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PA senza carta... quanto manca? | |
del
04/05/2006
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Sono
passati 9 anni dalla legge Bassanini (legge
59 del 97) che per la prima volta attribuiva al documento informatico
gli stessi effetti del documento tradizionale, ma nelle pubbliche amministrazioni
la dematerializzazione dei documenti è una realtà ancora
lontana. Eliminare la carta non è certo un passaggio sufficiente
per ottenere la tanto agognata amministrazione digitale, ma è senz'altro
necessario. Il CNIPA ha da poco presentato il Libro
Bianco sulla dematerializzazione, la summa di quanto è stato
fatto dal 97 ad oggi e di quanto ancora resta da fare.
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| Chiarezza
su termini e numeri | |
Rispetto
a 50 anni fa, o anche solo a 20, oggi stampare e duplicare un documento è
semplice ed economico e, soprattutto, è qualcosa che è entrato nella
prassi amministrativa e nella regolamentazione interna. Eppure è facile
immaginare i vantaggi in termini di efficienza, abbattimento degli sprechi e trasparenza
che potrebbero derivare dalla gestione informatizzata della mole di documentazione
che quotidianamente le amministrazioni pubbliche, gli enti e le imprese producono.
Questa tendenza alla sostituzione della documentazione cartacea in favore
di quella digitale prende il nome di dematerializzazione, ma il termine può
trarre in inganno. Un documento digitale, infatti, anche se non possiamo toccarlo
con mano, possiede a tutti gli effetti una propria materialità, che va
garantita, custodita ed eventualmente restaurata esattamente come un documento
cartaceo. Dematerializzare, quindi non vuol dire buttare la carta e scambiarsi
e-mail, ma introdurre nelle procedure amministrative soluzioni e norme che permettano
e regolino la produzione, la circolazione e la conservazione delle pratiche informatizzate. Ciò
permetterebbe di tagliare drasticamente tutti i costi superflui, in particolare
quelli legati alla postalizzazione e non si tratta di pochi spiccioli. Il costo
complessivo sostenuto dal nostro Paese per la gestione dei documenti amministrativi
è, infatti, stimato tra 2 e 4 punti percentuali del prodotto interno lordo.
Nel corso del 2004 le sole amministrazioni centrali hanno prodotto quasi 110 milioni
di documenti e ne hanno archiviati oltre 147 milioni, impiegando oltre 50mila
persone per un costo complessivo di circa 3 miliardi di euro. A questi occorre,
poi, sommarne altri 1,5 miliardi per la PA locale e cifre non certe relative alla
documentazione sanitaria e quella scolastica.
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| Il
Libro Bianco | | In
questo contesto, nel novembre del 2004, è nato il Gruppo
di lavoro interministeriale sulla dematerializzazione della documentazione tramite
supporto digitale, il cui obiettivo è definire azioni coerenti
ed incisive volte a promuovere, all'interno delle amministrazioni, le potenzialità
offerte dalla legislazione e dalle tecnologie.
Dopo aver individuato alcuni aspetti nodali inerenti la tematica della
dematerializzazione, il Gruppo di Lavoro ha dato vita a dieci tavoli tecnici
con il compito di approfondire le singole problematiche e di formulare
precise proposte di intervento. Gli esiti di queste attività sono
sinteticamente riassunti nel Libro Bianco sulla dematerializzazione della
documentazione amministrativa. Il testo oltre ad illustrare natura e funzioni
del gruppo di lavoro, gli esiti delle audizioni e delle discussioni svolte
al suo interno, le considerazioni e le prime proposte operative emerse,
l'evoluzione e le prospettive di sviluppo della sua attività, dedica
ampio spazio alla presentazione di alcuni dei progetti realizzati all'interno
della PA, particolarmente significativi.
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Le
difficoltà |
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Non
esaurendosi negli aspetti tecnologici, ma concretizzandosi anche e soprattutto
in quelli organizzativi, la dematerializzazione comporta una riflessione
attenta sulle prassi amministrative che il Gruppo di Lavoro ha affrontato
attentamente evidenziando i punti ed i nodi più critici di questo
processo di trasformazione dell'amministrazione.
Il
livello organizzativo
La strutturazione e l'introduzione all'interno delle amministrazioni di
sistemi documentari informatici presenta criticità di tipo organizzativo.
Vanno, infatti, ridefinite strutture e responsabilità, modelli
di gestione dei flussi documentali e metodi di conservazione, e vanno
progettate architetture informatiche. La conservazione in ambiente digitale
è una funzione attiva e continua nel tempo, che non è compatibile
con la trascuratezza che ha caratterizzato il sistema conservativo tradizionale.
Il digitale infatti, non consente soluzioni univoche, data la diversificazione
dei prodotti, e ancora non sono stati sviluppati metodi condivisi e completamente
regolamentati.
Il
livello normativo
La dematerializzazione del cartaceo esistente pone rilevanti problemi
di natura giuridica, dato che la materia è piuttosto complicata
e chiama direttamente in causa diverse competenze come quelle specificate
nel Codice dell'Amministrazione
Digitale ed nel Codice
dei Beni culturali e del paesaggio, frutto del lavoro di diversi
Ministeri. Se il primo, predisposto dal Ministro per l'Innovazione e le
Tecnologie, ha, infatti, provveduto a sistematizzare tutta la legislazione
inerente gli strumenti e i doveri delle PA, il secondo classifica gli
archivi e i singoli documenti di tutte le amministrazioni e gli enti pubblici
come beni culturali investendo l'Amministrazione archivistica delle funzioni
di vigilanza e tutela. La gestione di un archivio digitale, dunque, deve
offrire le stesse garanzie di tutela di un archivio tradizionale ed ogni
singolo documento deve, quindi, contenere delle informazioni (metadati)
che che devono necessariamente restare inalterate nel passaggio del documento
tra più generazioni di software o di hardware e riportare i dati
di provenienza del documento, le componenti logiche interne, la data univoca
ed infine le relazioni documentali componenti il fascicolo.
Il
livello tecnologico
Anche se gli strumenti tecnologici sono certificati dalla normativa, particolarmente
problematica in questo momento di transizione resta la gestione dei cosiddetti
"cicli misti", che coinvolgono sia il supporto cartaceo che
l'ambiente digitale, rendendo difficoltosa l'applicazione delle tecniche
di autenticazione e conservazione.
Inoltre, la conservazione del documento digitale è un'operazione
complessa in quanto ogni intervento successivo alla produzione, come la
copiatura, o anche il semplice accesso, mette a repentaglio il documento
stesso nella sua forma originaria.
Il
livello culturale
La diffusione del documento informatico è, infine, ancora frenata
da alcuni elementi di natura culturale: difficoltà interpretative
delle diverse norme, scarsa diffusione di prassi per la sottoscrizione
dei documenti informatici, limitata usabilità degli strumenti per
la sottoscrizione dei documenti e, soprattutto, per la gestione dei documenti
firmati, insufficiente fiducia nella e-mail come strumento di trasmissione
formale dei documenti, difficoltà di "esibizione" del
documento informatico, scarsa maturità delle soluzioni per la conservazione
digitale nel lungo periodo.
Il
livello formativo
C'è, inoltre, l'obbligo di affrontare le nuove sfide in modo da
controllare la crescita del digital divide. Il processo di "democratizzazione"
apparente e di diffusione/proliferazione dell'informazione non implica,
infatti, necessariamente la condivisione equa di informazione rilevante
(in particolare dei documenti archivistici, in quanto testimonianze stabili
di eventi e atti giuridicamente rilevanti) né, quindi, la crescita
di conoscenza. L'assenza di criteri di qualità nella formazione,
nella selezione e nel recupero dei documenti a fronte dell'esplosione
dell'informazione disponibile possono produrre al contrario ridondanza
e confusione, impoverimento dei contenuti, impossibilità a identificare
e quindi conservare le memorie e le testimonianze significative del presente.
| | DOCAREA:
la dematerializzazione è realizzabile | |
Quando
chiediamo a Rossella Bonora
responsabile del progetto e-Gov DOCAREA
, il cui obiettivo era quello di mettere in condizione gli enti locali
di dematerializzare la propria attività amministrativa, quale sia
il nodo della questione, la risposta che otteniamo è chiara: "Effettivamente
siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione copernicana nel mondo
della gestione archivistica, ed è da questa che nascono le maggiori
difficoltà. Nella gestione documentale tradizionale, infatti, la
conservazione è un momento che inizia quando il documento ha completato
la sua funzione ordinaria e deve essere messo agli atti. Il formato digitale,
codificato con linguaggi binari, impone, invece, una logica completamente
nuova introducendo la conservazione come una problematica che si innesta
all'interno della gestione corrente del documento digitale. Mission ed
obiettivi diversi che si devono compenetrare".
Sono temi, questi, che il progetto DOACREA ha affrontato accuratamente,
concentrandosi nei primi due anni della sua vita sulla gestione ordinaria
dei documenti, per passare, poi l'anno scorso, al tema della conservazione
dei documenti digitali. Obiettivo del progetto era ideare un sistema tecnico-organizzativo
idoneo alla gestione dei flussi documentali digitali, produrre e mettere
a disposizione tutti gli strumenti necessari ed infine facilitare i percorsi
di implementazione nelle singole amministrazioni. In tre anni DOCAREA,
è riuscito ad elaborare una serie di strumenti concettuali ed operativi,
che la Provincia di Bologna sta sperimentando sul campo e che permetteranno
agli oltre 250 enti del network di attuare le soluzioni e gli indirizzi
di progetto, di adempiere agli obblighi di legge, in materia di flussi
documentali e di raccogliere ed applicare le indicazioni contenute nel
Codice della PA digitale. La dematerializzazione non è poi così
irrealizzabile.
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La
dematerializzazione a FORUM P.A. | |
Giovedì
11 maggio a FORUM P.A. 2006 il tema della dematerializzazione sarà ripreso
ed approfondito nel convegno dal titolo: "Dematerializzazione
dei documenti e gestione documentale" Coordinato da Pierluigi Ridolfi,
componente del CNIPA e coordinatore del Gruppo di lavoro sulla dematerializzazione.
Amministrazioni ed aziende si confronteranno sulle problematiche ancora irrisolte
e sulle prospettive per il futuro. Per
iscriversi al convegno | | Approfondimenti
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Digitale:
una rivoluzione complessa ma possibile un'intervista con Rossella Bonora,
della Provincia di Bologna, Responsabile del Progetto DOCAREA
Dematerializzazione
dei documenti e gestione documentale il convegno a FORUM P.A. 2006 giovedì
11 maggio, per iscriversi
on line
Dematerializzazione
dei documenti, prospettive ed ostacoli dossier Altra pa del 13/10/05
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| news |
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