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9° Rapporto sulle Città digitali

del 14/09/2006

Presentato a Roma il 19 luglio scorso il 9° Rapporto sulle Città digitali realizzato da Rur in collaborazione con il Censis e per conto del Ministero per le riforme e l'innovazione nella pubblica amministrazione. Uno studio che offre un quadro molto dettagliato dell'evoluzione dell'e-government territoriale in Italia.

Il campione e la metodologia

Per valutare lo stato dell'evoluzione tecnologica della pubblica amministrazione a livello territoriale sono stati analizzati 500 siti istituzionali (20 regioni, 102 province, 103 comuni capoluogo di provincia, 92 comuni sopra e 183 sotto i 40 mila abitanti) da cui è emersa una maggiore disponibilità di prestazioni telematiche e una maggiore integrazione fra le stesse rispetto alle precedenti rilevazioni.

I contenuti

L'elemento principale con cui si apre il rapporto è la contraddizione ancora largamente presente nelle modalità di attuazione governo elettronico nel nostro Paese. Accanto a tangibili segni di miglioramento e a veri e propri balzi in avanti, come nel caso della comunicazione istituzionale presente in oltre il 70% dei portali, contro il 40% degli anni passati, si trovano ancora pesanti sacche di arretratezza, presenti, ovviamente, nelle amministrazioni di dimensioni più ridotte, ma non solo. Per fare un esempio basta citare il fatto che meno del 40% dei comuni capoluogo offre un'informazione adeguata per ogni settore di interesse del cittadino.
Risultati questi che non possono lasciare pienamente soddisfatti gli amministratori, né i cittadini, soprattutto a fronte dell'impegno e delle risorse profuse da parte delle amministrazioni.
Altro elemento di contraddizione riguarda invece gli utenti, che non sembrano rispondere pienamente all'offerta di servizi on line avanzati laddove questi siano già stati predisposti, continuando a prediligere le modalità tradizionali di rapporto con l'amministrazione pubblica.
A fronte di una aumentata disponibilità di servizi telematici non corrisponde, quindi, un adeguato aumento dell'utilizzo.

Dall'e-Government all'e-Governance

Tra gli elementi di innovazione evidenziati dall'analisi effettuata da RUR-Censis, particolare rilievo viene dato al tema della rete, inteso non solo come elemento tecnologico, ma soprattutto relazionale.
La stessa direttiva sui servizi on line emanata dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie nel Luglio 2005, ponendo l'accento sulla necessità di un approccio multicanale nell'erogazione dei servizi telematici ai cittadini, sottolinea la necessità di estendere capillarmente a chiunque i vantaggi delle tecnologie digitali.
Lo strumento attraverso cui si esplicita questa relazione digitale ramificata è il portale territoriale (attivato in 10 Regioni su 20), uno strumento che va oltre la classica logica burocratica e si caratterizza per il livello di cooperazione e dialogo tra i diversi attori istituzionali presenti su un territorio.

Ma la qualità rimane lusso di pochi

Il rapporto lamenta una situazione poco felice dal punto di vista dell'attenzione all'utente e alla qualità. Nonostante il Codice dell'amministrazione digitale abbia ribadito l'importanza dell'accessibilità, già materia di una legge del 2004, solo 13 Regioni e poco più del 30% delle Province e dei Comuni capoluoghi hanno realizzato versioni accessibili dei propri portali.
Sul versante open source, invece, cominciano ad essere presenti siti che pubblicano documenti in formato non proprietario (24,3% dei comuni capoluogo, 4 regioni su 20) e cresce l'utilizzo di software open source per la pubblicazione dei siti. Per la prima volta, nei comuni capoluogo, l'utilizzo di sistema operativo open source (nella maggior parte
dei casi si tratta di Linux) supera il 50%.
Dal punto di vista dell'usabilità la classificazione per "eventi della vita" viene utilizzata da meno de 30% dei Comuni, ed anche la pesantezza delle pagine viene raramente presa in considerazione dai gestori dei portali rallentando la navigazione.

Il rating

Come ogni anno, l’indagine sulle Città Digitali in Italia presenta il rating dei siti istituzionali analizzati. La classifica è stilata a partire dai punteggi ottenuti sulle diverse dimensioni di analisi da ciascuno dei siti web. Incide sul punteggio finale di rating anche un valore detto di “stabilità” che premia i siti che negli anni hanno mantenuto posizioni elevate all’interno della classifica.
Quest'anno è ancora la Regione Liguria ad ottenere la qualifica di miglior sito regionale, formando insieme alla Toscana e all'Emilia Romagna un "triangolo della qualità" ormai radicato rd arricchito, quest'anno, anche dal Piemonte in netta crescita. Per quanto riguarda i comuni Bologna e Torino sono, come sempre, ai vertici del rating e particolare rilevo assumono le posizioni di comuni outsider: come Prato, Genova, Sesto San Giovanni, Empoli, Senigallia e Carpi. Tra le province, ai primi posti: Bologna, Milano, Bergamo, Ferrara e Bolzano.

Approfondimenti

Il comunicato stampa e il rapporto

 
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