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Ricerca
2006 sulla sicurezza IT : i nuovi rischi e le priorità di intervento
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Accenture,
in collaborazione con InformationWeek, ha recentemente completato l'annuale
ricerca sulla sicurezza. Lo studio 2006, intitolato "InformationWeek
Research's Global Security Survey 2006 " analizza lo stato dell'arte
e le linee evolutive caratterizzanti il panorama internazionale della
sicurezza IT. La ricerca, ormai giunta al nono anno, indica come il livello
di rischio rimanga elevato, nonostante i passi avanti compiuti sul fronte
della prevenzione e del controllo. In Italia il 66% degli intervistati
dichiara di sentirsi più vulnerabile agli attacchi alla sicurezza
rispetto allo scorso anno. Tra le priorità di intervento indicate,
vi sono una maggiore consapevolezza degli utenti, l'applicazione delle
policy di sicurezza ed il controllo dei sistemi di accesso.
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Maggiore
confidenza con la sicurezza per il privato ma anche per le PA
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La
ricerca del 2006 analizza gli investimenti in sicurezza e le priorità
di intervento segnalate da oltre 2000 professionisti, impegnati nella
gestione della sicurezza IT nell'ambito di organizzazioni pubbliche e
private di 8 paesi, tra cui gli Stati Uniti, l'India, la Cina, l'Italia
e la Francia.
Lo studio ha rilevato un incremento nel livello di confidenza verso gli
strumenti di sicurezza, tanto che rispetto allo scorso anno quasi la metà
degli intervistati si ritiene meno esposta, e solo l'11% si sente più
vulnerabile.
D'altra parte la natura delle minacce sta cambiando, e il rischio è
sempre più legato alla protezione dei dati. Ciò è
vero in particolare per il settore pubblico, dove la sicurezza informatica
rimane un fattore fondamentale nel processo di digitalizzazione dei servizi
per i cittadini e le imprese. E difatti se in passato la principale preoccupazione
era la difesa del perimetro della rete aziendale, oggi gli intervistati
segnalano che gli "attacchi" più frequenti riguardano
il furto d'identità, la proprietà intellettuale e l'accesso
ad informazioni confidenziali. La vulnerabilità delle risorse di
rete e applicazioni rimane un tema attuale, ma in misura significativamente
ridotta rispetto al passato.
Nelle aziende e nelle amministrazioni in cui si rileva una maggior fiducia
verso le tecnologie di sicurezza, si riscontra l'adozione in modo industrializzato
di strumenti e processi per proteggere i sistemi, e parallelamente l'uso
di sistemi di controllo degli accessi.
Per citare un noto esempio su larga scala, negli Stati Uniti è
stata realizzata l'iniziativa US-VISIT per rafforzare la sicurezza dei
confini e riconciliare gli ingressi e le uscite dei visitatori non americani.
Tale iniziativa, di cui Accenture è il lead contractor, richiede
l'integrazione di sistemi e organizzazioni con policy e regole di accesso
alle informazioni differenti, e allo stesso tempo deve adattarsi a un
contesto tecnologico in rapida evoluzione.
Tuttavia la gestione della sicurezza nel contesto dell'integrazione dei
sistemi informativi dell'azienda con la rete dei partner e dei clienti
rimane tra le sfide maggiori. E di pari passo viene segnalata la necessità
di aumentare la consapevolezza degli utenti, in particolare con formazione
mirata, e l'effettiva applicazione da parte loro delle policy di sicurezza.
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Italia:
alcune specificità
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Sul
fronte degli investimenti la previsione per il prossimo anno, è
di una crescita della spesa per la sicurezza IT. E l'elemento prioritario
in questo caso, seppure con diverse gradazioni dipendenti dalle legislazioni
locali, è il monitoraggio del rispetto della normativa sugli standard
di sicurezza e sulla privacy.
Per quanto
riguarda l'Italia i risultati della ricerca evidenziano alcune specificità.
Rispetto al 2005, infatti, la maggioranza degli intervistati si sente
più vulnerabile e più "a rischio" di fronte ad
eventuali "attacchi". Nello specifico, secondo il 19% del campione
il potenziamento e l'effettiva applicazione delle policy per la sicurezza
rimane la sfida più grande che le organizzazioni devono affrontare.
Il 16% degli intervistati ritiene, invece, che la consapevolezza degli
utenti rispetto alle problematiche legate alla sicurezza sia prioritaria.
Infine, il 12% circa del campione sottolinea la necessità di prevenire
le intrusioni e lamenta l'insufficienza di risorse specializzate.
"Il fatto che il 74% degli intervistati riferisca di aver subito
attacchi tramite virus lo scorso anno (rispetto alla media globale del
66%), e che il 41% del campione dichiari di aver subito il furto delle
credenziali via e-mail è un dato preoccupante" - afferma
Roberto Marinelli, Partner Accenture - "Tale dato - prosegue
Marinelli - andrebbe analizzato con molta attenzione soprattutto in
ambito pubblico, considerando gli attuali scenari e il trend evolutivo
dei servizi e-Government. In tale contesto, se da un lato la nostra ricerca
annuale ha rilevato una forte propensione a favore di una nuova generazione
di servizi in grado di aumentare le opportunità di accesso alla
macchina pubblica, sfruttando in modo coordinato tutti i canali e avviando,
allo stesso tempo, un dialogo più stretto tra le varie istituzioni
locali e quelle centrali, dall'altro si assiste ad una crescente domanda
di sicurezza". "In altre parole, - conclude Marinelli
- la capacità di fornire servizi integrati e coordinati sempre
più ritagliati sulle esigenze di cittadini e imprese, deve essere
associata a precise garanzie di elevati livelli di sicurezza in termini
di riservatezza, integrità, disponibilità e autenticità
dei dati".
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Identity
and Access Management
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Sul
piano dell'efficienza nella gestione della sicurezza, infatti, va anche
indirizzata la necessità di ottimizzare la gestione operativa di
enti pubblici e privati, caratterizzati da strutture complesse, con soluzioni
di Identity and Access Management (IAM).
L'Identity and Access Management (IAM) è una soluzione integrata
che gestisce e controlla l'accesso alle risorse informatiche e ai dati,
non solo attraverso l'uso di nuove tecnologie, ma anche tramite il ridisegno
dei processi e la revisione degli aspetti organizzativi. L'Identity Management
identifica il richiedente, mentre l'Access Management definisce che cosa
può essere fatto, data l'identità. "Una soluzione
di IAM - commenta Francesca Della Mea, Senior Manager Accenture e
responsabile dell'offerta di Security Technologies - richiede un'implementazione
tecnologica, ma questo aspetto è solo una componente dell'intera
soluzione. È necessaria una trasformazione dei processi. Occorre
definire la soluzione in modo da coinvolgere le persone che fanno parte
dell'organizzazione. Questo tipo di soluzione trasforma i processi di
supporto alla gestione delle identità in essere, ad esempio la
definizione dei ruoli e del modello dei permessi di accesso permette la
semplificazione degli accessi utente. Laddove possibile, i processi manuali
sono automatizzati e i processi che si basano sull'IT sono semplificati".
In pratica, un'efficace soluzione di Identity and Access Management favorisce
la gestione efficiente dell'operatività secondo caratteristiche
di flessibilità, elevate capacità di risposta e sicurezza,
ma soprattutto consente di migliorare l'efficienza e l'efficacia del servizio
per gli utenti finali.
"Le nostre esperienze in Belgio ed in Irlanda, per esempio -
conclude Della Mea - vanno proprio in questa direzione. In Belgio abbiamo
affiancato il Governo Federale nella realizzazione del portale federale,disegnato
per essere il punto di contatto di tutte le informazioni, comunicazioni
e transazioni tra il governo del Belgio e i suoi 10 milioni di cittadini,
aziende e altre organizzazioni. L'utente riceve un codice d'identificazione
univoco, che offre accesso ai servizi della pubblica amministrazione belga,
sia che questi siano gestiti dalla struttura federale, da quella regionale
o da quella locale. In Irlanda, dove abbiamo supportato il Dipartimento
delle Entrate nel programma di pagamento/riscossione delle tasse on-line,
sono state usate soluzioni innovative e sicure di autenticazione degli
utenti, che riducono al minimo il rischio legato all'accesso ad informazioni
confidenziali e personali".
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