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ne parliamo con
S.I.D.D.IF: tutti gli alunni liguri in anagrafe


 

 

Massimiliano Costa, Assessore all'Istruzione, Regione Liguria

del 22/02/2007

Assessore Costa, quando e perché la Regione Liguria ha deciso di istituire un sistema informativo integrato per il diritto/dovere all'istruzione e alla formazione, quale il S.I.D.D.I.F.?
Seguendo l'esempio e il lavoro svolto dalla Provincia di Genova, che dal 2002 ha messo in atto un sistema di censimento dei ragazzi genovesi in obbligo formativo, la Regione Liguria ha esteso l'applicativo realizzato su base provinciale a tutta la regione. Nell'anno scolastico 2005/06 sono stati raccolti tutti i nominativi dei ragazzi delle secondarie di primo e secondo grado (11-18 anni) che hanno frequentano le scuole delle 4 province o hanno espletato il Diritto/dovere nella formazione professionale o nell'apprendistato. L'anno successivo, ovvero nell'anno scolastico in corso, abbiamo allargato la raccolta dei dati anche alle scuole primarie, coinvolgendo la fascia 6-11 anni.
Con il S.I.D.D.I.F. possiamo così, a livello regionale, avere il quadro sempre aggiornato sul numero degli studenti, sulla loro distribuzione nelle varie scuole ed enti di formazione e possiamo monitorare i flussi di mobilità tra una provincia e l'altra. Gli obiettivi che si vogliono perseguire con questo strumento sono evidenti: programmare l'offerta formativa in base alla reale esigenza del territorio e ridurre la dispersione scolastica.
Quale è stata, in particolare, la strategia di coordinamento adottata dalla Sua Regione per rendere partecipi e formati tutti i soggetti partecipanti al sistema?
Il coinvolgimento delle Province è la chiave di volta per il buon funzionamento del S.I.D.D.I.F. e, del resto, il fatto stesso che la Regione Liguria utilizzi un software della Provincia di Genova, è un esempio lampante e chiarificatore di questo metodo di lavoro. Sul fronte"nazionale" abbiamo avviato una buona collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione per avere i dati relativi alle scuole statali ed evitare, così, di "infliggere" alle scuole un doppio passaggio: al Ministero e alla Regione. Sul piano strettamente tecnico, è Datasiel, la società informatica regionale, ad occuparsi dell'applicativo diffondendolo tra le scuole e fornendo l'assistenza tecnica necessaria.
Tra le novità del SIDI - sistema informativo dell'istruzione del Ministero della Pubblica Istruzione - si annovera l'Anagrafe degli Alunni. Come può incidere sulle politiche anti-dispersione scolastica?
L'Anagrafe nazionale degli Alunni è certamente uno strumento strategico importante,che va chiaramente nella stessa direzione delle politiche e delle iniziative adottate dalla Regione Liguria. Dunque non posso che valutare positivamente l'iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione.
Quanto è difficile raccordare il territorio - con le sue esigenze, resistenze e ritardi - alle indicazioni nazionali in materia di sistemi informativi, in un ambito tradizionalmente orientato ai contenuti, quale quello dell'istruzione?
Devo dire che sono soddisfatto del lavoro che si sta facendo insieme alle Province: il rapporto di collaborazione si sta consolidando e, come in tutte le prassi che riguardano la pubblica amministrazione, ci vuole un po' di tempo fisiologico per far funzionare la macchina al meglio. Ora la grande sfida si pone nei confronti dei Comuni, con i quali mettere in atto un'anagrafe scolastica unitaria per le scuole primarie. Qui il lavoro sarà un po' più complesso a causa del numero dei Comuni e della loro localizzazione sul territorio, vista la conformazione geografica della Liguria, che vede tanti piccoli Comuni - situati prevalentemente nell'entroterra -, affiancati a quelli più grandi che si trovano lungo la costa. Senza contare che non tutti i Comuni hanno la stessa accessibilità e disponibilità tecnologica. In questo senso si pone la sfida per i prossimi anni.
Il nuovo modello SIDI mette gli Uffici Scolastici Regionali al centro del sistema informativo; a Suo avviso, esiste una centralità effettiva del livello regionale nella lotta alla dispersione scolastica? Se si, come si dovrà declinare?
La lotta alla dispersione scolastica e l'innalzamento del livello della formazione dei cittadini che risiedono in Liguria sono aspetti centrali delle politiche scolastiche e formative della Regione Liguria. A dimostrarlo sono le tante misure adottate dalla Giunta regionale in materia: oltre 25 milioni di euro sono già stati investiti per questa partita, che raggruppa interventi a favore dell'inserimento e dell'integrazione di studenti disabili, attivazione dei corsi triennali, finanziamenti alle province per realizzare l'obbligo formativo. Infine, l'implementazione dello stesso S.I.D.D.I.F., che rappresenta in modo tangibile la volontà della Liguria di sconfiggere la dispersione scolastica, che, a lungo andare, crea disaggregazione sociale.
 
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