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La
semplificazione si misura in servizi... non in progetti
Ne
parliamo con
Marco
Noccioli
- Direttore, Direzione Regionale Tutela dei Consumatori e Semplificazione
Amministrativa della Regione Lazio
del
09/11/2006
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Potrebbe
descriverci l'origine del progetto semplificAZIONE ed il percorso
fatto fino ad arrivare al bando e alla presentazione dei progetti?
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L'esigenza
di avviare un'iniziativa come semplificAZIONE è nata nel corso
del 2006 a fronte di una serie di segnalazioni, provenienti dal territorio,
che richiedevano un supporto sia tecnico che finanziario per la realizzazione
di progetti di semplificazione amministrativa. In pratica il sentore diffuso,
almeno nella nostra Regione, era quello di vivere una situazione complessa:
da un lato le amministrazioni avevano la consapevolezza di dover avviare
dei processi di semplificazione interna per meglio rispondere all'esigenze
degli utenti, ma dall'altro si rendevano conto di non avere risorse economiche
e, spesso, organizzative tali da poter attivare autonomamente questo tipo
di interventi. Cogliendo questi segnali, la Giunta regionale ha pensato
di avviare un'iniziativa che, in attesa che si sblocchi qualcosa a livello
nazionale, provasse a rispondere concretamente mettendo a disposizione
in pochissimo tempo dei fondi immediatamente erogabili.
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Si
può parlare della ripresa del modello utilizzato per il Piano
di e-Gov su scala regionale?
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Sì,
anche se occorrerebbe fare i necessari distinguo. Abbiamo mutuato su scala
regionale il rapporto che fino ad oggi c'è stato tra il livello
nazionale e le Regioni. Elemento principale di questa similitudine è
il particolare ruolo di coordinamento affidato alle Province, alle quali
abbiamo espressamente richiesto di veicolare non solo le loro richieste,
ma anche quelle che arrivavano loro dai comuni, dalle comunità
montane e da tutti gli altri enti dislocati sul loro territorio.
La Regione ha un ruolo di finanziamento e di messa in coerenza di questi
progetti, le Province, invece, hanno quello di fare da collettore delle
esigenze del loro territorio.
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Quale
è il timing dell'iniziativa e a che punto si trova in questo
momento?
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Il
percorso, come dicevamo, è stato abbastanza breve. L'idea è
stata portata in Giunta il 4 agosto, l'ultima data prima della pausa estiva.
La delibera
con il bando è stata pubblicata alla fine di agosto e le
amministrazioni hanno avuto tutto il mese di settembre ed ottobre per
sviluppare i progetti e per presentare le domande. Ovviamente la Regione
ha avviato un programma di tutoraggio che desse modo alle amministrazioni
provinciali di concretizzare le necessità riscontrate in progetti
veri e propri e, soprattutto, che evitasse una duplicazione di qualcosa
che c'era già o su cui stavano lavorando altri territori. Abbiamo
guidato questo percorso creando un gruppo di lavoro regionale che ha supportato
continuamente le Province mantenendo aperto un canale di contatto. Altro
elemento a cui abbiamo fatto estrema attenzione è stato il riuso.
Se, infatti, abbiamo chiesto alle singole Province di evidenziare i propri
desiderata in termini di progetto, abbiamo anche spinto affinché
ogni progetto avesse caratteristiche esplicite di replicabilità.
Non concentrarsi, quindi, su problematiche troppo locali o troppo radicate
su un territorio provinciale, ma cercare di affrontare temi di ampio respiro.
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Quale
è il risultato che avete ottenuto con il bando? Che tipi
di progetti sono arrivati e da quali amministrazioni?
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Quattro
Province su cinque hanno cercato di radunare le forze proponendo un unico
progetto con più funzioni o concentrato su una singola funzione
individuata come prioritaria. La quinta Provincia, invece, quella di Frosinone,
si è mossa in maniera differente, scegliendo di presentare sette
progetti, di entità molto inferiore a quelli delle altre amministrazioni.
Come vede il bando è andato proprio incontro a quello che il territorio
chiedeva, per scelta non abbiamo imposto dei vincoli rigidi, perché
la volontà principale era quella di accompagnare in questo percorso
verso la semplificazione tutto il territorio, nessuno escluso, provando,
per quanto possibile, ad accontentare tutti. In questo modo siamo riusciti
a prendere le misure di come lavorano e di cosa vogliono le varie amministrazioni
provinciali. Abbiamo imparato ad ascoltare il territorio, cosa fondamentale
se si vuole impostare un programma di rinnovamento che sia efficace.
Per quanto riguarda i progetti la maggior parte riguardano la realizzazione
di piattaforme per la gestione dei flussi documentali del personale, del
Bilancio o degli atti amministrativi. Processi di back office per rendere
moderna e semplificata la macchina burocratica e quindi dare risposte
migliori ai target di utenza individuati.
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Nonostante
gli sforzi fatti a livello centrale con il Piano di e-Gov il tema
della semplificazione amministrativa attraverso le tecnologie è
un argomento ancora di estrema attualità e necessità?
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Non
vorrei essere troppo brutale nella mia risposta, ma da tutta la prima
fase del piano di e-Government, almeno per quello che ha riguardato la
nostra Regione, si potrà recuperare ben poco. Il motivo per il
quale l'attuale Governo sta utilizzando così tanta "cautela"
nel passare alla fase di riuso è dovuto proprio ai numerosi nodi
problematici emersi dalla prima fase. Mi riferisco a progetti non completati
o in via di completamento e mi riferisco, soprattutto, a progetti completati
sulla carta, ma che in concreto non hanno prodotto alcun servizio.
Con il bando SemplificAZIONE abbiamo cercato proprio di rispondere a questo
vuoto, chiedendo la garanzia di servizi che diventassero operativi e fruibili
dai cittadini e dalle imprese entro un anno al massimo. Come le dicevo
la nostra iniziativa non mira a vanificare qualche cosa che c'era già
e ciò per il semplice fatto che questo qualcosa effettivamente
non c'era.
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Continuo
a dire che sto parlando per il territorio che mi compete, cioè
per la Regione Lazio, ma non è una segreto che, al momento, i servizi
prodotti con i finanziamenti della fase 1 di e-Gov e realmente utilizzati
dai Comuni si contino sulle dita di una mano.
La fase 2 è già diversa e semplificAZIONE si affianca proprio
alla linea del riuso del secondo bando e-Gov, la cui esigenza specifica
è quella di diffondere le buone pratiche. Tuttavia, come le dicevo,
non c'è ancora niente di certo e, anzi, da parte dell'attuale Governo
c'è una cautela tale per cui è meglio non fare troppo affidamento
se si vuole ragionare su tempi stretti. L'elemento temporale, invece,
è proprio quello su cui abbiamo voluto spingere di più con
il bando semplificAZIONE.
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Quali
sono, a questo punto le regole da mettere in pratica per non ripetere
gli errori del passato?
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Innanzitutto
è necessario passare dalla logica dei progetti alla logica dei
servizi, cioè valutare un finanziamento non in base al progetto
in sé, ma in termini di che tipo di servizi, offre, e quindi, di
che tipo di esigenze va a coprire. In secondo luogo mettere a frutto le
esperienze realizzate costruendo un catalogo che non sia un semplice elenco,
ma uno strumento ragionato e governato sin dalle prime fasi di ideazione.
Se veramente si vuole moltiplicare l'investimento occorre offrire al riuso
solo progetti che offrano garanzie certe di utilità e risparmio,
non si può lasciare alle amministrazioni l'onere di decidere quale
soluzione è meglio e quale è peggio. Infine l'ultimo accorgimento
è quello di obbligare i territori a pensarsi in termini complessivi.
Queste sono le linee su cui ci siamo mossi e sulle quali puntiamo e questo
è il valore aggiunto grazie al quale contiamo di produrre qualche
cosa di diverso da quello che c'è già stato.
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Per
imboccare la strada della semplificazione, però, non basta
un'iniziativa isolata.
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Assolutamente!
SemplificAZIONE non vuole essere un'iniziativa isolata, ma l'inizio di
un percorso che si caratterizzi come accompagnamento sistematico verso
l'innovazione e, soprattutto, verso la semplificazione vista come beneficio
per il cittadino e l'impresa. Al momento la Regione Lazio sta attraversando
un momento poco felice per quanto riguarda il bilancio, ma abbiamo comunque
ricevuto assicurazione da parte dell'assessore che la Giunta si impegnerà
in questo senso.
Tra un mese andremo a firmare le convenzioni con le Provincie e allora
sapremo precisamente l'entità di questo impegno. In particolare
stiamo preparando un evento pubblico per il 12 che segnerà ufficialmente
l'inizio dei lavori.
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