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Nuovo percorso di innovazione per il Lazio

del 09/11/2006

In attesa del Piano Strategico per l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione annunciato dal Ministro Nicolais per il mese prossimo, tutte le linee di finanziamento ancora aperte del secondo bando di e-Gov sono state "congelate". L'intenzione del Governo è quella di riflettere sui reali risultati della fase uno e di offrire agli Enti Locali un quadro di riferimento organico su governo elettronico, riuso ed innovazione tecnologica ed organizzativa. Nel frattempo, però, i cittadini aspettano ed alcune Regioni si cominciano a muovere indipendentemente.

Il bando semplificAZIONE della Regione Lazio

Proprio in questa direzione si pone l'iniziativa SemplificAZIONE della Regione Lazio, promossa dall'Assessorato alla Tutela dei Consumatori e Semplificazione Amministrativa. In pratica, si tratta di un bando rivolto alle cinque amministrazioni provinciali del territorio laziale con l'obiettivo di finanziare in tempi brevi nuove soluzioni di e-Government per snellire il funzionamento delle amministrazioni e semplificare la vita dei cittadini e delle imprese. Il modello funzionale è fortemente ispirato al bando e-Gov nazionale, con la Regione al posto del Ministero dell'Innovazione con il compito di finanziamento e di coordinamento generale, Lazio Innovazione Tecnologica (LAIT), la società regionale di innovazione, al posto del CNIPA nell'assistere le Provincie nell'ideazione, progettazione e preparazione delle domande e nell'effettuare il monitoraggio ed, infine, le amministrazioni provinciali al posto delle Regioni con il ruolo, importantissimo, di fare da collettore delle esigenze provenienti dal territorio.
Ciò che cambia in semplificAZIONE, rispetto al bando nazionale e-Gov, è l'entità del finanziamento, i tempi e le modalità con cui si intende raggiungere gli obiettivi prefissati.

L'inizio di un percorso verso la semplificazione

Il bando è stato approvato dalla Giunta Regionale il 4 agosto, con una delibera presentata dall'Assessore Mario Michelangeli e prevede la possibilità di spendere fino a 1.500.000 euro.
I destinatari diretti del provvedimento sono le cinque Province del Lazio a cui, però, il bando ha chiesto espressamente di convogliare tutte le esigenze provenienti dal territorio, coinvolgendo i comuni, le comunità montane e tutti gli altri enti in uno o più progetti.
Chiusi i termini per la presentazione delle domande il 29 settembre scorso, alla Regione sono arrivati 11 progetti: sette dalla provincia di Frosinone ed i restanti, uno ciascuno, dalle altre quattro. Al momento è in corso la ridefinizione del piano economico (sono mancati 500.000 euro rispetto a quelli necessari per finanziare tutti i progetti) al termine della quale ci sarà la firma delle convenzioni e l'inizio ufficiale dei lavori con un evento pubblico il 12 dicembre prossimo.
"SemplificAZIONE - ha spiegato Marco Noccioli, Direttore della Direzione Tutela dei Consumatori e Semplificazione Amministrativa della Regione - si è mosso all'interno di un vuoto lasciato dal bando e-Gov, al momento fermo, che la Regione Lazio ha voluto riempire cercando di cogliere le reali esigenze del territorio, provando ad ascoltare e a rispondere adeguatamente. È stata una sorta di grande banco di prova dal quale vorremmo far partire un percorso in direzione dell'innovazione. La stessa misura di un milione e mezzo, che poi si è rivelata essere insufficiente, è stata determinata dalla contingenza della disponibilità dei fondi".
Un percorso, dunque, che è cominciato un po' per tentativi, chiedendo alle Province di rispettare alcune specifiche tecniche, ma lasciandole libere di interpretare i bisogni del proprio territorio secondo le modalità di lavoro che ciascuna predilige. L'idea è quella di imparare ad ascoltare le amministrazioni locali, impostando un dialogo tra livelli istituzionali, che permetta di impostare un programma unitario, condiviso e guidato da un'unica regia, in grado di avere il polso della situazione.

Tre errori da non ripetere

Per comprendere meglio quale sia il "vuoto" a cui si riferisce Noccioli, occorre provare ad analizzare con un po' di lucidità, i risultati concreti della prima fase del Bando di e-Government. Martedì scorso, durante un incontro al COMPA di Bologna, Paolo Subioli del CNIPA ha illustrato in maniera chiara come, nonostante l'impegno finanziario ed organizzativo, nonostante i successi di progetti encomiabili e nonostante il forte impulso in direzione dell'innovazione dato all'amministrazione, al primo Bando e-Gov e alle modalità con cui è stato condotto si possono imputare almeno tre errori o leggerezze che ne hanno indebolito la portata.
Innanzitutto, forse anche a causa dell'entità del finanziamento messo a disposizione, l'attenzione maggiore si è focalizzata sulle tecnologie più che sulle procedure. Le amministrazioni, spesso affidandosi ai fornitori, si sono dotate di strumenti avanzatissimi, la cui efficacia è stata, però, vanificata dall'immutato utilizzo di metodologie e prassi lente, macchinose e burocratiche.
In secondo luogo, per favorire la diffusione dell'innovazione su ampia scala si è scelto di lasciare liberi gli Enti Locali di orientarsi verso ciò che ritenevano più opportuno, utilizzando il criterio della spontaneità nell'individuazione dei servizi prioritari e nella presentazione dei progetti. Il risultato di questa scelta è la tanto citata "situazione a macchia di leopardo" che, nonostante i 1500 servizi già resi disponibili da 43 progetti sui 134 avviati con il primo bando (fonte CNIPA cruscotto e-Gov), non ha contribuito a creare la cultura dl servizio on line, che quindi non viene percepito dai cittadini e dalle imprese come un reale beneficio.
Infine, non è stato dato il giusto valore all'aggregazione, considerata più come mero accorpamento di enti che come strumento strategico per valorizzare le specifiche vocazioni di un territorio ed affrontarne le necessità e le esigenze in modo sistematico.
Sono proprio questi gli elementi che la Regione Lazio si è riproposta di evitare; ponendo una serie di vincoli e di indicazioni specifiche alle proprie Province su cosa presentare ed accompagnandole nel percorso di definizione delle esigenze e di stesura della domanda. Attenzione ai servizi, che dovranno essere attivati e disponibili ai cittadini entro 12 mesi dalla firma della convenzione; obbligo di dotazione degli strumenti di comunicazione elettronica fondamentali (quali Posta Elettronica Certificata e la firma digitale); attenzione alla riusabilità della soluzione e alla non duplicazione di qualcosa che già c'è. Elementi che sono presenti anche nell'attuale orientamento del CNIPA e che di certo caratterizzeranno l'e-Government nazionale da qui in avanti.

Elementi positivi e criticità

Gli elementi più spiccatamente positivi del bando SemplificAZIONE possono essere individuati nei tempi certi e estremamente brevi (18 mesi in totale dalla delibera all'erogazione dei servizi) e nell'intenzione di colmare una lacuna lasciata aperta nel passaggio di legislatura che non si poteva trasformare in un rallentamento del processo di innovazione a cui tutte le PA sono chiamate. D'altra parte, non si possono tralasciare gli elementi di rischio presenti nell'iniziativa, legati soprattutto al pericolo di duplicazioni e di eterogeneità nel percorso innovativo delle varie Province.
Tuttavia è proprio da questa criticità che emerge chiaramente la nuova missione della Regione in materia di innovazione e semplificazione. Il riuso è la chiave di successo di tutto l'e-Government, ma affinché sia veramente efficace occorre saperlo gestire ad un livello centrale. Occorre una regia competente che indirizzi gli sforzi laddove si presenti effettivamente un vuoto ed informi, invece, su ciò che c'è già e su ciò che si può adattare con piccole modifiche senza bisogno di partire da zero.
Un percorso su cui, al momento, tutti i livelli amministrativi sono abbastanza in ritardo.

Approfondimenti

"La semplificazione si misura in servizi... non in progetti" , un'intervista con Marco Noccioli, Direttore Direzione regionale tutela dei consumatori e semplificazione amministrativa della Regione Lazio

La Delibera della Regione Lazio n° 524 del 4/08/2006

Il documento di presentazione dell'iniziativa SemplificAZIONE

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