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Che fine ha fatto la CIE?

del 08/06/2006

Dal 1° giugno 2006, decorsi i termini di legge, è entrato in vigore il Decreto del 9 maggio 2006 che aumenta il costo della Carta di Identità Elettronica da 5 a 30 euro. Mentre l'ANCI sottolinea che le disposizioni fissate dal nuovo decreto sono lesive del diritto del cittadino a ricevere servizi rapidi ed efficienti a costi ragionevoli, si sollevano una serie di questioni legate ai ritardi, alle inefficienze, agli scarsi investimenti e alla mancanza di accordi e di chiarezza su quella che avrebbe dovuto essere la porta di ingresso per fare di ogni italiano un cittadino digitale: la CIE.

Storia della Carta di Identità Elettronica

La Carta d'Identità è il documento di riconoscimento più diffuso nel mondo. Nasce con lo scopo di identificare il cittadino di uno Stato, ma, come previsto dalla nostra legislazione, può diventare anche documento valido per l'espatrio ed essere utilizzato al di fuori dei confini nazionali, sostituendo a tutti gli effetti il passaporto.
Il modello attualmente in uso è quello istituito con Decreto Ministeriale del 27 gennaio 1994, ma la legge Bassanini del 1997, prendendo atto dell'intenzione di molte Amministrazioni Comunali di dotarsi di una carta elettronica per offrire ai propri cittadini particolari servizi, pose le basi per un'evoluzione del documento di identità dando origine all'idea progettuale della Carta di Identità Elettronica (CIE).
Per tutto il 1998, un gruppo di lavoro costituito presso il Dipartimento della Funzione Pubblica discusse cosa dovesse essere la carta d'identità elettronica e a quali modelli organizzativi dovesse ispirarsi, fino all'emanazione del Decreto ministeriale 116/2000 "Regole tecniche e di sicurezza relative alla carta d'identità e al documento d'identità elettronici" e di una numerosa mole Circolari Ministeriali esplicative.
Nel 2001 è iniziata la sperimentazione, suddivisa in due fasi, una di implementazione ed una di consolidamento, al fine individuare i fattori di successo, analizzare le criticità ed adottare le misure correttive necessarie, consolidare l'architettura, gli standard ed il quadro normativo
La prima fase:
Avviata nel 2001;
Creazione dell'infrastruttura di emissione;
Scelti 83 Comuni sperimentatori tra amministrazione di ogni grandezza per analizzare l'impatto in strutture piccole come in organizzazioni complesse;
RISULTATI: Poche CIE emesse (170.000). Scarso impatto per i cittadini.
La seconda fase:
58 Comuni sperimentatori;
Scelti comuni medio piccoli: si rilascia la carta a tutti i cittadini;
I comuni adeguano i propri servizi all'accesso in rete tramite CIE;
Si sperimentano nuovi servizi di autenticazione sul web.

A che punto siamo: la ricerca Link Campus

La CIE materialmente è una smart card ibrida che integra nel supporto in policarbonato una banda a memoria ottica ed un microprocessore. Il motivo della presenza di questa doppia tecnologia dipende da questioni di sicurezza (la banda non consnete manomissione) e di accesso ai servizi on line (il chip può essere letto in maniera semplice ed economica). La sperimentazione dovrebbe terminare entro il 2009 con la distribuzione di 40 milioni di documenti, ma la situazione è tutt'altro che rosea.
Lo scorso 26 maggio presso la sede romana dell'Università Link Campus di Malta, filiazione italiana dell'Ateneo di Stato Maltese, si è svolto il convegno "La Carta d'Identità Elettronica in Italia e in Europa" durante il quale si è fatto il punto della situazione e si sono presentati i risultati di una ricerca condotta dal centro Studi di Alta Tecnologia dell'Ateneo, coordinata dal Professor Pasquale Russo.
Dall'indagine è emerso che su un campione di 106 comuni intervistati, 50 non sono mai partiti con la sperimentazione perché non organizzati per il rilascio, mentre 56 Comuni stanno realmente sperimentando il nuovo documento. I principali problemi riscontrati nel corso delle interviste sono stati:
Problemi con l'allineamento dei codici fiscali (SAIA e INA) e di collegamento con il sito del Ministero dell'Interno.
Hardware non sempre funzionante, software non sempre compatibili e supporti plastici (badge) non sempre conformi all'uso.
La ricerca, tuttavia, sottolinea come, nell'ultimo periodo, siano stati registrati notevoli progressi riguardo i collegamenti con il sito e adeguamenti dei software e degli hardware che hanno permesso, anche attraverso l'utilizzo della modalità di emissione "asincrono", di raggiungre un tempo medio di rilascio della CIE tra gli 8 e i 15 minuti in condizioni normali, contro le oltre 4 ore della modalità di emissione "sincrono" utilizzata nella prima fase di sperimentazione.
In sostanza lo studio ha evidenziato come grandi cambiamenti di tipo organizzativo e culturale che coinvolgono non solo il lato tecnico dell'amministrazione, ma anche quello politico, richiedano tempi molto lunghi, non paragonabili con quelli elettronici ed in particolare con la velocità di evoluzione delle tecnologie. Gli effetti di questa situazione provocano, non solo un inevitabile aumento dei costi diretti, ma generano ulteriori costi e inefficienze.

Le maggiori criticità del progetto

L'organizzazione e i costi di un progetto che si sovrappone ad altri due molto simili, come la Carta Nazionale dei Servizi e la tessera Sanitaria e che non è stato seguito con il giusto coordinamento, facendo collidere troppo spesso le competenze dei diversi Ministeri. Esempio concreto l'approvazione dell'ultima Finanziaria (2006) nella quale è stato inserito un maxi emendamento "nella completa assenza di coinvolgimento del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, il solo, per mandato del Presidente del Consiglio, responsabile della strategia di e-Government" come afferma testualmente un comunicato stampa dell'ex-Ministro Stanca dello scorso 15 Dicembre
L'insieme dei problemi legati alla protezione dei dati personali e delle misure di sicurezza. In particolare l'inserimento di dati biometrici in uno strumento così facile da smarrire ha destato perplessità da parte dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, così come le ipotesi di creazione di banche dati contenenti questo tipo di informazioni. Le misure di sicurezza adottate per gestire il documento di identità cartaceo non sono certamente le stesse necessarie a garantire la sicurezza della CIE.
La mancanza di servizi. Nonostante la popolazione interessata alla sperimentazione si sia dimostrata particolarmente attenta e recettiva nei confronti del nuovo documento, la rete centralizzata del Ministero dell'Interno non è ancora partita. I Comuni minori faticano a realizzare servizi avanzati che richiedono l'uso della CIE, sia per questioni tecnologiche che economiche e quelli di maggiori dimensioni non godono di una diffusione dello strumento CIE tale da giustificare un investimento massiccio in servizi di questo tipo. Risultato: nessuno è partito e la CIE resta un pezzo di plastica identico, dal punto di vista dei servizi a cui dà accesso, al documento cartaceo.
A tutto ciò dal 1° giugno di quest'anno si è aggiunto un aumento dei costi completamente a carico dei cittadini. La CIE è passata da un costo di poco più di 5 euro agli oltre 30 previsti nel Decreto 9 maggio 2006. Costo che rischia di diventare non solo un problema sociale, ma un vero e proprio freno allo sviluppo della Società dell'Informazione, come ci ha spiegato il Sindaco di Imola Massimo Marchignoli "Con una serie di proteste, inoltrate dalla nostra Amministrazione Comunale, dai parlamentari eletti nel nostro territorio, dall'ANCI e dagli altri Comuni che come Imola hanno raggiunto un livello avanzato della sperimentazione, siamo riusciti ad ottenere uno proroga per i Comuni sperimentatori da parte del Ministero che ci consente di non applicare il Decreto".
Insomma un progetto partito con grandi aspettative, che si proponeva di trasformare un documento di identificazione utile ai soli fini di polizia in uno strumento digitale multifunzione che racchiudesse in sé il codice fiscale, la tessera elettorale il chip per l'identificazione ai servizi in rete, una carta valori, e chissà quante altre applicazioni, lasciato abbandonato a se stesso.

Approfondimenti

"CIE: molti ritardi e costi aggiuntivi, ma pochi servizi" un'intervista con Massimo Marchignoli - Sindaco del Comune di Imola

Il portale dell'Università Link Campus di Malta

La normativa relativa alla CIE

 
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