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Prima relazione sull'iniziativa i2010

del 25/05/2006

Nella sua prima relazione annuale sui progressi compiuti nell'ambito dell'iniziativa i2010 - la parte della nuova strategia comunitaria di Lisbona per la crescita e l'occupazione dedicata all'economia digitale - la Commissione afferma che gli Stati membri dell'UE devono attuare piani più ambiziosi per sfruttare le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (ICT) al fine di trarne pieno vantaggio.

L'ICT e la crescita economica

Malgrado i risultati positivi del 2005 e il tasso di crescita del 2% circa previsto per il 2006, il trend annuale del PIL dell'Unione europea resta ben al di sotto del 2,7% registrato dagli Stati Uniti tra il 2000 e il 2005. Con un tasso di incremento costantemente superiore alla media, tuttavia, l'ICT rappresenta ancora il settore comunitario più innovativo e a maggiore intensità di ricerca dell'Unione europea avendo rappresentato il 25% dello sforzo di ricerca totale e il 5,6% del PIL nel periodo 2000-2003. L'ICT è, inoltre, all'origine di almeno il 45% degli incrementi di produttività realizzati dall'Unione nel periodo 2000-2004, ed è logico che, in un simile contesto, per far ripartire la crescita la Commissione abbia chiesto agli Stati membri di moltiplicare gli sforzi per migliorare l'accesso alle connessioni internet in banda larga, agevolare la circolazione dei contenuti digitali in tutta l'Unione europea, liberare lo spettro radio per nuove applicazioni, integrare la ricerca e l'innovazione e ammodernare i servizi pubblici.
In seguito all'adozione della strategia i2010 da parte della Commissione, il 1° giugno 2005, tutti gli Stati membri giudicano ormai prioritarie nei loro programmi nazionali di riforma le politiche in materia di ricerca e innovazione. Tuttavia, pur sostenendo una più ampia adozione dell'ICT, tali programmi omettono di imprimere nuovo impulso alle politiche della società dell'informazione o di prendere in considerazione volani della crescita quali la convergenza delle reti, dei contenuti e dei dispositivi digitali.

I dati

Esistono anche alcune tendenze positive. Nel 2004 e 2005 sono ripartiti gli investimenti nelle reti e gli abbonamenti alla banda larga sono cresciuti del 60% nel 2005, raggiungendo i 60 milioni, pari al 13% della popolazione dell'UE. Gli operatori di telecomunicazioni e di reti via cavo propongono nuovi servizi. Si prevede inoltre che un nuovo impulso arriverà dal nuovo piano d'azione per l'amministrazione in linea, proposto dalla Commissione in aprile, che evidenzia il ruolo essenziale che possono svolgere le tecnologie ICT per rendere i servizi pubblici più efficienti e più reattivi.
Ciononostante, l'Europa ha accumulato un ritardo nei confronti dei concorrenti; gli USA, per esempio, investono costantemente quasi il doppio dell'UE nell'ICT dal 2000. La Cina è diventata il maggior esportatore di beni ICT, superando Giappone e UE nel 2003 e Stati Uniti nel 2004. Per di più, il contributo dell'ICT alla produttività è diminuito notevolmente rispetto alla seconda metà degli anni Novanta, e ammonta tuttora a circa la metà di quello statunitense. In generale, nessun indicatore rileva un cambiamento di tendenza o un'accelerazione degli sviluppi delle TIC tali da riportare l'UE su un percorso di crescita e competitività sostenibile.
Alla luce di ciò, la relazione esamina le misure adottate nell'ultimo anno dalla Commissione, dagli Stati membri e da tutte le parti interessate competenti al fine di sfruttare l'economia digitale a vantaggio dell'Europa, e individua le aree in cui occorrono maggiori sforzi per assicurare la transizione.
La relazione fa inoltre riferimento alla necessità di un approccio coerente alla regolamentazione del settore a livello europeo. La Commissione ha già avviato un processo in tal senso con il lancio nel 2005 di un riesame del quadro normativo attuale per le comunicazioni elettroniche, comprese raccomandazioni su come affrontare le sfide concernenti il roaming internazionale.

Le nuove sfide

Tuttavia, con l'emergere di nuovi dispositivi, reti e servizi, l'UE dovrà essere pronta ad affrontare nuove sfide, sostiene la relazione. Tra tali sfide si collocano la fornitura di materiale digitale protetto da diritti d'autore a livello europeo, l'applicazione di soluzioni di gestione dei diritti digitali, la necessità di aggiornare le norme di protezione dei consumatori e dei dati e la lotta contro la distribuzione di contenuti illegali on-line.
Nell'area della ricerca e dell'innovazione, la relazione fa riferimento ad alcune iniziative che stanno intensificando il coordinamento tra i programmi di ricerca e sviluppo (R&S) di Stati membri e Commissione. Tra queste si annoverano l'introduzione di nove piattaforme tecnologiche europee correlate all'ICT, due delle quali si sono poste come obiettivo la creazione di iniziative tecnologiche congiunte, l'organizzazione di consultazioni su sistemi di innovazione legati all'ICT e su modalità di rafforzamento della ricerca, e l'adozione del programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP). Inoltre, l'imminente adozione del Settimo programma quadro (7PQ) consoliderà gli sforzi volti ad aumentare coordinamento e investimenti nella ricerca e innovazione delle TIC, osserva la relazione.
Tuttavia, non spetta solo agli Stati membri e alla Commissione portare avanti il settore delle TIC. La relazione evidenzia la necessità per le aziende di riorganizzare i processi, adeguare gli investimenti nelle TIC e impegnarsi a favore di iniziative più collaborative per tradurre gli investimenti in guadagni di efficienza. Sottolinea il potenziale imprenditoriale delle PMI, e fa riferimento al lavoro già in corso nell'ambito dello European eBusiness Support Network for SMEs (eBSN, ossia Rete europea di supporto eBusiness per le PMI) per migliorare le sinergie tra le iniziative politiche di e-business esistenti in Europa e accrescere la competitività delle PMI attraverso l'impiego delle TIC.

Approfondimenti

La relazione annuale sulla strategia i2010 è disponibile all'indirizzo

Il comunicato stampa

 
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