| versione stampabile |
TMPL2
|
Da
una tecnologia di punta nascono servizi innovativi
Gaetano Chionchio
- Responsabile del Dipartimento Network e Telecomunicazioni del CNR
del
25/01/2006
|
|
Ciascuno
di noi ha ben presente a cosa servono una rete dedicata ed una connessione
ad alta velocità, ma quella del CNR non è qualcosa
di "tradizionale". Potrebbe illustrarci gli scopi, scientifici
e non, per i quali è stata pensata e progettata la rete?
|
|
|
Il progetto nasce con l'idea di utilizzare i nostri link geografici non solo per il traffico internet, come normalmente avviene, ma come veicolo per il calcolo scientifico.
Il CNR in questi ultimi anni ha perseguito un'azione di razionalizzazione delle proprie infrastrutture scientifiche, concentrando tutte le attività del Lazio su due grandi campus: quello di Torvergata (a Roma sud) e quello di Montelibretti (più o meno Roma nord). Proprio questa situazione un po' particolare ha fatto nascere l'idea di provare a fondere le dotazioni scientifiche di questi due centri da un punto di vista informatico, in modo tale da ottenere un'infrastruttura di calcolo estremamente potente a disposizione della comunità scientifica.
|
|
Potrebbe ripercorrere con noi le varie tappe del progetto?
|
|
|
Non
è stato un progetto particolarmente articolato dal punto di vista
dell'attuazione. Effettuando numerose indagini il CNR è andato
alla ricerca, nell'ambito dei fornitori e dei costruttori, di realtà
che fossero all'altezza di questo progetto, che richiedeva una tecnologia
particolarmente innovativa, affidabile e performante. Quando le tecnologie
sono consolidate, infatti, ci si può rivolgere al mercato in maniera
sicura, ma quando si tratta di tecnologie di punta, occorre muoversi con
cautela per evitare le eventuali criticità. La risposta a questa
esigenza è stata individuata nella tecnologia Nortel e quindi,
proprio con Nortel e con Fastweb, che ci ha fornito le fibre, abbiamo
messo in piedi l'infrastruttura. In pratica si tratta di una fibra ottica
che collega le due sedi (Roma nord e Roma sud) e che, abbracciando la
tecnologia DWDM, ci ha consentito di andare oltre la soglia tipica dei
10 Gigabit .
|
|
La tecnologia DWDM ottimizza la trasmissione su rete ottica?
|
|
|
Esatto.
Per ottenere delle prestazioni elevate ed adeguate ai nostri obiettivi
è stato necessario andare oltre le classiche tecnologie di collegamento
geografico normalmente utilizzate ed abbracciare soluzioni capaci di sfruttare
al massimo le potenzialità delle fibre ottiche, che solitamente
sono utilizzate solo dai grandi carrier. Nel nostro caso specifico ci
siamo concentrati sulla tecnologia DWDM che permette di iniettare, all'interno
della fibra, luci di colori differenti (varie lunghezze d'onda che non
interferiscono),facendo in modo che ad ogni colore corrisponda una trasmissione
completamente autonoma. Nella tecnologia DWDM è possibile portare
fino a 64 trasmissioni autonome, ognuna delle quali capace di un'ampiezza
tradizionale di circa 10 Gigabit. In questo modo si raggiungono ampiezze
complessive di tutto rispetto (640 gigabit) su una sola fibra.
|
|
Cosa si intende precisamente con Grid Computing?
|
|
|
Normalmente
i sistemi di calcolo evoluti o "in parallelo" utilizzano la
rete a livello locale per creare macchine complesse. In pratica si configura
l'infrastruttura di rete in maniera tale che i propri computer, connessi
da un collegamento particolarmente veloce, possano lavorare globalmente
come una macchina parallela. Oggi questo si realizza attraverso due tipi
di tecnologie: la prima è definita "calcolo blandamente accoppiato",
mentre la seconda prende il nome di "calcolo fortemente accoppiato".
Con Grid computing si indica, generalmente, il calcolo blandamente accoppiato.
Per spiegare come funziona possiamo pensare a ciò che avviene con
i tradizionali browser di navigazione, sui quali si scrive la url del
sito che si intende raggiungere. Allo stesso modo, nell'infrastruttura
Grid le risorse vengono indirizzate sulla rete attraverso meccanismi di
autenticazione e certificazione che garantiscono l'accesso.
Chiaramente questi tipi di infrastruttura stanno diventando una risposta sempre più presente ed importante nel campo della ricerca scientifica, specie in merito alle problematiche relative alla creazione di modelli virtuali o all'elaborazione di grandi quantità di dati.
|
|
Con le aziende con cui avete intrapreso questo percorso c'è stato solo un rapporto di fornitura o si è instaurata una partnership di ricerca?
|
|
|
Il
rapporto che abbiamo sviluppato con entrambe le società che ci
hanno accompagnato in questo progetto è stato molto più
approfondito che il semplice dialogo fornitore/cliente. Dal punto di vista
ingegneristico, infatti, Nortel ha aperto completamente la lettura della
propria tecnologia al fine di poterla sfruttare al massimo, cosa che non
è sempre scontata, soprattutto per le tecnologie di punta. Teniamo
presente che parliamo di macchine molto complesse, sulle quali noi desideravamo
andare a configurare dettagli a volte piccolissimi, intervenendo su elementi
delicati. È chiaro che tutto ciò non sarebbe stato possibile
se dall'altra parte non ci fosse stata una sensibilità particolare,
tesa a costruire insieme con noi una soluzione perfetta.
Per quanto riguarda la posa della fibra, entrambe le zone coinvolte sorgono
in una posizione considerata periferica e quindi non sono servite né
da infrastrutture né da servizi di alto livello. Quindi Fastweb
ci ha seguiti con molta attenzione perché ha dovuto stendere fibra
sia da una parte che dall'altra, per connettersi alla dorsale. Anche l'infrastruttura,
dunque, è nata ad hoc per questo progetto ed in questo modo abbiamo
potuto avere il massimo del rendimento e dell'affidabilità per
creare il mezzo attraverso cui trasferire i nostri dati.
|
|
A
che punto è il progetto e che estensione dovrebbe raggiungere
una volta ultimato?
|
|
|
Questo
progetto di interconnessione ad alta velocità tra le due sedi di
Roma nord e Roma sud si inserisce in un progetto più ampio che
il CNR ha intenzione di avviare, ed in parte sta già portando avanti,
all'interno del campus di Torvergata e, più in generale, della
Provincia di Roma. Si tratta di un progetto per l'interconnessione informatica
di tutte le strutture scientifiche presenti sul territorio. Attorno all'Università
di Torvergata, infatti, si trova un'alta concentrazione di istituti di
ricerca scientifica di altissimo livello, con alcuni dei quali (ad esempio
l'ESA - Agenzia Spaziale Europea- a Frascati) il CNR ha già realizzato
reti di connessione in fibra, per la condivisione delle infrastrutture
di calcolo Grid.
Questa esperienza, unita alla necessità espressa dalla Regione
Lazio di dotare la propria infrastruttura di rete regionale di un volano
ad alte prestazioni per il trasferimento tecnologico verso la piccola
e media impresa, ha portato, inoltre, alla nascita del progetto MeGALab
(Metropolitan e-Government Application Laboratory). Megalab non fa altro
che riprendere l'esperienza delle strutture scientifiche, facendo tesoro
dell'esperienza che il CNR ha ottenuto con la tecnologia DWDM, e portarla
a fattore comune attraverso l'inserimento nel progetto di RUPA Regionale.
|
|
Quali saranno i servizi che "gireranno" su questa rete potentissima?
|
|
|
Il
fatto veramente positivo è che si condividerà sia l'infrastruttura
che le conoscenze ed una rete DWDM di queste dimensioni permetterà
di supportare progetti e realizzazioni molto avanzate. Tanto per farle
un esempio potrei citarle il progetto, che al momento è in uno
sviluppo già molto avanzato, di un'applicazione di intelligenza
artificiale per l'analisi delle tomografie assiali computerizzate del
Policlinico Torvergata. O un progetto di telemedicina per la virtualizzazione
degli interventi operatori, che permetterà di osservare un intervento
realizzato in un centro di eccellenza da una sala virtuale, posta in un
altro luogo. O ancora, un progetto di climatologia in collaborazione con
l'Aeronautica Militare che permetterà di modellizzare previsioni
di microclima. Sono tutti servizi che utilizzano i paradigmi del Grid
computing non realizzabili sulla fibra tradizionale o che comunque richiederebbero
almeno un fascio di fibra interamente dedicato.
|
|
Non
solo ricerca negli scopi del progetto, ma una rete che colleghi
enti ed amministrazioni anche molto diverse tra loro come Banca
d'Italia e Istat, quale è il loro ruolo all'interno del progetto
e a che livello entreranno?
|
|
|
In
realtà, tutto quello che abbiamo detto fino ad ora riguarda le
strutture di ricerca scientifica. Tuttavia il territorio presenta una
caratteristica piuttosto unica: nel raggio di 5 chilometri dai due centri
del CNR troviamo, infatti, tra il 30 ed il 40% del know how scientifico
italiano e la maggior parte degli enti istituzionali più prestigiosi,
come l'ISTAT e la Banca d'Italia, che pur non partecipando attivamente
al progetto, riceveranno indubbiamente dei benefici. Per farle un mappa,
possiamo dire che esiste un'infrastruttura di calcolo CNR che è
parte integrante di una struttura più ampia, realizzata connettendo
le strutture scientifiche della zona Roma-Frascati. Tale struttura, nelle
sue due componenti di infrastruttura di calcolo e infrastruttura di connettività,
verrà messa a moto comune grazie al progetto Megalab per il rilancio
del tessuto produttivo provinciale e regionale.
|
|
|
|
| appuntamenti |
|
|
| news |
|
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica
18/03 - Un canale youtube per la città di Genova
18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"
|
|