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Il servizio al cittadino parte dal dato anagrafico

del 09/11/2006

L'anagrafe, la banca dati della PA per eccellenza, sta attraversando una fase di transizione culturale e normativa profonda sulla quale occorre soffermarsi per valorizzare tutte le potenzialità dell'e-Government. La visione tradizionale che la riteneva un ufficio prettamente burocratico si scontra, infatti, con un mutato contesto sociale, amministrativo e tecnologico in cui il dato anagrafico diventa il punto di partenza ed il riferimento fondamentale per offrire servizi ai cittadini.

L'anagrafe: come era, come è

Le banche dati detenute dall'anagrafe e il loro aggiornamento sono alla base dell'efficienza della Pubblica Amministrazione. Proprio da qui è partita, quasi trent'anni fa, l'informatizzazione dell'amministrazione pubblica, con l'introduzione dei "calcolatori" e delle prime banche dati elettroniche, che hanno permesso di velocizzare le procedure e rendere più sicuro il dato archiviato quando ancora non si parlava di servizio al cittadino o di ottica citizen centric. La certezza e la sicurezza del dato costituiscono, infatti, le basi su cui poggia il corretto rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino, ed è proprio da qui che bisognerebbe partire per migliorare i servizi e ridurre gli sprechi.
I cambiamenti organizzativi e strutturali all'interno delle anagrafi sono di grande impatto perché rendere possibile l'acceso ai dati anagrafici significa creare le condizioni per una loro reale fruibilità, nei limiti della legge, e significa, soprattutto, trasformare la registrazione del dato da mero adempimento burocratico in fatto cruciale per la semplificazione amministrativa, la soddisfazione dell'utente e persino per la sicurezza pubblica.
Essere in grado di gestire banche dati totalmente informatizzate, dialoganti e cooperanti vuol dire ridurre gli spostamenti fisici, la produzione di carta, il tempo necessario all'archiviazione e al recupero delle informazioni con una conseguente diminuzione dei costi diretti a bilancio delle pubbliche amministrazioni e di quelli indiretti che si ripercuotono sul nostro Sistema Paese.

Non solo tecnologia

Nonostante sia stato uno tra i primi settori ad essere automatizzato, nel corso degli anni l'anagrafe non è riuscita a tenere il passo delle innovazioni tecnologiche.
Come è ovvio che sia, all'interno del variegato panorama dei comuni italiani esistono esperienze significative che dimostrano come un modello di eccellenza, che garantisca al contempo velocità e sicurezza, sia effettivamente realizzabile, ma queste realtà si scontrano con una cultura di contesto refrattaria al cambiamento che trova un humus fertile nella mancanza di una reale interoperabilità dei sistemi. Ciò che troppo spesso sembra essere mancato, dunque, è un mutamento dei processi organizzativi e gestionali delle informazioni catalogate che ha contribuito a creare un divario tra i modelli di archiviazione dei dati ed il loro utilizzo operativo. Infatti, seppure esistono comuni con un alto livello di informatizzazione, questo rimane esiliato entro i confini della stessa amministrazione poiché lo scambio di informazioni con l'esterno avviene sempre su modelli cartacei.
Gli esempi negativi in questo senso non mancano. Basti pensare al fatto che se oggi un cittadino ha la sventura burocratica di dover cambiare residenza, è costretto a recarsi personalmente in anagrafe per firmare una dichiarazione che potrebbe benissimo essere gestita per via telematica, dato che praticamente ogni ufficio è ormai dotato degli strumenti tecnologici per accoglierla.
Un' innovativa gestione delle informazioni anagrafiche utile per il cittadino rimane così ancorata a logiche burocratiche e obsolete che inficiano le spinte verso un reale ammodernamento.

Non tutti i casi vengono per nuocere. La best practice del Comune di Napoli: il progetto SIAC

Il Comune di Napoli (in collaborazione con la Direzione Innovazione Tecnologica di Engineering Ingegneria Informatica S.P.A.) quasi un decennio fa ha avviato un percorso in direzione della valorizzazione dei dati anagrafici e della loro salvaguardia e tutela, a cui si è presto affiancata la consapevolezza della necessità di una riorganizzazione che non coinvolgesse solo le macchine e gli strumenti tecnologici con cui si trattano le informazioni, ma che andasse al cuore del problema, incidendo sulla cultura amministrativa. È così che è nato il programma "Coopera", un'iniziativa comunale di dialogo e cooperazione che comprende ambiti diversi, dalla formazione al Sistema Informativo Anagrafico, dall'impostazione culturale alla cooperazione tra livelli istituzionali diversi.
In questo cammino l'ultimo tassello ad essere stato inserito è quello della cooperazione applicativa che ha permesso l'evoluzione dal Sistema Informativo Anagrafico (SIA) al Sistema Informativo Anagrafico Cooperativo (SIAC).
Dal punto di vista tecnologico il SIAC si presenta come una banca dati affidabile e sicura, distribuita sul territorio grazie al decentramento presso le Circoscrizioni. La caratteristica principale è quella di essere dotata di una infrastruttura di cooperazione applicativa (porta di dominio) che garantisce lo scambio delle informazioni anagrafiche, sia verso Enti esterni, che verso altri settori interni all'Amministrazione Comunale, e consente a questi ultimi di poterle utilizzare in modo funzionale ed efficace, inglobandole in automatico nelle proprie banche dati. Il tutto preservando l'autonomia e le peculiarità del singolo sistema interconnesso. "Attualmente - ci ha spiegato Umberto Mandara, responsabile del servizio informativo anagrafico del Comune di Napoli - siamo già connessi all'anagrafe sanitaria della ASL con cui dialoghiamo in maniera perfettamente compatibile ed automatica, senza nessun dispersione di efficienza o sicurezza. Le possibilità di dialogo si aprono anche verso altre realtà, moltissimi sono infatti gli enti che potrebbero trarre considerevoli vantaggi da questo rapporto, basti pensare ad enti centrali come l'INPS e altri istituti previdenziali, al Ministero dell'Interno che è il vero titolare dell'anagrafe, alla Motorizzazione e al Ministero dei Trasporti, alle Camere di Commercio o alle Università".
L'infrastruttura del SIAC ricalca il modello proposto dal SPC (Sistema Pubblico di Connettività) e dal Sistema Pubblico di Interoperabilità per la Cooperazione applicativa della Campania (SPICCA), lasciando intravedere ottime prospettive di evoluzione, anche in tema di servizi on line come dimostra il Portale Metropolitano Multicanale del Comune di Napoli che da qualche settimana offre una serie di servizi ondine ai cittadini napoletani.

Quando la forma modifica la sostanza

Come dimostra il caso del Comune di Napoli qualunque progresso tecnologico non può tradursi in un beneficio percepito se non è supportato dai cambiamenti organizzativi e strutturali funzionali alla sua implementazione. Non è possibile pensare ad un restyling tecnologico di vecchie mentalità e modi di operare. Si tratta piuttosto di un "processo inevitabilmente graduale, proprio per l'imponenza delle sue implicazioni tecniche, organizzative, gestionali, ma soprattutto culturali e professionali, in un contesto delle autonomie territoriali assolutamente disomogeneo su tutto il territorio nazionale". Questa dichiarazione del sottosegretario all'Interno Francesco Bonato durante il V Convegno dei Demografici Associati (DeA) fa luce su un altro elemento utile a definire il complesso quadro entro cui si inserisce la spinta all'innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione.
La Carta d'Identità Elettronica (CIE) è forse l'esempio più classico di come la gestione dei servizi demografici non può essere risolta con il solo ricorso alla tecnologia poiché i temi ad essa collegati sono vari e complessi: dall'accessibilità dei servizi, alla tutela della privacy, alla semplificazione amministrativa fino alla informazione all'utenza. In questo quadro un altro fattore critico, tutt'altro che secondario, è l'aggiornamento delle competenze dei funzionari pubblici. In altre parole, la necessità di una formazione specifica tesa a far acquisire agli operatori le competenze interdisciplinari che attualmente esulano dal loro patrimonio giuridico e amministrativo.
Lo stesso Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais ha più volte ribadito come sia necessario trovare percorsi armonici e condivisi, valorizzare le best practices presenti sul territorio e innescare un circuito virtuoso in cui coinvolgere gradualmente le realtà che presentano maggiori deficit.

L'opportunità del digitale

La dimensione partecipativa, che è poi il Dna della rete, costituisce un'opportunità straordinaria per ridefinire il governo della cosa pubblica e stimolare Regioni ed Enti locali a sviluppare capacità di relazione, propensione alla collaborazione e azioni di spinta al cambiamento organizzativo.

Approfondimenti

"Il Sistema Informativo Anagrafico Cooperativo - SIAC del Comune di Napoli" , un'intervista con Umberto Mandara, Responsabile del servizio informativo anagrafico del Comune di Napoli

" Cosa cambia veramente nelle banche dati anagrafiche?" Un'intervista con Mauro Parducci, Presidente DeA Associazione dei Demografici Associati

Il Portale Metropolitano Multicanale del Comune di Napoli

 
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