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Un'intesa tecnologica per la giustizia

del 8/02/2007

A pochi giorni dalla presentazione delle linee guida in tema di e-gov, il Ministro Nicolais firma un Protocollo d'intesa con il Ministro della Giustizia Mastella per la realizzazione di interventi di digitalizzazione, evoluzione ed integrazione dei sistemi informativi dell'Amministrazione della Giustizia. Vediamo di cosa si tratta e cosa cambia rispetto al passato.

I quadro clinico del "grande ammalato"

Nove milioni di processi pendenti, due milioni e mezzo di reati denunciati ogni anno ed un numero di controversie che non accenna a diminuire, ma anzi sembra cresecre in modo esponenziale.
È questa la cartella clinica di quel "grande ammalato" che è la giustizia italiana, come sottolinea un recente studio dell'Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari del CNR (Irsig-CNR) dal titolo "Tecnologie per la giustizia", che fotografa una macchina farraginosa e considerata lenta e costosa dal 90% degli italiani.
La ricerca citata pone sotto la lente d'ingrandimento inefficienze da tempo note a qualunque cittadino che si sia trovato, almeno una volta, ad avere a che fare con il sistema giudiziario italiano. Eppure proprio queste inefficienze potrebbero essere rimosse o per lo meno attenuate, come previsto da numerosi decreti e linee guida, da un uso intelligente di sistemi informatici che garantiscano maggior velocità, trasparenza e qualità, nonchè un ripensamento delle numerose prassi e procedure diseconomiche tutt'oggi in uso.
Non c'è dubbio che la Rete, infatti, può contribuire a far sì che la certezza del diritto divenga una realtà e non solo un principio. Pubblicare le sentenze on line, inviare certificati a casa o farli erogare da uffici più "scarichi" di quelli delle procure, utilizzare la rete per accedere a banche dati comuni, eliminare i casellari, consgnare la documentazione per via telematica, sono tutte procedure che già da anni si sperimentano nel complesso ed articolato mondo della Giustizia italiana, ma che non sono mai risucite a diventare patrimonio comune o norma di legge.
Ed è proprio a questo che mira il Protocollo di intesa Mastella-Nicolais mettendo insieme risorse strumentali ed economiche (si parla di 20 milioni di euro) sulla base di priorità condivise, per realizzare cambiamenti concreti e diffusi e porre fine, o quantomeno arginare il rischio di collasso dell'intero sistema giudiziario.

Riduzione dei tempi e eliminazione della carta per restituire giustizia ai cittadini

Il fattore strategico in un servizio giudiziario che possa definirsi di qualità o, più semplicemente, "giusto" è certamente il tempo. Come si legge in una nota del Ministro Nicolais, infatti, se "Un processo rapido non è necessariamente giusto, un processo che arriva alla sentenza solo e soltanto dopo molti anni di attesa e di sofferenza di tutte le parti coinvolte, non è mai giusto".
Le norme per la digitalizzazione della giustizia italiana non mancano e glià nel 2004 era stato lanciato il programma "La Giustizia per l'eGovernance" che avrebbe dovuto portare a completamento nel triennio 2004/2006 una serie di progetti volti all'eliminazione della carta dagli archivi, alla velocizzazione delle procedure, alla pubblicazione delle norme in rete, alla costruzione di un sistema di autentificazione e accesso per gli avvocati in rete, all'avvio di programmi di collaborazione interforze a livello europeo, e all'avvio del "processo telematico". Tuttavia, come ci spiega Floretta Rolleri, componente CNIPA "Negli ultimi anni queste iniziative hanno pagato lo scotto di un rilevante taglio finanziario che non ha permesso di portare a sistema le sperimentazioni avviate nelle diverse Regioni".

Gli ambiti e le azioni d'intervento

Con un investimento di 20 mln di euro parte, dunque, la joint-venture Riforme-Giustizia con cui si volgiono gettare le fondamenta per una collaborazione da cui ci si aspettano soluzioni organizzative e tecnologiche per migliorare l'efficienza del sistema giudiziario.

In tema di giustizia civile: l'obiettivo prioritario è migliorare l'efficienza e la trasparenza del processo e realizzare entro il 2007 la totale informatizzazione e la consultazione telematica delle cancellerie da parte dei difensori. Un capitolo importante è riservato al processo civile telematico, un progetto in cantiere dal 2000 che mira ad un procedimento civile in cui tutte le transazioni fra le parti e l'ufficio giudiziario avvengano elettronicamente per dar vita al fascicolo "virtuale", accessibile sia all'interno che all'esterno dell'ufficio.
Con una spesa di quasi cinque milioni di euro nel 2003 e di 3.800.000 euro nel 2004, la sperimentazione di questo progetto ha luogo in sette uffici giudiziari pilota - Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Genova, Lamezia Terme, Padova - e conta di estendersi nell'immediato futuro ad altri 50.
In area penale l'obiettivo è realizzare un sistema giudiziario più efficiente, creando un struttura informativa integrata, un vero e proprio sistema centrale della giustizia penale con il ruolo di archivio nazionale e di riferimento per le altre amministrazioni.
Tra gli obiettivi del protocollo vi è la distrettualizzazione dei sistemi informativi automatizzati per ridurre i costi e difficoltà di aggiornamento dei software e l'implementazione di tre diversi sistemi informativi interoperabili.
Terzo obiettivo è quello dell'informatica giuridica, attraverso il quale si punterà a rendere fruibili attraverso internet le informaioni normative e giudiziarie.
Anche per le adozioni nazionali e internazionali, in tema quindi di giustizia minorile, è prevista la creazione di una banca dati per favorire sinergie con la Commissione per le adozioni internazionali, accelerare i tempi di attesa e snellire le procedure.

Giustizia e democrazia
Così, definite le priorità su cui concentrarsi, la chiave per il successo di quest'intesa è, ancora una volta, la capacità di creare percorsi di eccellenza, con il supporto della tecnologia, per ridefinire procedure e sistemi in grado di innovare la macchina burocratica della giustizia italiana, scardinandola da meccanismi troppo spesso autoreferenziali, e restituire al sistema giudiziario nella sua interezza il ruolo di strumento al servizio dei cittadini e della democrazia. Con l'auspicio che i 20 milioni di euro stanziati servano soprattutto a questo.
Approfondimenti

"Velocizzare la giustizia migliorando il lavoro quotidiano", un'intervista con Floretta Rolleri, Componente CNIPA

Protocollo d'intesa tra il Ministro della Giustizia Mastella ed il ministro per le Riforme e l'Innovazione nella PA per la realizzazione di interventi di digitalizzazione, evoluzione ed integrazione dei sistemi informativi dell'Amministrazione della Giustizia.

"Astrea, tecnologie al servizio della giustizia", dossier Altra PA del 30/03/2006

Polis web la dimensione digitale della giustizia, dossier Altra pa del 11/9/03

 
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