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"ChiamaRoma
060606": un contact center in evoluzione
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del
25/01/2007
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In
questi ultimi anni numerose sono le realtà comunali che hanno lavorato
per la creazione di un punto unico di accesso agli uffici e ai servizi
a disposizione del cittadino, creando dapprima un call center telefonico
evolutosi, nel tempo, in una vera e propria struttura di contact center.
Tuttavia nonostante i successi in termine di contatti e di soddisfazione
dell'utenza, nemmeno la struttura più avanzata di contact center
pubblico in Italia è riuscita, almeno fino ad ora, ad introdurre
azioni strategiche di reale cambiamento dell'amministrazione attraverso
l'ascolto delle esigenze dei cittadini e l'analisi qualitativa. Tra pochi
mesi il Comune di Roma avvierà una sperimentazione dello 060606
che andrà proprio in questa direzione, ma le difficoltà
non sono poche.
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Call
o contact center?
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Innanzitutto
occorre specificare che sia il call center, che il contact center sono
strumenti pensati per dare ascolto e fornire risposte adeguate alle richieste
dei cittadini relativamente a tutte le materie di competenza del Comune,
ma non solo. La sostanza alla base della differenza è nell'evoluzione
culturale che individua la necessità di una relazione con il cittadino
aperta e trasparente per rispondere in maniera realistica alle aspettative
dei cittadini.
Se il call center, infatti, è piuttosto una vetrina attraverso
cui il cittadino può ricevere nel corso della telefonata informazioni
più o meno dettagliate in merito alle sue richieste, il contact
center integra le funzionalità di comunicazione telefonica con
i sistemi informativi e garantisce la disponibilità di prestazioni
aggiuntive come, ad esempio, l'interazione con l'amministrazione pubblica
o la fruizione di un servizio senza la necessità di spostamenti
fisici.
Un altro elemento innovativo, come si accennava, è la differenziazione
dei canali di contatto tesa al raggiungimento di ogni tipo di utenza.
La necessità di quest'approccio, definito multicanale, rappresenta,
almeno nelle sue premesse, una fase più matura della comunicazione
pubblica e sostanzia di strumenti nuovi la consapevolezza della funzione
strategica dell'ascolto e della relazione per migliorare i rapporti tra
PA e cittadini. La varietà dei canali di comunicazione, in quest'ottica,
serve non solo a realizzare una comunicazione più capillare e pervasiva
nel tessuto urbano, ma si configura come un tentativo di arginare le conseguenze
che il divario digitale sortisce nelle categorie sociali e economiche
più svantaggiate.
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Il
CRM: tra pubblico e privato
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Se
oggi si riscontra nei cittadini la crescente consapevolezza dei propri
diritti, attraverso cui passa una richiesta di servizi di qualità
anche dalla PA, un'amministrazione attenta e proattiva (o quantomeno reattiva!)
è chiamata a rispondere sviluppando nuove modalità di gestione
del proprio rapporto con l'utenza, e può farlo accogliendo strumenti
già sperimentati con successo nel settore privato, come il CRM,
acronimo che nel linguaggio aziendale sta per "Customer Relationship
Management", e nel settore pubblico si traduce con "Citizen
Relationship Management". Si tratta di temi di cui si discute da
anni e di cui ci siamo già occupati in passato ma è il caso
di tornare a parlarne per ribadire il forte potenziale innovativo che
questo approccio è in grado di introdurre nel rapporto tra la PA
e i suoi utenti. Il CRM, infatti, si configura in entrambe le realtà
(pubblico e privato) come un insieme di strumenti e strategie tese a migliorare
la qualità dei servizi erogati attraverso una cultura della relazione,
che comprende ascolto e comunicazione.
Il Cliente del sistema privato diventa, quindi, il Cittadino di quello
pubblico, ma le differenze tra le due strategie di governo della relazione
sono molto consistenti soprattutto perché gli obiettivi e i "modi
agendi" sono molto lontani tra loro.
Le imprese possiedono un numero definito e conosciuto di clienti, mentre
le pubbliche amministrazioni si muovono in un contesto di difficile definizione
del target e molto spesso di relazione multiple con l'utente poiché
le sfere di competenza di un'amministrazione comunale riguardano molti
aspetti della vita di un cittadino.
Inoltre, le informazioni fornite dalle imprese sono molto spesso calibrate
sul tipo destinatario e variano sulla base di diversi criteri per lo più
orientati ad una gestione profittevole del cliente. Mentre la segmentazione
realizzata dalle Pubbliche amministrazioni per categorie sociali (giovane,
anziano, diversamente abile etc.), o per eventi della vita, deve comunque
erogare un'informazione esaustiva per garantire a tutti i cittadini gli
stessi diritti ed opportunità.
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"ChiamaRoma
060606"
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Il
Comune di Roma è stato uno dei primi a dotarsi di quello che oggi
è una delle strutture di contact center più efficienti nel
panorama italiano.
"Il Call Center - ci ha spiegato Claudia De Paolis, responsabile
del servizio 060606 per il Comune di Roma - è stato attivato nel
giugno 2002 attraverso una prima fase sperimentale, in cui l'accesso era
riservato alle sole associazioni di cittadini, invitate a dare suggerimenti
per il miglioramento del servizio stesso. In seguito, a novembre 2002,
il call center è stato reso operativo a pieno regime, e messo a
disposizione di tutti i cittadini".
Il progetto iniziale mirava a creare un unico punto d'accesso, che convergesse
su un numero telefonico semplice da ricordare e che facesse da portone
d'ingresso per tutte le attività dell'amministrazione comunale.
La struttura contava nella prima fase su "primo livello" affidato
in outsourcing ad operatori telefonici professionisti.
La trasformazione è avvenuta con la seconda gara, quella del 2003-04,
con la quale questo servizio di informazione telefonica di "primo
livello" si è arricchito di un "secondo livello"
ed è diventato multicanale: "Abbiamo costruito un sistema
intorno al call center e lo abbiamo trasformato in contact center multicanale
- continua Claudia De Paolis - abbiamo cioè aggiunto funzionalità
come la posta elettronica, il web, gli sms, il tutto per far convergere
vari strumenti sullo 060606 e offrire risposte adeguate attraverso qualsiasi
canale disponibile".
Il secondo livello cui si accennava è interno all'amministrazione
e rappresenta un ulteriore grado di assistenza predisposto per erogare
informazioni di dettaglio, relative a singole procedure e a casi specifici
per seguire il cittadino nel suo rapporto con l'Amministrazione fino all'assolvimento
della richiesta o alla soluzione del problema. Queste tipologie di servizi
vengono erogate dagli URP, là dove presenti, oppure dai "Punti
di ascolto e informazione", dei piccoli uffici comunicazione nati
contestualmente al call center, dislocati presso gli uffici e le diverse
strutture comunali. La creazione del secondo livello ha un impatto di
rilievo nel rapporto con il cittadino poiché contribuisce a evitare
o semplificare il suo contatto diretto con lo sportello e incide all'interno
del sistema comunale poiché la sua realizzazione richiede una trasformazione
che è, prima di tutto, culturale. "I punti di secondo livello,
infatti, nascono là dove non c'è l'URP, e manca dunque una
cultura dell'ascolto e della comunicazione con il cittadino. Spesso gli
stessi URP sono stati costituiti con personale interno privo di una formazione
specifica che, in alcuni casi, ha continuato a svolgere anche il lavoro
che gli competeva in precedenza".
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I
numeri di "ChiamaRoma 060606"
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Il
rapporto di sintesi pubblicato periodicamente raccoglie i volumi e le
tipologie di chiamate pervenute al contact center del Comune di Roma e
rappresenta uno strumento utile per misurare l'efficienza del servizio
e definire le aree di miglioramento su cui occorre intervenire.
L'ultimo rapporto risale all'ottobre 2006 ed indica un numero totale di
chiamate ricevute dal mese di giugno 2002 di 8.270.000.
Fonte:
Executive Summer Ottobre 2006
Un
altro dato rilevante riguarda la percentuale delle chiamate gestite dal
primo livello che, nel mese di ottobre 2006, è del 81,2%; quelle
trasferite al secondo livello sono state il 18,8%.
Le e-mail pervenute dal 15 giugno 2003 a ottobre 2006 è stato di
circa 13.443. Nel mese di ottobre 2006 il volume delle e-mail è
stato di 848 così distribuite:
Il
65,7% ha riguardato il portale
il 32,7% ha riguardato le richieste di informazioni
il 0,9% ha riguardato i reclami
il 0,7% ha riguardato suggerimenti/segnalazioni
Il contact center fornisce assistenza in lingua straniera in particolari
ore e giorni (dal lunedì al sabato dalle ore 16:00 alle ore 19:00).
Il numero delle chiamate giunte nel mese di luglio 2006 è stato
di 50, così distribuite:
51
in lingua inglese
8
in lingua tedesca
8
in lingua francese
3
in lingua spagnola
1
in lingua cinese
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Un
sistema che tende verso un'integrazione ancora da realizzare
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Già
queste considerazioni suggeriscono come la gestione di un contact center
integrato implichi dei cambiamenti radicali all'interno della struttura
organizzativa.
Tuttavia come sottolinea Sebastiano Bagnara del Politecnico di Milano
nel corso della nostra intervista, lo stato dell'arte dei contact center
italiani fotografa una realtà ancora densa di limiti: "le
tre componenti fondamentali del corretto contatto con il cittadino/cliente
viaggiano completamente disgiunte e a velocità differenti. Comunicazione,
servizi ed ascolto sono viste come tre funzionalità e come tre
compiti separati".
Per modificare in positivo il rapporto tra PA e cittadini è necessario
ripensare, prima ancora delle tecnologie, le tradizionali ed elefantiache
procedure interne all'amministrazione aumentando la capacità di
ascolto, cosa che nemmeno l'efficientissimo 060606 riesce a fare. Al momento,
infatti, tra il primo e il secondo livello del contact center capitolino
non vi è una condivisione di informazioni, ma soltanto un "trasferimento
di chiamata". Un primo passo in direzione di un strategia analitica
di CRM sarà dunque l'introduzione, a partire da quest'anno, di
un nuovo sistema che consentirà all'operatore di trasferisce non
solo la chiamata, ma anche la schermata con i dati del cittadino che potrà
essere arricchita dal secondo livello, e catalogata per essere analizzata
dagli stessi, producendo statistiche che fotografano la realtà
in modo molto più puntuale per realizzare un'erogazione di servizi
e informazioni sempre più qualificata. Sarà possibile capire
quali sono le aree di miglioramento su cui agire e quali informazioni
o servizi potrebbero essere integrati e assolti direttamente dal primo
livello sgravando l'attività degli uffici.
"Quest'anno - ci spiega Claudia De Paolis - sarà dedicato
alla formazione e alla sperimentazione di questo nuovo approccio. Prima
di partire, infatti, occorre introdurre la cultura della misurazione dei
risultati e dell'efficienza. Gli uffici sono tutti informatizzati e ciò
che manca è una cultura e una formazione che sia orientata alla
comunicazione trasversale a tutti i comparti. Per fare questo è
però necessaria una cultura manageriale a livello dirigenziale
o quadro che ancora non è diffusa, e questo è forse il grande
ostacolo da superare."
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| Approfondimenti
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"Senza
servizi nè ascolto non c'è CRM": un'intervista
con Stefano Bagnara del Politecnico di Milano
"Citizen
Relationship Management: Il cittadino come fonte di informazione per migliorare"
dossier Altra PA del 15/04/2004
"Citizen
Relationship Management, l'Italia recupera, ma resta indietro"
dossier Altra Pa del 25/05/2006
"CRM:
Firenze, obbiettivo il call center integrato" dossier Altra Pa
del 2/10/03
" CRM:
Roma Vs Torino. Due contact center a confronto" dossier Altra
Pa del 13/11/03
Executive
Summary - Ottobre 2006 del servizio "ChiamaRoma 060606"
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