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TMPL2
Un
laboratorio per progettare l'innovazione
Ne
parliamo con
Mario
Ancilli - Responsabile del Laboratorio
ICT della Regione Piemonte
del
12/10/2006
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La
prima realizzazione wi-fi della regione e risale al 2002 cosa avete
appreso da quella esperienza e a cosa vi ha portato?
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Il
Laboratorio ICT della Regione Piemonte, di cui sono il responsabile, ha
il compito di sperimentare le nuove tecnologie per inserirle nel contesto
regionale e condividere queste esperienze con altre pubbliche amministrazioni
piemontesi. In questo senso la nostra attenzione per le reti wireless
potremmo farla risalire già al 2000 quando non era ancora scoppiato
quel "boom" che ha reso questa tecnologia quasi di massa, portando
tutte le grandi organizzazioni pubbliche e private ad interessarsene.
Tra il 2001 ed il 2006 il Servizio Sistemi Informativi ha avviato una
serie di sperimentazioni volte a garantire la mobilità del personale
che, partendo da una piccolissima rete che consentiva la connessione di
alcuni palmari all'intranet della Regione, sono arrivate fino alla copertura
di interi edifici ed al progetto di realizzazione di una WLAN cittadina.
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Il
test effettuato nel mese di agosto sulla tecnologia Wireless Mesh
si inserisce in quest'ultimo progetto?
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Sì
il test a cui fa riferimento, concluso proprio alla fine dell'estate,
aveva l'obiettivo di valutare la corrispondenza di una tecnologia fornita
da un nostro partner alle nostre esigenze. Nella fattispecie si è
trattato della tecnologia Wireless Mesh di Nortel. Il lato innovativo
che volevamo testare di questo tipo di tecnologia è il fatto che
grazie all'utilizzo di una doppia frequenza, non è necessario collegare
in fibra tutti i punti di diffusione del segnale (gli access point).
Il kit fornito dal nostro partner ci ha permesso di installare due punti
mesh, per una copertura interna totale di circa 50/70 metri quadri, corrispondenti
più o meno ad un piano dell'edificio in cui è avvenuto il
test. Con questa struttura siamo riusciti a coinvolgere fino ad un massimo
di sei utenti connessi contemporaneamente, e devo dire che i risultati
osservati, sia in termini di architettura che di segnale sono stati più
che soddisfacenti.
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Ed
ora? Quali saranno le prossime tappe del progetto?
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La
Wireless Mesh non è stata l'unica tecnologia sperimentata e, ad
esempio, al momento è ancora in corso la sperimentazione sul Wi-max.
Il laboratorio ICT della Regione, infatti, partecipa a numerosi tavoli
tecnologici, tecnici ed operativi (il Sistema Informativo Regionale, il
progetto Wi-Pie, la Rete Metropolitana Wireless di Torino etc). Solitamente
i risultati di tutte le esperienze effettuate vengono posti all'attenzione
degli altri partecipanti ai singoli tavoli e, di volta in volta, sulla
base dei dati di analisi vengono prese delle decisioni.
In particolare il tavolo di riferimento per questa sperimentazione è
stato quello focalizzato sulla Rete Metropolitana di Torino, a cui, oltre
al Laboratorio, partecipano il Comune, la Provincia, la Regione, il Politecnico,
l'Università e l'azienda del Comune incaricata di seguire i lavori.
L'importanza della nostra partecipazione, come le dicevo, risiede nel
fatto che in tutti i vari modelli presentati finora non era mai presa
in considerazione la possibilità di utilizzare una doppia frequenza,
ma si voleva portare la connessione in fibra fino a tutti i punti di accesso,
cioè i pali della luce o i semafori. In questo contesto, secondo
noi del laboratorio, potrebbe essere interessante inserire una tecnologia
che eviti di portare direttamente la fibra in ogni punto.
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Quali
sono gli altri progetti su cui è impegnato il Laboratorio?
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Attualmente
i progetti che stiamo portano avanti sono una quarantina. Alcuni sono
iniziative che conduciamo in proprio come Laboratorio ed altre, invece,
sono il frutto di una stretta collaborazione con i nostri numerosi partner.
Se vogliamo soffermarci sulla parte prettamente tecnologica va senza dubbio
segnalata tutta l'attività dell'Osservatorio interno sul mercato
delle tecnologie. Lo stesso caso della sperimentazione effettuata con
la tecnologie Nortel, ad esempio, si inserisce proprio in questo ambito.
Sostanzialmente si tratta di individuare una tecnologia, ormai considerata
matura ed affidabile da un produttore, e di testarla, valutando non tanto
le validità tecniche e tecnologiche del prodotto, quanto la possibilità
che le sue caratteristiche corrispondano alle esigenze dell'amministrazione,
aprendo scenari concreti di innovazione.
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Quindi
non fate ricerca pura?
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Tutta
la ricerca che noi effettuiamo come Laboratorio è sempre ricerca
che potremmo definire "applicata", ma se vogliamo essere più
chiari posso dirle che l'attività di questo Osservatorio interno
non è assolutamente volta all'individuazione di nuove tecnologie,
ma è molto più legata a rapporti di collaborazione con una
moltitudine di partner. Per citarle qualche altro progetto oltre a quello
della sperimentazione della Wireless Mesh potrei fare riferimento allo
studio riguardante l'ipotesi di utilizzare programmi open source di office
automation in luogo delle tecnologie proprietarie. Come può immaginare
anche qui si tratta, non tanto di partire da zero, o di verificare se
OpenOffice (o chi per esso) sia un prodotto valido, ma di giudicare qualitativamente
se i nostri operatori, i nostri sistemi ed il nostro modo di lavorare
siano compatibili o no con questo tipo di prodotto. In effetti si tratta
di un tipo di attività forse più legata agli aspetti organizzativi
che a quelli tecnologici.
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Tecnologie
come quelle sperimentate ad agosto potrebbero essere applicate anche
alla problematica del digital divide?
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Tutte
le tecnologie wireless possono essere, in linea di principio, un ottimo
strumento per arginare o addirittura eliminare problemi di questo tipo,
ma nella fattispecie la Regione Piemonte si sta già impegnando
in questa direzione con una serie di iniziative particolari tra le quali
va senz'altro ricordato RUPAR 2 Wi-Pie (Wireless Piemonte).
Come le accennavo prima anche su questo tema la Regione ha predisposto
un tavolo di consultazione e confronto in cui si inserisce, in senso ampio,
anche il tavolo sulla Rete Metropolitana di Torino.
Nello specifico il Laboratorio è stato interpellato anche sulla
tematica del digital divide, ma si tratta comunque di due progetti con
due finalità differenti: da una parte Wi-Pie, che si propone la
diffusione della banda larga in Piemonte con la realizzazione di una grande
dorsale in fibra ottica e la diffusione capillare del segnale attraverso
condotte o ponti Wi-max e Wi-fi, e dall'altra la sperimentazione su contesto
urbano di particolari tecnologie senza fili che punta non tanto a sopperire
alla mancanza di collegamento veloce, quanto a consentire nuove opportunità
e servizi, in primo luogo la mobilità.
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