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Un "google" per le leggi italiane

del 22/02/2007

Ignorantia legis non excusat, è un'antica locuzione latina con la quale si richiamava i cittadini al dovere delle conoscenza della legge per essere consapevolmente informati su cosa fosse lecito o meno fare.
Le leggi, come gran parte dello scibile, all'epoca non erano certo un patrimonio diffuso e condiviso e molti secoli dovevano ancora trascorrere perché si arrivasse a parlare di una società dell'informazione e della conoscenza. Senza entrare nel merito dell'applicazione dell'antico brocardo nel nostro sistema giuridico, rendere disponibile ai cittadini un accesso gratuito ai "dati pubblici essenziali" - insieme peraltro non ancora definito in maniera precisa - utili per l'esercizio dei propri diritti e la conoscenza dei propri doveri, costituisce oggi un traguardo importante che concorre alla formazione di una coscienza civica e getta le basi (teoriche) per una convivenza stretta negli ariosi limiti della civiltà.

Il portale Norme in Rete

Sulla base di queste brevi considerazioni ci sembra un'iniziativa degna di attenzione il portale "Norme in Rete" (di seguito NIR) partito nel 1999 come un progetto intersettoriale promosso dal Ministero della Giustizia, coordinato e finanziato dall' Autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione (oggi CNIPA). Come suggerisce il nome, obiettivo del progetto è semplificare la fruizione delle norme da parte dei cittadini attraverso un punto di accesso unitario sulla piattaforma web.
Già la Gazzetta Ufficiale online e pochi altri siti istituzionali offrivano un servizio analogo, ma in questo caso è la struttura dell'offerta che cambia, modificando di conseguenza le possibilità di fruizione. La novità è che attraverso questo portale si dispone di una finestra su tutto il panorama della legislazione italiana, regionale e comunitaria. Un'unica interfaccia con modalità di ricerca estesa che consente di avere accesso a tutta la normativa resa disponibile in rete. Il servizio si realizza attraverso la collaborazione interistituzionale delle varie amministrazioni che aderiscono all'iniziativa in un modello federativo, attraverso uno standard di formato per la rappresentazione di testi normativi e la loro univoca identificazione.

Il modello federativo

"Normeinrete ha adottato un modello distribuito in cui ogni pubblica amministrazione offre il proprio contributo alla realizzazione di un servizio di divulgazione normativa, pubblicando sul web i provvedimenti di propria competenza, sulla base della considerazione che una soluzione al problema dell'accessibilità alle norme,basato sulla centralizzazione delle informazioni, risulterebbe in controtendenza rispetto alle evoluzioni istituzionali e tecnologiche". Come ci ha ben chiarito Caterina Lupo, responsabile del CNIPA per il progetto NIR, questo tipo di cooperazione avviene nel rispetto dell'autonomia dei singoli enti e non si può realizzare limitandosi all'adozione di un sistema tecnologico.
Al fine di "elaborare soluzioni in grado di migliorare le opportunità di accesso e di costruire i presupposti tecnici abilitanti per elevare il grado di automazione nelle attività di produzione e di riordino normativo" sono stati predisposti dei Gruppi di lavoro, che hanno portato alla definizione di due standard:
Un identificativo univoco per i provvedimenti giuridici
La rappresentazione della struttura dei provvedimenti e i alcune metainformazioni attraverso il linguaggio di marcatura XML.

Il sistema non dà luogo a nuove raccolte documentali poiché "la centralizzazione si limita agli indici necessari ad eseguire le ricerche e gli utenti accedono direttamente ai siti delle amministrazioni per visualizzare i documenti", una sorta di google togato, insomma.
Come spiega Caterina Lupo nel corso della nostra intervista, "Se fino al 2003, alla luce del successo ottenuto dal Portale, testimoniato dall'elevato numero di ricerche e di accessi effettuati, la prima realizzazione prototipale è stata estesa ed arricchita, negli ultimi anni, a causa dei rilevanti tagli al bilancio delle Amministrazioni pubbliche, che hanno in particolar modo toccato il Ministero della Giustizia, il Portale non ha più subito mutamenti sostanziali essenzialmente per motivi economici". Riferimento quanto mai puntuale a pochi giorni dello stanziamento di 20 mln di euro per l'informatizzazione del sistema-giustizia italiano.

Verso nuovi obiettivi

"Comunque - continua la Lupo - con il contributo delle risorse interne del Ministero della giustizia e del CNIPA, anche in assenza di finanziamenti, abbiamo cercato di mantenere in vita il servizio e di continuare con l'aggiornamento del Catalogo delle norme, composto da circa 160.000 documenti, che ad oggi consente di consultare la normativa statale a partire dal 1904, la normativa delle Regioni a statuto ordinario dal 1971 e quella delle Regioni a statuto speciale a partire dal 1948. Inoltre è andata avanti l'attività di sviluppo di strumenti software a supporto dell'attività di pubblicazione dei testi legislativi, disponibili gratuitamente per la Amministrazioni pubbliche".
Insomma non resta che aspettare le decisioni e i tempi della politica per capire se ci saranno i fondi per:
potenziare l'attività redazionale e ampliare l'offerta e la tipologia di contenuti;
diffondere il software per la creazione automatica di un ipertesto delle norme che consente, in un click, di visualizzarne il contenuto
lavorare affinché i testi pubblicati su internet diano qualche garanzia di conformità agli originali.

Nonostante questo clima di incertezza e di "stasi" il progetto ha suscitato l'interesse della comunità internazionale sia a livello europeo che mondiale, tanto che le Nazioni Unite (seppure con un'agenda delle priorità sul continente africano quantomeno discutibile) hanno chiesto la consulenza del team NIR per replicare il modello federato nell'informatizzazione dei ssitemi parlamentari africani.

Approfondimenti

"Norme in Rete tra limiti ed opportunità" un'intervista con Caterina Lupo, Coordinatrice del progetto Norme in Rete per il CNIPA

Il portale Norme in rete

"Venti milioni di euro per rilanciare l'informatizzazione del sistema giudiziario", Dossier Altra pa del 08/02/2007d

 
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