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Occupazione
nell'ICT: Italia in crescita
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del
26/10/2006
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Il
Rapporto 2006 "Occupazione e professioni nell'ICT" realizzato
da Federcomin con la partecipazione delle Associate AITech-Assinform e
Asstel e il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie (con la collaborazione
scientifica di NetConsulting e della Facoltà di Scienze Statistiche
dell'Università degli Studi di Milano Bicocca), recentemente presentato
a Roma, analizza il panorama attuale in Italia delle aziende e lo stato
dell'occupazione ICT, sia presso le aziende fornitrici che presso le aziende
"utenti".
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Qualche Numero
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Il
settore ICT si conferma ancora quello più vivace in termini di
"nascite imprenditoriali" con un tasso di iscrizione di nuove
imprese pari a +25,3% a fronte di un tasso del settore Industria e Servizi
del 20,9%, e raggiungendo nel 2005 un numero di imprese con addetti del
settore ICT pari a 112.600 ed occupando 674.000 dipendenti. Le imprese
dei comparti Informatica e Telecomunicazioni stimano, per il 2006,
17.920 assunzioni e circa 16.150 uscite, con un saldo positivo di 1.770
dipendenti.
Nel 2005 il numero di Power User (gli utilizzatori evoluti delle molteplici
soluzioni applicative esistenti) risulta pari a circa 4,2 milioni, ovvero
il 27% del totale occupati dipendenti.
I Generic User (gli utilizzatori ICT di più basso profilo) risultano
invece essere pari a circa 7,1 milioni (il 46% del totale). I restanti
4,2 milioni (27%) sono costituiti dai cosiddetti No User, cioè
da lavoratori che non fanno alcun uso di soluzioni ICT. Le donne rivelano
competenze tecnologiche superiori a quelle degli uomini, all'interno del
loro genere. I Power User di genere femminile sono, infatti, il 30,3%
del totale contro il 25% di genere maschile; inoltre i No User di genere
femminile sono il 26,2% contro il 27,6% di genere maschile.
Nei prossimi cinque anni l'evoluzione tecnologica e dei modelli di business
modificherà profondamente le professionalità richieste dal
settore ICT, che dovranno essere sempre più orientate alla multidisciplinarietà,
alla tecnologia ma anche alle competenze di processo e di settore. Queste
complesse trasformazioni comportano, già da oggi, un approccio
"qualitativo" piuttosto che "quantitativo" verso il
mercato del lavoro e le risorse umane, con il ricorso da parte delle imprese
a nuovi skill nonché ad interventi mirati di formazione continua.
Una stima proiettata al 2010 prevede che i nuovi professionisti dell'ICT
saranno all'incirca 17.500, a cui si aggiungeranno circa 3.800 professionisti
delle linee di business.
Il tasso di crescita medio annuo per gli occupati ICT è previsto
per il periodo 2006-2010 pari a +0,5%, che si tradurrà nel 2010
in un saldo di circa +11.000 nuovi addetti. Il comparto più
dinamico, come crescita media nel quinquennio, risulterebbe essere quello
dei Media, con una variazione di +0,7%; il segmento più contenuto,
invece, ma comunque in crescita, (con una variazione media annua pari
allo 0,2%) è quello dei Servizi e apparati di Telecomunicazioni.
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I
Fattori di Contesto
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Il
Rapporto si sofferma sulla riflessione che "prescindendo da quelle
che possono essere le ipotesi previsionali fatte sulla base occupazionale
coerentemente alle traiettorie tecnologiche, la situazione reale dipenderà
sicuramente da alcuni importanti fattori di contesto" primo fra tutti
l'azione di supporto del Governo:
Le
politiche governative, innanzitutto, dovranno essere in grado di sostenere
e supportare il rilancio del comparto IT in particolare e, più
nello specifico, del segmento Software e Servizi, oggi estremamente delicato
sia dal punto di vista del tessuto industriale che delle dinamiche di
investimento delle imprese utenti, indirizzare correttamente lo sviluppo
armonico del segmento dei Servizi e apparati di TLC.
Le
aziende utenti, inoltre, dovranno iniziare con convinzione a ritenere
l'investimento in Information & Communication Technology un asse portante
per la propria competitività globale, e non solo un costo necessario
ma non indispensabile.
Le
imprese fornitrici, infine, dovranno sapere interpretare tutti i segnali
evolutivi che, in modo più o meno evidente, si stanno affacciando
alla ribalta, e volgerli a proprio vantaggio.
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Il
Commento
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"L'avanzata
irreversibile della Società della Conoscenza rappresenta una grande
opportunità di nuovo lavoro e di nuovi profili professionali. Questo
processo è rappresentato in modo eloquente nel Rapporto Federcomin
2006 "Occupazione e professioni nell'ICT", che è stato
elaborato con la partecipazione di Aitech, Assinform, e Asstel con la
collaborazione scientifica di NetConsulting. Nei prossimi cinque anni
- si legge nel Rapporto - saranno circa 21.000 i nuovi professionisti
con skill innovativo particolarmente orientati alla multidisciplinarietà,
e il tasso di crescita medio annuo per gli occupati ICT sarà pari
allo 0,5 (+11.000 nuovi addetti). È questa la prospettiva che si
apre e che riguarda soprattutto le giovani generazioni. Non sono numeri
grandiosi, ma realistici che confermano un trend positivo. Pesano su questi
numeri le criticità e le rigidità di un sistema-Paese ancora
poco orientato alla ricerca e all'innovazione. Come dimostra, in modo
evidente, il testo dell'ultima Finanziaria". Alberto Tripi,
Presidente di Federcomin
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| Approfondimenti
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Rapporto
2006 "Occupazione e professioni nell'ICT" - Summary
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