, per
noi, un elemento fondamentale per la gestione di un'azienda sanitaria,
che non è possibile delegare ad altri se si vuole veramente migliorare
la qualità del servizio.
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Quanto costa l'implementazione e la gestione del vostro sistema di CRM?
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L'investimento complessivo - tra acquisizione del server, dell'IVR e del call center, più il software CMR - si aggira attorno ai 350-400 mila euro, ma i benefici hanno già quasi coperto totalmente l'investimento.
Ad esempio l'Urp oggi gestisce anche la continuità assistenziale
garantita dalla guardia medica, servizio che invece, prima, veniva gestito
attraverso un sistema automatizzato che provvedeva a smistare la chiamata
individuando la struttura più vicina all'utente. Questo sistema,
senza dubbio molto efficiente, costava all'Azienza intorno ai 25.000 euro
l'anno solo per la manutenzione. Se a questo aggiunge il fatto che circa
il 50% delle chiamate non andava a buon fine, sono chiari i benefici che
abbiamo avuto gestendo in proprio questo tipo di servizio. Tutto questo
sistema è stato riportato all'interno del contact center, realizzando
un considerevole risparmio in una gestione assai più efficiente,
dal momento che la percentuale delle chiamate evase è salita al
97-98%.
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Nessuna nota negativa, dunque?
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Direi proprio di no. Chiaramente l'ultima parola è dei cittadini, ma sulla base dei dati che le illustravo tenderei a considerare che tutta la comunità sta riscontrando, gradualmente, i benefici che ci attendevamo.
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