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| Concorrenza
e interoperabilità chiavi dell'SPC | |
del
08/06/2006
| |
"Il più grande e complesso progetto mai definito in Italia nel
campo delle telecomunicazioni nel settore pubblico, che parte dalla necessità
di collegare tra loro con una infrastruttura telematica di alta qualità
tutte le amministrazioni pubbliche, centrali e locali, nonché le loro sedi
all'estero in modo omogeneo, efficiente, veloce e sicuro per realizzare la cooperazione
applicativa e interoperabilità". Con queste parole il Presidente
del CNIPA Livio Zoffoli ha definito il Sistema Pubblico di Connettività
durante il FORUM P.A. 2006, lanciando la proposta di "aprire" a tutti
i cittadini la rete della PA appena giunta alla fase operativa. |
| L'architettura
SPC | |
Ne
abbiamo già parlato diverse volte ma l'SPC ha un'architettura così
complessa che ricordarla certamente non guasta. Innanzitutto perché i riferimenti
normativi sono cambiati ed il dlgs
42, che disciplinava il Sistema, è stato assorbito all'interno
del Codice
dell'Amministrazione Digitale. Ora, dunque, è il dlgs 82 che regola
tutto l'SPC dalla governance fino all'architettura. Il centro di questa architettura
è la logica multi-fornitore ovvero la possibilità di utilizzare
Internet Services Provider diversi, ma tutti qualificati (Q-ISP) per collegarsi
a questa autostrada digitale. A fianco agli ISP privati gli enti locali hanno
chiesto ed ottenuto di poter accreditare anche Community Network pubbliche, qualora
domostrassero di possedere le caratteristiche di qualità necessarie. Accettata
questa logica di apertura del mercato il punto centrale da risolvere era individuare
modello attraverso il quale i fornitori avrebbero dovuto dialogare. Preso come
riferimento la struttura di internet si è, quindi, immaginato un nucleo
centrale di scambio del traffico, un centro stella QXN (Qualified eXchange Network),
che connettesse tutti gli operatori. Infine per completare l'architettura sono
stati inseriti un Centro di Gestione, con compiti di monitoraggio, ed un Nodo
di interconnessione VOIP per collegare i domini VOIP delle diverse amministrazioni.
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| La
gara | | Con
la firma degli accordi quadro da parte delle quattro compagnie telefoniche che
si sono aggiudicate la gara multifornitore il Sistema Pubblico di Connettività
ha raggiunto la fase operativa, dando ufficialmente il via alla realizzazione
dell'infrastruttura ed alla migrazione delle amministrazioni pubbliche dalla RUPA
(Rete Unitaria della PA) all'SPC. La gara per individuare i fornitori di connettività
a livello nazionale è stata divisa in quattro lotti decrescenti, aggiudicati
secondo il criterio del prezzo più vantaggioso. Dei 7 operatori invitati
a partecipare 5 hanno dimostrato di avere i requisiti necessari e 4 raggruppamenti
formati da Fastweb e EDS; Albacom; Wind e Telecom Italia, si sono aggiudicati
la gara. Il prezzo è stato stabilito dall'offerta più bassa alla
quale gli altri fornitori hanno dovuto adeguarsi. Ovviamente,
per consentire a tutti un margine di guadagno, il vincitore dovrà fornire
agli altri provider servizi all'ingrosso. All'interno della stessa gara viene
precisato che i 4 fornitori dovranno, poi, realizzare una società consortile
con il compito di costituire almeno due nodi del QXN distribuiti sul territorio
e possibilmente posizionati sui due nodi centrali che già gestiscono gli
scambi di internet per essere vicini a tutti gli operatori. Con la seconda gara
verranno assegnate le altre due infrastrutture. Il tutto è gestito dalla
Commissione di coordinamento. | |
I
numeri del SPC | |
4
anni di lavoro (iniziato nel 2002 dopo una verifica della RUPA);
7 saggi per 6 mesi per ottenere un modello architetturale;
150 persone per 9 mesi per produrre 12 documenti condivisi utilizzati per creare
consenso ed inquadrare il SPC nel dlgs 42;
10 pareri positivi da 9 organismi per un Decreto Legislativo;
700 voci di prezzo nel listino dei servizi della gara;
4 aggiudicatari su 7 invitati e 5 qualificati;
60% della riduzione costi rispetto al Prezzo Medio Ponderato sulla base d'asta;
4000 euro/mese per IP2mbps della RUPA contro i circa 2.5 gbps dell'SPC;
1,2 miliardi euro consumi massimo presunto per le amministrazioni in 5 anni.
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| A
che punto siamo | | La
parte del SPC in maggiore stato di avanzamento è la RIPA,
la Rete Internazionale della Pubblica Amministrazione che, partita nel 2004, ad
oggi vede connesse le sedi del Ministero della Difesa e degli Affari Esteri. Metà
delle sedi internazionali distribuite su 125 paesi e i 4 mega-nodi di Los Angeles,
Roma, Londra e Hong Kong sono già operativi a tutti gli effetti. "Nel
giro di qualche mese - ha annunciato l'8 maggio scorso a FORUM P.A. Gaspare
Ferraro del CNIPA - chiuderemo le gare per il NIV VOIP, mentre inizieranno
a brevissimo le qualificazioni per il Centro di Gestione e Monitoraggio. Ipotizziamo
che i primi servizi della gara appena conclusa riusciranno ad essere erogati entro
il 2006, anche se la difficoltà maggiore sarà quella di coordinare
e sincronizzare la connettività con le attività del Centro di Gestione.
Tra un anno contiamo di poter avere un SPC funzionante a tutti gli effetti". |
| Il
nuovo sistema federato | |
Il
Sistema Pubblico di Connettività e la RUPA sono infrastrutture simili solo
all'apparenza, così come potrebbero esserlo un'automobile ed una carrozza
a cavalli. Non si tratta infatti di sistemi equivalenti con estensione diversa,
ma di infrastrutture pensate per offrire servizi differenti. Se la RUPA è
una vera infrastruttura di connettività il SPC offre, invece, tutta la
gamma di servizi e di strumenti necessari a realizzare la cooperazione applicativa
e l'interoperabilità. Ciò che cambia, quindi, non è solo
la componente tecnologica, ma la finalità e, in modo particolare, l'organizzazione.
Il SPC è, infatti, un sistema telematico federato, condiviso con le autonomie
locali e governato da un'apposita Commissione di indirizzo, composta da sette
pubbliche amministrazioni centrali definite dalla Presidenza del Consiglio e da
sei pubbliche amministrazioni locali definite dalla Conferenza Unificata. Da questo
punto di vista, dunque, l'SPC dovrebbe rappresentare la concreta attuazione del
principio di collaborazione tra Stato e Autonomie locali, ma la decisione di delegare
la fase di progettazione, realizzazione e avvio del Sistema e delle gare, direttamente
al CNIPA ha sollevato una piccola protesta da parte delle amministrazioni regionali,
che, specie per quanto riguarda la fase di gara, si sono sentite escluse dalle
decisioni finali. La risposta di Emilio Frezza, responsabile dell'area infrastrutture
nazionali condivise del CNIPA è stata: "Quello che abbiamo vissuto
è un imbarazzo momentaneo, ma è indubbio che sarà un percorso
in progess e la commissione di coordinamento è un organo istituzionale
importante. Dobbiamo abituarci a lavorare insieme, a conoscere l'SPC e a condividere
le regole". La cooperazione verticale fra i vari livelli di governo
viene garantita attraverso tre strati. Un primo strato è la base che garantisce
il trasporto e i servizi fondamentali (posta, data center etc.). Su questo poggia
uno strato middleware che rende possibile la predisposizione di applicazioni cooperative;
ed infine il terzo strato è rappresentato dalle applicazioni cooperanti
vere e proprie. Ma è ovvio che senza un impegno concreto da parte di tutte
le amministrazioni e senza la diffusione di cultura che vada in questa direzione,
il modello federato faticherà notevolmente a radicarsi. |
| I
vantaggi concreti | | Con
il Sistema Pubblico di Connettività si avvia un ampio processo di razionalizzazione
e abbattimento dei costi di gestione delle connessioni digitali. L'impegno
del CNIPA ha già realizzato importanti risultati economici. Negli ultimi
6 anni ad esempio la domanda di banda trasmissiva della PA è aumentata
di 20 volte (da 2 Gigabit/secondo del 2000 a 43 nel 2005), mentre il rapporto
fra spesa e banda utilizzata è passato dai 26 milioni di euro per Gigabit/secondo
del 2000 ai 3 milioni di oggi. La gara multifornitore, inoltre, ha aperto il mercato
integrato della Pubblica Amministrazione, facilitando l'avvio di servizi innovativi
e riducendo le spese di connettività tradizionale da un onere di 130 milioni
di € del 2004 a circa 65 milioni di € nel 2007. Tutto ciò
senza contare lo sviluppo futuro impostato sulle tre strutture aggiuntive dell'interoperabilità,
del VoIP e della tecnologia mobile, che in tutto il mondo stanno portando alla
nascita di nuovi modelli di business. Infine il Sistema Pubblico di Connettività,
potrebbe offrire ai cittadini un ultimo vantaggio diretto se venisse veramente
applicato quanto auspicato dal presidente del CNIPA Livio Zoffoli: "Aprire
anche ai cittadini il Sistema Pubblico di Connettività sarà un atto
concreto per ridurre il divario digitale e rendere più facile l'accesso
agli ormai numerosissimi servizi on-line della Pubblica Amministrazione, andando
così a coprire almeno il 60% della popolazione di navigatori, che potrebbero
utilizzare l'enorme disponibilità di banda larga pubblica nelle ore in
cui gli uffici non la usano, ad esempio dalle ore 18 alle 8 del mattino".
La PA, infatti, acquista banda larga a prezzi flat, con una disponibilità
h24, ma la usa, sostanzialmente, dalle 8 alle 18. Mentre i prezzi della connessione
sono calati per le amministrazioni, i cittadini per collegarsi on-line ed accedere
ai servizi di e-Gov, sono ancora costretti a sostenere costi significativi. |
| Approfondimenti
|
L'intervista ad Emilio
Frezza, responsabile dell'area infrastrutture nazionali
condivise del CNIPA
Il numero
speciale del giornale innovazione del CNIPA distribuito a FORUM P.A. 2006
Gli atti del convegno D.1 "Il
Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione e le condizioni per la
cooperazione applicativa" di lunedì 8 maggio 2006
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