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Rapporto Assinform: l'Italia torna a investire in innovazione

del 12/10/2006

"Forse non siamo ancora all'uscita del tunnel, ma almeno se ne intravede la luce. Nel primo semestre 2006 sono cresciuti Pil, investimenti fissi, investimenti in nuovi macchinari e attrezzature. Ma soprattutto è cresciuta l'Information Technology, fattore che, dopo anni di trend negativo, costituisce un segnale di novità da non sottovalutare in questa fase moderatamente positiva dell'economia italiana in cui ci giochiamo le possibilità competitive e di sviluppo dei prossimi anni." E' questo il messaggio entro cui il Presidente di Aitech-Assinform, Ennio Lucarelli, ha voluto inquadrare i dati emersi dal Rapporto Assinform sul primo semestre 2006 presentati lo scorso 2 ottobre a Milano.

I dati nel dettaglio

Nel primo semestre 2006, il mercato aggregato (informatica + telecomunicazioni) ha raggiunto i 31.708 milioni di Euro, con un incremento dello 0,8% rispetto al primo semestre dell'anno scorso.

TELECOMUNICAZIONI +0,6%
Nel primo semestre 2006, il mercato italiano delle telecomunicazioni (infrastrutture, terminali e servizi) ha raggiunto i 21.950 milioni di euro, evidenziando un rallentamento della progressione avvenuta negli ultimi anni.
Calano anche gli investimenti in infrastrutture. Gli investimenti sono risultati pari a 2.290 milioni di Euro, in calo del 4,4% rispetto al periodo corrispondente dell'anno precedente.
Per contro la domanda di terminali fissi e mobili è risultata pari a 2.510 milioni, con una dinamica apprezzabile (+6,6%). Positivo anche il fatto che alla buona dinamica abbiano contribuito quasi in pari misura sia i terminali fissi (1.110 milioni, +6,2%) che quelli mobili (cellulari, 1400 milioni, +6,9%).
Minori costi per i cittadini - L'effetto combinato della maturità del mercato e dei provvedimenti tariffari dell'Authority sulle connessioni fisso-mobile, si è tradotto in una riduzione della spesa per la fruizione dei servizi. Nel primo semestre 2006, i servizi di telecomunicazione si sono infatti attestati a quota 17.150 milioni, mostrando una crescita molto modesta (+0,5 %), quando ancora del primo semestre dell'anno prima crescevano del 3,9%.
Più in particolare si è dimezzata la spinta dei servizi mobili: è calata la spesa media mensile per singolo utente (pari a 31,5 Euro contro i 32,1 dell'anno prima), anche se (nota positiva) la componente di servizi a valore aggiunto è cresciuta del 20%, raggiungendo un'incidenza del 23%
I servizi su rete fissa, sono calati dello 0,9%. La componente voce è risultata di 7.015 milioni (-2,4%), mentre la restante componente, relativa ai servizi a valore aggiunto, ha raggiunto i 1.695 milioni, con una crescita pari al 5,9%, apprezzabile, ma comunque non sufficiente a compensare il calo sul fronte voce.
A contenere la flessione dei servizi su rete fissa hanno sicuramente contribuito in misura apprezzabile le connessioni Internet a banda larga. Queste ultime sono passate dai 5,5 milioni di utenze attive del primo semestre del 2005 ai 7,5 milioni e più del primo semestre del 2006, con una progressione del 37,2%, sicuramente apprezzabile ai fini degli sviluppi di nuovi servizi alle famiglie e alle imprese.

INFORMATICA: + 1,1%
Nel primo semestre 2006, il mercato dell'informatica è cresciuto dell'1,1%, a quota 9.758 milioni, anche per effetto della lieve ripresa congiunturale.
La crescita del 2,9% in valore del mercato dell'hardware sintetizza una buona progressione in volumi e un continuo calo dei prezzi unitari. Le vendite in unità, sempre nel primo semestre 2006, sono cresciute del 12,7% per i personal computer (PC) e del 3,5% per i server di media potenza. La quota di mercato dei portatili a fine semestre è risultata pari al 52,2% in unità, e quindi doppia rispetto a due anni fa.
L'andamento delle componenti chiave del mercato dell'informatica, quello del software e dei servizi, pari nell'insieme a 6.605 milioni di Euro (67,7% dell'intero mercato dell'informatica), ha fatto segnare una crescita dello 0,6%. Delle due componenti, quella del software, pari a 1.918 milioni, è cresciuta dell' 1,7%, mentre quella dei servizi, pari a 4.687 milioni è aumentata solo dello 0,2%, ma si distacca la crescita dei servizi in outsourcing +2,5% che, rappresentano spesso la più razionale alternativa all'investimento interno in risorse e competenze IT.

Il commento del Presidente Lucarelli

Chiuso il 2005 con un aumento dello 0,9%, l'IT ha continuato la risalita facendo registrare alla fine del primo semestre 2006 una crescita dell'1,1%, pari a 9.758 milioni di euro di fatturato. Anche per le telecomunicazioni continua il trend di crescita, con ritmi sempre elevati per gli utilizzi (come per le connessioni a banda larga cresciute del 37%) meno sostenuti per il fatturato (+0,6%) dovuto alla diminuzione delle tariffe.
Se pur ancora distante dal trend mondiale che vede l'Information Technology alla testa del nuovo ciclo di espansione economica, con tassi medi di crescita che superano il 5% annuo, l'Italia sembra voler cogliere il momento favorevole. A guidare la domanda d'informatica, oltre al mercato delle famiglie, in netta crescita, vi sono i settori più legati ai servizi, come banche, assicurazioni, grande distribuzione, ma è tornata a investire anche la media impresa. Continua invece la frenata delle piccole imprese e della Pubblica Amministrazione centrale, che risente dei pensanti tagli subiti con le passate leggi finanziarie. Non così la PA locale la cui domanda è tuttavia assorbita in misura crescente, fino ormai a coprirne oltre la metà, dalle società d'informatica controllate da Regioni e altri Enti Locali e sostenute dal ricorso sempre più spinto ai contratti in house.

Secondo il presidente di Aitech-Assinform, ora è il momento delle scelte di fondo per consolidare la ripresa: "Per risanare la finanza pubblica occorre ridurre inefficienze, diseconomie, sprechi, monopoli, interventi nei quali l'Information Technology va chiamato a giocare un ruolo fondamentale di razionalizzazione. Inoltre per creare le condizioni di una nuova fase di sviluppo, bisogna operare scelte politiche a favore della concorrenza e della trasparenza di regole e ruoli. Da una parte la domanda pubblica deve tornare ad avere una funzione di stimolo e qualificazione dell'offerta dall'altra le imprese IT vanno chiamate a investire in servizi e infrastrutture che servono all'innovazione del Paese, secondo chiare modalità, in cui il pubblico regola e controlla, mentre il settore delle imprese investe, rischia, ma si rafforza e cresce in qualità, oltre a rendere migliori prodotti e servizi".

Approfondimenti

Scarica il comunicato AITech-Assinform

 
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