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| Conservare
il digitale |
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del
28/09/2006
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Le
potenzialità del digitale per l'archiviazione dei dati nell'ambito
della pubblica amministrazione: Ulss 8 di Asolo, in collaborazione con
il Politecnico di Milano, organizza un convegno il 29 settembre. Un confronto
internazionale che, a partire dal contesto normativo, affronta tutti i
complessi aspetti - organizzativi, di gestione, di opportunità
- di questo innovativo processo ancora tutto da sperimentare.
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Premessa
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La
conservazione digitale è il processo.... finalizzato a rendere
non deteriorabile e quindi disponibile nel tempo, in tutta la sua integrità
ed autenticità, un documento. E' sempre generato da documenti digitali,
opportunamente differenziati per la loro tipologia d'origine (fonte
CNIPA).
Se la Biblioteca
di Alessandria non fosse andata distrutta da un incendio e più
di cinquecentomila testi antichi non fossero andati perduti probabilmente
la nostra civiltà, la nostra vita, sarebbe stata diversa. Il riferimento
all'opportunità di conservare il nostro patrimonio culturale non
è casuale nella promozione di questo incontro di lavoro: le esperienze
più significativa di conservazione digitale si hanno negli archivi
di stato o nelle biblioteche nazionali. Oggi le possibilità di
conservare documenti e informazioni sono infinitamente maggiori, ma si
apre anche il dilemma digitale: quanto sono affidabili le nuove tecnologie
per consegnare la memoria del presente alle generazioni future?
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Ambiti
dell'incontro
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La
risposta, in questo caso, è affidata ad esperti internazionali
che si alterneranno sul tema della conservazione digitale, uno strumento
potente sul piano dell'archiviazione di quantità di documenti,
della consultazione locale e remota e della elaborazione dei dati nel
tempo. Tenteranno una risposta ai nuovi problemi che esso comporta: la
sicurezza nella conservazione e nella consultazione, la stabilità
dei supporti di archiviazione, l'accessibilità ai dati nel tempo
nonostante la continua evoluzione dei sistemi operativi, il pericolo della
manipolazione e della corruzione dei documenti digitali.
Ad organizzare
l'appuntamento l'Ulss
8 di Asolo e il Politecnico
di Milano. I due enti collaborano da tempo sul fronte del digitale
e con questo Convegno intendono proporre un discussione concreta, non
teorica, su problemi che per la pubblica amministrazione, per centri di
formazione, per istituzioni culturali e sociali, sono ormai quotidiani.
La crescente quantità di informazioni in formato elettronico ha
concentrato l'attenzione su nuove opportunità e su nuovi fattori
di rischio, in particolare il problema dell'obsolescenza.
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Non
solo cultura
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Presenti
diverse Istituzioni mondiali dalla Banca mondiale di Washington all'Istituto
McLuhan, dalla Unione europea a università come la British Columbia,
l'Università di Glasgow e di Urbino, centri di archivistica come
la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Biblioteca di Vienna e la Biblioteca
Nazionale. Questo invita a riflettere sull'enorme potenziale di applicabilità
di questo processo che ancora, tuttavia, stenta a diffondersi in modo
capillare, nonostante gli indiscutibili vantaggi.
In questo
senso il progetto condotto dall'Azienda sanitaria ULSS 8 di Asolo è
indicativo: un archivio unico che oltre a raccogliere undici chilometri
di documenti cartacei, immagazzina in formato digitale cartelle cliniche,
referti, immagini radiologiche a partire del 2002 e digitalizza tutti
i documenti storici dal 1600 in poi delle strutture sanitarie del territorio.
Questa esperienza ha condotto l'Ulss 8 ad affrontare il tema del digitale
e infine a portare ad Asolo i maggiori esperti mondiali per individuare
le soluzioni più avanzate nella conservazione digitale. Un primo
passo verso quelle coalizioni tra biblioteche e archivi, comunità
di ricerca ed enti commerciali che da più parti vengono indicate
come la scelta migliore per la conservazione delle memorie digitali.
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Archivio
centrale: accesso unico, migliaia di informazioni
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Nell'archivio
unico viene inserita tutta la documentazione sanitaria ed amministrativa,
sia la parte storica, sia la parte corrente derivante dalla normale attività
aziendale.
La documentazione da trasferire nell'Archivio centralizzato, depositata
in 27 vecchi archivi (di cui è stata disposta la chiusura), aveva
una consistenza pari a 10.800 metri lineari.
Il
trasferimento dei documenti nell'Archivio unico è stato preceduto
da una serie di operazioni miranti alla salvaguardia del materiale: tutti
i contenitori (faldoni) sono stati catalogati ed etichettati e le informazioni
di ciascuno (tipo documentazione, anno, uffico/reparto, numero cartella/fascicolo,
oggetto, etc..) trasferite in apposito programma software che ha permesso
la generazione di etichette individuali a lettura ottica; ciascun contenitore
è stato poi cellofanato per garantire integrità durante
il trasporto e migliore conservazione contro deposito di polvere in archivio,
ecc..
Nel nuovo Archivio è stata registrata la posizione assegnata ad
ogni contenitore trasferito, utilizzando dei computer palmari e la radiofrequenza
per la lettura dei codici a barre dell'etichetta e per l'aggiornamento
della banca dati dell'Archivio.
Tutti i documenti
conferiti nell'archivio centralizzato, grazie all'introduzione di procedure
di catalogazione ICT, possono essere in ogni momento facilmente reperiti
per qualsiasi esigenza di consultazione. Per facilitare le operazioni
di reperimento sono state sviluppate specifiche funzioni di ricerca nella
banca dati delle singole sezioni di archivio: sezione cartelle cliniche,
sezione documenti sanitari, sezione documenti amministrativi, sezione
storica d'archivio, sezione di deposito dei documenti in attesa delle
operazioni di scarto. La procedura permette anche di gestire il "processo
produttivo" dell'Archivio cartaceo dando conto in ogni momento dello
stato e delle modalità di utilizzo degli spazi di deposito.
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La
gestione
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La
gestione dell'Archivio centralizzato è stata affidata ad una società
privata in possesso di specifico know-how e le attività sono state
puntualmente disciplinate da appositi regolamenti: progetto per la realizzazione
dell'archivio, regolamento per la gestione dell'archivio centralizzato,
protocollo per la sicurezza.
Le principali
attività svolte dall'Archivio sono:
La gestione dell'archivio fisico - riguarda la documentazione amministrativa
e sanitaria (classificazione, ritiro, allocazione e custodia); sono comprese
anche le eventuali richieste di documenti in originale.
L'archiviazione digitale - riguarda le cartelle cliniche. La digitalizzazione
avviene in modo sistematico per le cartelle cliniche correnti a far data
dal 2002 e, on-demand, per le cartelle cliniche relative al periodo antecedente
al 2002;
La gestione del sistema per la consultazione on-line - le cartelle cliniche
digitalizzate sono disponibili per la consultazione(tramite la rete intranet
aziendale) da parte di tutti i reparti ospedalieri;
La gestione web-cam - per le consultazione e la riproduzione dei documenti
amministrativi.
La conversione e la sostituzione nel digitale dei documenti clinici in
microfilm - questa funzione viene assolta per le cartelle cliniche microfilmate
nel biennio 1984 / 1985.

Dai
presidi ospedalieri vengono prelevate periodicamente le cartelle cliniche
da prendere in carico; successivamente le stesse vengono sottoposte al
processo di digitalizzazione ed infine vengono archiviate. Le immagini
digitali, dopo la validazione, vengono registrate su un data base server
e rese disponibili per la consultazione on-line da parte del personale
sanitario (medici e capisala) dell'ospedale. E' prevista anche analogo
trattamento per le cartelle cliniche del periodo dal 1919 (l'anno più
vecchio di conservazione) al 2002 che, a qualsiasi titolo, sono oggetto
di richiesta di consultazione o di riproduzione.
Ciò evidenzia che, tranne per l'ipotesi di disponibilità
dell'originale richiesto dall'Autorità giudiziaria ed altri casi
del genere, la cartella clinica nel suo "originale cartaceo"
non conoscerà più movimentazioni / utilizzi esterni alla
struttura archivistica.
Per
soddisfare richieste urgenti è prevista l'attivazione di un servizio
di pronta disponibilità nell'Archivio, con copertura del servizio
da parte di personale sulle 24 ore e per tutti i giorni dell'anno, per
rendere fruibili in linea cartelle cliniche ancora non digitalizzate.
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La
sicurezza
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La
struttura e l'attività del nuovo Archivio sono protette da alcuni
sistemi di sicurezza con soluzioni di tipo organizzativo e tecnologico:
Soluzioni organizzative:
- Ingresso
locali d'archivio: l'accesso viene autorizzato da personale dell'archivio
che opera
- Accesso
ai documenti: solo alcuni operatori possono accedere ai locali nei quali
sono conservati i documenti: essi dispongono di apposito badge che viene
letto da dispositivo collocato sulla porta d'ingresso e ne autorizza
l'ingresso.
- Video
sorveglianza aree esterne.
Soluzioni tecnologiche:
- Backup
dei dati: per garantire la salvaguardia dei dati aggiornati, vengono
eseguiti dei backup giornalieri dei data-base su unità nastro
(DAT); le immagini delle cartelle cliniche vengono archiviate su supporto
ottico in duplice copia e conservate in armadi ignifughi in locali diversi
e distanti tra loro.
- Sistema
di Firewall: dispositivo di protezione del sistema informatico da tentativi
di intrusione non autorizzati.
- Rete Wireless:
la rete wireless, installata all'interno dell'archivio utilizzata per
la comunicazione con i sistemi di elaborazione palmari, è protetta
e cifrata.
- Sistema
Antivirus: è previsto un sistema antivirus installato su ogni
postazione del back-office che viene regolarmente aggiornato.
Per ciò
che riguarda la sicurezza informatica nella gestione delle cartelle cliniche,
sono state definite soluzioni sia per gli aspetti relativi alla integrità
dei dati che alla loro riservatezza:
- Identificazione
degli utenti: l'accesso al sistema avviene con un normale browser internet,
il login al sistema è garantito mediante l'inserimento di userid,
password e di una smartcard.
- Log degli
accessi: tutte le attività effettuate dagli utenti all'interno
del software vengono registrate ed archiviate in un data-base. E' possibile
interrogare il sistema per visualizzazione il file di log e verificare
gli accessi effettuati nel sistema, le operazioni effettuate ed i documenti
visualizzati.
- Cifratura
delle trasmissioni: l'accesso al sistema di gestione delle cartelle
cliniche avviene esclusivamente tramite browser su connessione protetta
SSL. Tutti i dati scambiati tra il browser e il server web sono cifrati.
L'utente che si connette può assicurarsi dell'autenticità
del sito web visionando il certificato digitale del server.
- Cifratura
dei dati su disco: i dati relativi alle immagini delle cartelle cliniche
sono cifrati su disco e sono inaccessibili anche al personale addetto
alla gestione del sistema.
- Sistemi
Informativi Ridondanti: per aumentare le prestazioni del sistema ma
soprattutto la tolleranza ai guasti, sono predisposti due Server Web
gemelli, sia nella configurazione hardware che software, che costituiscono
un Cluster di bilanciamento di rete. Il Middle-End, che ha il compito
di servire le richieste effettuate al Database e memorizzare i documenti,
inoltre implementa un'architettura di tolleranza ai guasti che consiste
in un Cluster di Server composto da 2 nodi con memoria condivisa.
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| Approfondimenti
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"Conservare
il digitale: un confronto internazionale", il 29 e 30 settembre
ad Asolo
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| news |
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