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Di
questi tempi, leggendo una qualsiasi rivista dedicata al mondo dell'ICT
(Information Communication Technology), è quasi impossibile non
imbattersi in un articolo che tratti delle tecnologie wireless e del loro
impatto sulla vita privata e professionale di ognuno di noi. Al tempo
stesso, sugli stessi periodici, grafici ed istogrammi mostrano la penetrazione
dell'ADLS sul territorio nazionale e la costante crescita del numero di
utenti raggiunti. A prima vista sembrerebbe quindi che i "timori"
legati alla scarsità di connettività a larga banda possano
essere definitivamente archiviati.
A tutti gli effetti, la diffusione delle reti "senza-fili",
nei molteplici differenti formati (Satellitare, Wi-Fi, Wi-Max, ecc.),
apporta un grande beneficio nella rapida diffusione della larga banda,
trovando particolare applicazione nelle zone disagiate (es. comunità
montane, aree rurali, ecc.) dove il cosiddetto "Digital Divide"
è maggiormente percepito da operatori e cittadini. Contemporaneamente
l'ADSL ha portato dalle poche decine di kilobit al secondo, fruibili con
un modem connesso alla tradizionale linea telefonica, ai megabit al secondo
la velocità di scaricamento dei contenuti da internet incrementandone
ricchezza e varietà (Dati, Voce, Video). È importante, però,
non identificare nelle suddette tecnologie la panacea a tutti i mali legati
alla comunicazione a larga banda dimenticando le caratteristiche e le
modalità operative che le contraddistinguono.
In un'ottica di lungo periodo, solo la tecnologia wireless è destinata,
evolvendosi, a rimanere un inevitabile caposaldo della comunicazione,
abilitante la mobilità degli utenti, le connessioni ADLS, invece,
saranno destinate a scomparire, cominciando dal mondo delle imprese e
delle amministrazioni per continuare, poi, anche nell'ambito degli edifici
ad uso residenziale. Il motivo di questa futura uscita di scena è
principalmente legato all'Asimmetricità che contraddistingue il
normale funzionamento di una linea ADSL e che costituisce ostacolo ad
una piena interattività comunicativa ed applicativa. Servizi quali
backup remoto, video conferenza ad alta definizione, HDTV o multipli canali
televisivi contemporanei (si pensi al numero di apparecchi TV presenti
in ogni casa), video sorveglianza, ecc. trovano nelle limitazioni delle
linee ADSL un freno alla loro diffusione ed adozione.
A tendere, sarà la pervasiva complementarietà di Fibra Ottica
e copertura Wireless a garantire la piena soddisfazione delle esigenze
di comunicazione che si svilupperanno nel prossimo futuro. Ogni edificio
che oggi è servito da gas, corrente elettrica ed acqua potabile
dovrà, inevitabilmente, essere raggiunto anche dalla fibra ottica
quale naturale completamento delle necessità primarie di ogni soggetto
pubblico o privato, impresa o cittadino.
Ben fanno, quindi, quelle amministrazioni pubbliche che nell'ambito del
proprio territorio stimolano l'acquisizione e/o la stesura di nuove infrastrutture
in Fibra Ottica, tramite finanziamento diretto o compartecipato, accrescendo
la pervasività e creando il tessuto principe per la reale diffusione
della larga banda. In questa logica, il soggetto pubblico assume il ruolo
di propulsore con un'azione di stimolo e di esempio per un mercato che
deve essere posto nelle condizioni di poter superare l'inerzia iniziale
e guadagnare capacità di sviluppo e autosostenibilità, innescando
l'azione degli operatori.
Alcuni
esempi di tale strategia d'azione possono essere identificati, a diversi
livelli, nei seguenti progetti perseguiti da alcuni soggetti territoriali:
Regione Piemonte: WI-PIE Rete
Regionale a Larga Banda;
Regione Sardegna:
RTR Rete telematica Regionale;
Comune di Milano: Campus-2
la nuova Rete Metropolitana a Larga Banda.
Il
Piemonte, in particolare, disporrà entro il 2007 di un sistema
di connettività a banda larga distribuito su tutto il territorio
regionale per contribuire ad aumentare:
la competitività del sistema produttivo
lo sviluppo socio-culturale e territoriale
l'efficienza e l'efficacia dell'azione della Pubblica Amministrazione.
Il
Piano Regionale sulla larga banda (WI-PIE) è basato sul coinvolgimento
e sulla partecipazione attiva anche di tutte le altre PA piemontesi (Province,
Comuni, Comunità Montane, Comunità Collinari e Associazioni
di Comuni) e prevede la realizzazione di una dorsale multiservizio distribuita
su tutto il territorio regionale, con punti di presenza presso i capoluoghi
di provincia piemontesi (più Ivrea e Milano), in grado di garantire:
la distribuzione territoriale del Consorzio TOP-IX (TOPiemonte Internet
Exchange);
la ridefinizione della rete della PA secondo una logica 'distribuita';
la realizzazione di una piattaforma ad alta velocità, a supporto
dell'innovazione e del trasferimento tecnologico.
La
soluzione tecnologica selezionata da CSI-Piemonte (in qualità di
Ente Attuatore individuato da Regione Piemonte), tramite procedura di
gara ad evidenza pubblica, è basata sulla Piattaforma di Trasporto
Multi-Servizio ONS 15454 di Cisco Systems.
La Piattaforma di Trasporto Multi-Servizio ONS 15454 di Cisco Systems
combina la capacità di un trasporto ottico evoluto con l'intelligenza
del protocollo IP per veicolare efficacemente ed economicamente ogni tipo
di servizio sia esso inerente i dati, la voce e/o il video. Può
essere utilizzata sia nell'ambito Metropolitano sia in quello Regionale,
permette di realizzare sia topologie ad anello sia punto-punto in tecnologia
DWDM e consente la definizione di matrici di traffico complesse che spaziano
anche su più infrastrutture ottiche distinte. L'ONS 15454, grazie
alla disponibilità di multiplatori ottici riconfigurabili (ROADM
- reconfigurable optical add/drop multiplexer), presenta ampia flessibilità
di utilizzo unitamente alla possibilità di aumentare la capacità
dell'infrastruttura ottica, in funzione delle proprie disponibilità
finanziarie e solo quando il crescente traffico in rete lo giustifichi.
Per maggiori approfondimenti si rimanda a http://www.cisco.com/go/mstp.
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