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Le diete mediatiche degli italiani nello scenario europeo

Sintesi dei risultati del Sesto Rapporto Censis-Ucsi sulla Comunicazione in Italia\2006

del 23/11/2006

Il rapporto degli italiani con i media si è tendenzialmente modificato nel corso dell'ultimo anno. Televisione, cellulari e radio, ancora al vertice dei consumi, hanno un leggero calo; mezzi a stampa come quotidiani e libri invertono la tendenza calante degli ultimi anni; i nuovi media crescono, ma non in modo dirompente. Le diete mediatiche degli italiani fotografate nella Sintesi del Sesto Rapporto Annuale sulla Comunicazione Censis-Ucsi/2006, recentemente presentata a Roma.

Gli Obiettivi

La Sintesi del Sesto Rapporto Annuale sulla Comunicazione Censis-Ucsi /2006 si propone di presentare una prima parte dei dati acquisiti attraverso la ricerca, che confluiranno interamente nel testo integrale del Rapporto, pronto tra qualche mese. La scelta di presentare la Sintesi del Rapporto muove dalla considerazione della complessità e vastità del lavoro svolto e della conseguente opportunità di render noti e facilmente consultabili i dati indicanti le principali tendenze nel consumo di media in Italia ed in Europa. In particolare, nell'idea dei curatori ora che la società digitale è arrivata, dobbiamo al più presto attrezzarci per capire come e tra chi i messaggi circolano, piuttosto che accanirci unicamente a distribuire col bilancino le audience tra i vari media.

Partendo da tali premesse la Sintesi del Rapporto intende costituirsi come base di dati e sintetiche analisi per rilevare successivamente:
la competenza dei produttori di contenuti nel cogliere le opportunità fornite dalle diverse piattaforme tecnologiche;
la competenza delle persone potenzialmente esposte ai messaggi nell'accostarsi a un numero rilevante di media, sfruttando appropriatamente le opportunità che il sistema offre;
la competenza dei media nel costruire strategie affidabili attraverso cui riconoscere i bisogni del pubblico e soddisfarli;
la misura in cui paesi vicini geograficamente, economicamente e culturalmente siano attrezzati al confronto di mercato sempre più internazionale.

I Temi

A partire da quest'anno la rilevazione è stata estesa alla Spagna, alla Francia, alla Germania e alla Gran Bretagna, adottando criteri omogenei in modo da ottenere dati confrontabili. Per quanto riguarda solo l'Italia, è stato svolto un ulteriore approfondimento rispetto alle analisi condotte negli ultimi anni, ovvero: A che cosa servono i media? Quali tipi di bisogni soddisfano? Con quale grado di apprezzamento da parte degli italiani?

In particolare, quelle che seguono sono le aree indagate:
Lo stato dell'evoluzione in Europa
La dieta mediatica degli europei
Lo stato dell'evoluzione in Italia, in particolare: A cosa servono i media, Con quale grado di soddisfazione vengono usati, La dieta mediatica degli italiani.

 

I Risultati

Nei principali paesi europei sono quattro o cinque i media ad autentica diffusione di massa. In Gran Bretagna, ad esempio, il pubblico della tv tradizionale è superiore a quello italiano (94,9% contro 93,9%), la radio all'80,1% (in Italia è al 63,5%), i quotidiani al 77,9% (da noi al 59,1%), i libri al 75% (noi siamo al 55,3%) e internet al 61,4% (contro il 37,6%).
La Francia è il paese con un profilo più simile al nostro. Se escludiamo la tv tradizionale (da noi al 93,9% e da loro all'82,7%) e la radio (63,5% contro 80%), per tutti gli altri media i dati francesi non si discostano molto dai nostri. La Spagna, che ci si aspetta più simile a noi, mostra una grande vitalità. La Francia, che si ritiene più variegata nei suoi consumi culturali, risulta invece sostanzialmente "pigra". Il pubblico dei lettori di libri in Gran Bretagna e Germania coinvolge circa i tre quarti della popolazione, in Francia e Spagna intorno ai due terzi.

In Italia: la tv tradizionale è al 93,9%, la radio al 63,5%, i quotidiani al 59,1%, i libri al 55,3% e per finire Internet al 37,6%. L'80,7% degli interpellati assegna all'informazione i valori più alti di importanza, mentre il 69% ha dato questo stesso peso all'approfondimento, il 41,3% all'opportunità di svolgere servizi utili, e la stessa percentuale al bisogno di intrattenimento. Risulta, però, che all'intrattenimento sono interessati praticamente tutti, mentre ai servizi utili principalmente persone giovani e istruite. Quando ha bisogno di informazioni, il 90% degli italiani si rivolge alla televisione tradizionale, l'8,9% alla tv satellitare e il 2,5% al digitale terrestre, al 55,9% si trovano i quotidiani e la radio al 46,7%. Dunque, il 90% degli italiani usa la televisione per informarsi, ma solo il 42,2% se ne dichiara soddisfatto. Altri strumenti vicini alla televisione, come il digitale terrestre e il teletext, si collocano non lontano dalla tv tradizionale, mentre tutti gli altri - internet, libri, quotidiani e radio, forniscono soddisfazioni informative migliori ai loro utenti rispetto alla televisione. In particolare, Internet, soddisfando il 75% dei suoi utenti, si colloca al primo posto, seguito dai libri al 64,4% . I telefonini, come i poco usati videofonini ottengono risultati nettamente inferiori.Anche il bisogno di approfondimento viene soddisfatto prima di tutto attraverso la televisione, ma in modo meno evidente dell'informazione. La tv tradizionale, infatti, scende al 73%, mentre i libri salgono al 35,8% e internet al 31,9%. Per quanto riguarda l'opportunità di ricevere informazioni utili, la televisione risulta ancora il mezzo più usato, ma la sua percentuale d'impiego scende al 64,1% , Internet sale fino al 35,8% , il teletext al 29,9%, il telefonino sale al 7%, scarso rilievo assumono i media a stampa. In questo campo Internet sovrasta gli altri mezzi, raggiungendo un 78,1% di massima soddisfazione che rappresenta un risultato dal quale tutti gli altri sono molto lontani.
Per operare scelte d'acquisto, la televisione mantiene il primo posto con il 49,1%, mentre il 42,9% dichiara di usare la rete e tutti gli altri media risultano molto staccati. Dal punto di vista della soddisfazione ricavata dai media quando vengono usati per gli acquisti, la televisione si attesta al 29,9%, mentre internet arriva al 65,1% di massima soddisfazione. Il 60% raggiunto da digitale terrestre e videofonino risulta poco significativo a fronte di una penetrazione dell'1,2%
.

In Conclusione

La televisione tradizionale risulta sempre molto seguita ovunque, ma in Francia (82,7%) e Germania (64,9%) meno che altrove. Questi sono anche i due paesi in cui viene usato di meno il telefonino, che ha in Italia la sua massima diffusione. Molto elevata ovunque è la platea degli ascoltatori della radio (un po' meno in Italia), così come quella dei lettori di quotidiani e libri (con l'Italia sempre all'ultimo posto). Internet è una realtà affermata in tutti i paesi, specie quelli del nord Europa, mentre la tv satellitare stenta un po' ovunque ad affermarsi, pur raggiungendo il 29% in Gran Bretagna. Differenze anche di rilievo si notano nella diffusione di settimanali e mensili, il cui uso è legato probabilmente ad abitudini tipiche dei singoli paesi, su cui ci si dovrebbe soffermare con maggiore attenzione. La diffusione della tv digitale terrestre risulta legata ai ritmi della sua sperimentazione nei vari paesi, mentre solo l'Italia risulta praticamente fuori dal mercato della tv via cavo, che ovunque in Europa conosce una presenza non indifferente.

 

Approfondimenti

PER SCARICARE LA SINTESI DEL SESTO RAPPORTO ANNUALE CENSIS-UCSI 2006 SULLA COMUNICAZIONE IN ITALIA

 
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