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ne
parliamo con
Da
piccolo progetto a successo internazionale
Ne
parliamo con
Rossella
Caffo
- Direttore della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea , Coordinatore
del Progetto MINERVA e membro dell'NRG
del
28/09/2006
Il
progetto si è concluso lo scorso gennaio. Quali sono i risultati
raggiunti in questi anni di attività?
Il
progetto MINERVA e la sua estensione MINERVAplus nei loro quasi quattro
anni di attività hanno portato a risultati, definiti dagli stessi
rappresentanti della Commissione europea, ben oltre le aspettative. Nel
corso della sua attività il progetto MINERVA ha prodotto importanti
e tangibili risultati: ha costituito una rete di centinaia di referenti
europei di digitalizzazione, ha promosso l'integrazione nella rete dei
nuovi Stati Membri, insieme a Israele e Russia, già prima del loro
ingresso nell'Unione Europea, ha avviato la pubblicazione del volume "Coordinating
digitisation in Europe: progress report of the National Representatives
Group", la relazione annuale sullo stato della digitalizzazione
del patrimonio culturale nell'Unione Europea. Tra le pubblicazioni di
carattere manualistico si possono citare gli strumenti per la comunicazione
web culturale di qualità, vale a dire il Manuale per la qualità
dei siti Web pubblici culturali, i 10 principi per la qualità
di un sito web culturale e il relativo Manuale di applicazione,
Museo & Web, il kit di progettazione di un sito web di qualità
di un museo medio-piccolo; mentre il tema della digitalizzazione in
senso stretto è affrontato con diversi gradi di approfondimento
dal Manuale di buone pratiche per la digitalizzazione del patrimonio
culturale e dalle Linee guida tecniche per i programmi di creazione
di contenuti culturali digitali. Tutte queste pubblicazioni sono state
distribuite a stampa e attraverso la rete, e i risultati sono stati impressionanti:
ad esempio, il solo manuale di buone pratiche è stato scaricato,
in tutte le sue versioni nazionali, circa 60.000 volte. Non è azzardato
dunque parlare di diverse centinaia di migliaia di prodotti MINERVA distribuiti
alle istituzioni culturali europee e non solo.
Infine, i risultati raggiunti da MINERVA hanno condotto all'elaborazione
di altri progetti: MINERVA eC, che ne proseguirà le attività
sino al 2008, MEDCULT, che si sta occupando della diffusione nei paesi
di lingua araba dei prodotti per la qualità del web, e soprattutto
MICHAEL e MICHAELplus, che stanno elaborando un portale multilingua delle
collezioni culturali digitali di 14 paesi europei.
Quali
sono le caratteristiche proprie del settore culturale che hanno
reso necessaria la definizione di regole e linee guida specifiche
per una presenza sul web.
Il
modello MINERVA per la qualità dei siti web culturali si basa su
due pilastri fondamentali: l'accessibilità e la qualità
dei contenuti. L'accessibilità dei siti web pubblici è definita
in Italia dalla legge n. 4 del 9 gennaio 2004, che nel decreto ministeriale
dell'8 luglio 2005 fissa 22 requisiti tecnici delle applicazioni basate
su tecnologie internet. Se l'accessibilità è una caratteristica
imprescindibile, il modello MINERVA per la qualità dei contenuti,
propone linee guida e principi adeguati alle esigenze e alle richieste
della nuova società dell'informazione e della conoscenza, senza
perdere, ma piuttosto esaltando quei principi fondamentali di tutela,
conservazione e valorizzazione del patrimonio che costituiscono la missione
propria della loro azione e, d'altra parte, riconoscere nello strumento
tecnologico un nuovo e potente mezzo per la diffusione della conoscenza
di tale patrimonio, diffusione che costituisce essa stessa mezzo per l'educazione
e, in via indiretta, per la protezione dei beni culturali. Da questo atteggiamento
è derivata la formulazione di 12 obiettivi di un sito web culturale
presentati ed analizzati nel "Manuale per la qualità dei siti
web pubblici culturali". Gli obiettivi sono: rappresentare l'identità
del soggetto culturale pubblico; rendere trasparente l'attività
del soggetto culturale pubblico, rendere trasparenti gli obiettivi del
sito web, svolgere un ruolo efficace nei network di settore, presentare
norme e standard di settore, diffondere contenuti culturali, sostenere
il turismo culturale, offrire servizi didattici, offrire servizi per la
ricerca scientifica, offrire servizi ai professionisti del settore, offrire
servizi per le prenotazioni e gli acquisti, promuovere comunità
telematiche di settore.
Per fissare dei principi di qualità dei contenuti sono stati elaborati
nel Manuale dei modelli di applicazione di ogni obiettivo per otto categorie
culturali individuate: archivi, biblioteche, patrimonio culturale diffuso
sul territorio, musei, uffici di gestione e tutela, centri di ricerca
e formazione, progetti culturali, eventi temporanei.
Quali
sono le principali difficoltà incontrate nello sviluppo del
progetto sia per quel che riguarda la fase di raccolta delle informazioni
sia rispetto all'attività di coordinamento dei gruppi di
lavoro di ogni Paese?
Le
maggiori difficoltà incontrate sono quelle già identificate
dai principi di Lund, vale a dire la frammentarietà delle iniziative
di digitalizzazione, troppo spesso di piccole dimensioni e non inserite
in programmi coerenti, la scarsità di investimenti nel settore,
la questione dell'interoperabilità dei sistemi. Tutti argomenti
cui MINERVA ha cominciato a dare un contributo concreto. Le difficoltà
di coordinamento con gli altri paesi sono state relative dal momento che
i problemi che ho elencato sono condivisi da tutti. Ad ogni modo, MINERVA
ha sempre lavorato cercando di elaborare un punto di vista sulla digitalizzazione
che fosse condiviso a livello europeo; solo in qualche caso è stato
opportuno affiancare alla pubblicazione principale un'altra versione che
fosse più aderente al panorama nazionale. Ad esempio, l'edizione
italiana del Manuale per la qualità dei siti web culturali pubblica
anche il testo della c.d. legge Stanca sull'accessibilità delle
applicazioni web.
Si
parla delle ontologie e del web semantico come scenario prossimo
dei beni culturali. Quali sono le prospettive?
Condividere
la conoscenza sul web significa poter disporre di strumenti e tecnologie
che consentano di esprimere i contenuti, strutturarli e presentarli in
modo adeguato, rendendone esplicita la semantica e consentendo la fruizione
dell'informazione a tutti, indipendentemente dal particolare retroterra
culturale e dal contesto tecnologico. Nel settore dei beni culturali,
in cui coesistono tradizioni e impostazioni culturali ben radicate e difficilmente
modificabili, è importante raggiungere l'interoperabilità
semantica, abbattendo le differenze culturali, senza imporre a nessuno
di rinunciare alle proprie. Il web semantico persegue l'obiettivo di realizzare
un Web in cui assume grande rilevanza l'interazione tra macchine, e le
informazioni, arricchite da metadati, possono essere utilizzate in maniera
più efficace da agenti software intelligenti. Un problema rilevante
nel considerare l'interoperabilità semantica è costituito
dall'armonizzazione degli schemi descrittivi e delle ontologie, due aspetti
fortemente interconnessi. L'interoperabilità semantica tra collezioni
non può essere affrontata semplicemente trovando degli equivalenti
terminologici, impresa peraltro già non semplice, ma deve tener
conto di come una determinata organizzazione dei concetti può essere
tradotta verso uno specifico schema di rappresentazione.
Qual
è stato il ruolo del gruppo di lavoro italiano all'interno
del progetto e soprattutto quali sono i numeri e anche i contenuti
relativi alla presenza web delle istituzioni culturali del nostro
Paese?
Il
Ministero italiano ha svolto efficacemente il ruolo di coordinatore non
solo nel primo progetto MINERVA, ma anche nella sua estensione MINERVAplus.
Questa capacità è ampiamente riconosciuta dagli altri stati
che hanno affidato all'Italia anche il coordinamento di MINERVA eC, e
del progetto MICHAEL, il portale multilingua delle collezioni digitali
europee.
Gli esperti italiani, provenienti dai vari settori del Ministero (archivisti,
bibliotecari, storici dell'arte, archeologi, architetti) nonché
da università ed enti di ricerca, dalle Regioni, da società
private e dal CNIPA, sono presenti in tutti i gruppi di lavoro europei
e ciascuno di loro ha fornito un prezioso contributo, a testimonianza
dell'alto profilo professionale che è stato raggiunto in Italia
nell'ambito della digitalizzazione. Essi hanno portato all'elaborazione
dei principali testi di MINERVA, dal Manuale per la qualità dei
siti web culturali alle linee guida tecniche per la digitalizzazione,
curando in alcuni casi anche le rispettive versioni italiane. Invece,
per quanto concerne la presenza delle istituzioni culturali italiane nel
web, il panorama che è emerso in questi anni di lavoro è
quanto mai vario. Vi sono punte di eccellenza ma anche siti web da dimenticare,
che non comunicano efficacemente il ruolo dell'istituzione che lo ha prodotto
e il patrimonio che essa tutela. Ad ogni modo la cultura del web sta crescendo
insieme alla consapevolezza che la presenza del patrimonio culturale in
rete non ne pregiudica, come qualcuno ancora pensa, la fruizione diretta
ma la incentiva.
E
il Ministero come si è mosso in tal senso?
Ha
fatto propri gli strumenti elaborati da MINERVA per la qualità
dei siti web culturali e li ha diffusi presso tutti gli uffici di sua
dipendenza, incentivando le centinaia e centinaia di soprintendenze, musei,
archivi, biblioteche ad essere presenti in rete e a fornire, tramite il
proprio sito web, sempre più servizi agli utenti (direttiva
MiBAC 9.11.2005). Per dare un sostegno concreto a queste istituzioni
è stato anche varato l'OTEBAC, l'Osservatorio tecnologico per i
beni e le attività culturali. MINERVA ha prodotto anche uno strumento
molto pratico per quei musei (ma è valido anche per altri tipi
di istituzioni culturali) che non hanno fondi o professionalità
per implementare un proprio sito web: Museo & Web. Si tratta di un
kit di progettazione di un sito web museale, utilizzabile sia nella sua
forma statica che in quella dinamica (è dotato infatti di un Content
Management System scaricabile dal sito del progetto), che ha permesso
a molti esperti di beni culturali, ma non necessariamente di web informatica,
di provare a cimentarsi con la costruzione di un sito web per scoprirne
le potenzialità comunicative. Non a caso Museo & Web affronta
non solo questioni di carattere tecnico, ma anche e soprattutto di contenuto,
ribadendo il fatto che un sito web di qualità non è un sito
ricco di effetti speciali ma di informazioni e servizi per l'utente.
Ma
da un punto di vista delle istituzioni coinvolte qual è stata
la risposta?
La
risposta delle istituzioni coinvolte è stata sempre più
entusiastica via via che i risultati del progetto erano evidenti. Il primo
progetto MINERVA è partito con soli 7 partner e grazie ai loro
sforzi la rete si è allargata sino a comprendere tutti e 25 gli
Stati Membri più Russia e Israele. Al momento in MINERVA eC, oltre
ai 20 ministeri che ne sono partner, si sono aggiunte in cordata ben 138
istituzioni culturali europee afferenti ai veri settori del patrimonio.
Tra l'altro, gli esperti che partecipano ai gruppi di lavoro di MINERVA
provengono da istituzioni culturali pubbliche e private di vario tipo,
non solo dal Ministero. Infine, bisogna ricordare che in alcuni paesi
europei, sotto l'egida di MINERVA e grazie ai suoi risultati, sono stati
avviati dai rispettivi Ministeri programmi nazionali riguardanti la digitalizzazione
del patrimonio culturale.
Qual
è lo scenario futuro ipotizzato soprattutto in considerazione
dell'i2010 dell'UE?
L'iniziativa
ì2010 ha senza dubbio contribuito ad accelerare il dibattito sulle
digital libraries e sul come dovrebbe essere la biblioteca digitale europea.
Nella raccomandazione che la Commissione europea ha prodotto alla fine
di agosto sulla digitalizzazione e l'accessibilità on line del
materiale culturale e sulla conservazione digitale si asserisce, giustamente,
che la Biblioteca Digitale Europea dovrà comprendere non solo testi,
ma anche tutti quegli oggetti digitali di varia natura custoditi presso
musei, archivi, siti archeologici ecc. In più, nelle premesse di
questa raccomandazione, viene espressamente citato il progetto MICHAEL
come uno degli esempi di digital library europea già in atto. MICHAEL
infatti, il cui portale multilingue sarà ufficialmente presentato
il 4 e 5 dicembre prossimi a Roma nel corso di una conferenza internazionale,
sta già da qualche anno lavorando nella direzione tracciata da
i2010.
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