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Accessibilità
e inclusione prima di tutto
Ne
parliamo con Antonio
De Vanna - Responsabile Ufficio Accessibilità dei sistemi informatici
CNIPA del
04/05/2006 |
| A
FORUM PA saranno proclamati i vincitori del concorso PA Aperta, il premio destinato
alle amministrazioni che hanno realizzato progetti a favore dell'accessibilità.
A suo giudizio gli enti pubblici hanno compreso appieno l'importanza di questo
tema e stanno dando le risposte adeguate? | |
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| Siamo
alla 4^ edizione del Premio, che consiste sostanzialmente nella consegna di una
targa, in una foto ricordo e nella segnalazione sul sito di Forum PA. Non vi sono
premi in danaro: ciononostante ogni anno vengono presentati circa 150 progetti.
Mi sembra questo il segnale più significativo dell'attenzione e dello spirito
con cui le amministrazioni guardano all'iniziativa. Ritengo che le amministrazioni,
soprattutto quelle più impegnate nel campo del sociale, dell'integrazione
e dell'inclusione, hanno interpretato PA Aperta come un'occasione per presentare
progetti ed applicazioni che stanno realizzando o hanno realizzato di loro iniziativa.
Nell'insieme possiamo senz'altro affermare che la risposta è adeguata all'importanza
del tema. |
| Cosa
vuol dire raggiungere un alto livello di accessibilità per un portale istituzionale,
soprattutto dal punto di vista sociale? | |
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| L'alto
livello di accessibilità equivale ad un'ottima fruibilità. Ricordo
che la tecnologia è solo uno strumento, non il fine. I portali pubblici
nascono per far fronte alle esigenze dei cittadini: se questi, come utenti, sono
soddisfatti del servizio offerto e non lamentano forme di esclusione vuol dire
che sono stati raggiunti gli obiettivi di qualità proposti. |
| L'accessibilità
è senza dubbio un ottimo segnale distintivo di un'attenzione alle fasce
più "deboli" della popolazione, ma se non è accompagnata
da una mentalità aperta all'ascolto e all'incontro serve a poco. Quale
è a suo giudizio la situazione delle amministrazioni? | |
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| Il
problema dell'inclusione, ovvero della non emarginazione, è un problema
di cultura, di consapevolezza delle positive ricadute economiche e sociali derivanti
da una corretta attenzione alle necessità delle categorie svantaggiate.
Le amministrazioni hanno recepito le esigenze e le istanze delle moderne società
democratiche, ma resta ancora molta strada da fare. Un ruolo importante sarà
svolto dai corsi di formazione rivolti ai dipendenti pubblici e dai concetti che
verranno trasmessi nell'occasione. Altre leve importanti sono rappresentate dalla
scuola, dai Centri Regionali di Competenza e da tutte quelle pubbliche amministrazioni
che operano capillarmente sul territorio. |
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Quale passaggio manca ancora perché le norme sull'accessibilità
siano ufficialmente operative? | |
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| La
Legge Stanca, almeno nei suoi principi-base, è già pienamente operativa.
Chi vuol agire ed operare sul serio, pubblico o privato che sia, ha tutto lo spazio
che desidera. Sono stati accreditati anche i primi valutatori. Restano semmai
da promulgare alcuni decreti collegati molto specializzati, come quelli concernenti
i testi scolastici e le opere multimediali. |
| A
che punto è l'attuazione della Legge Stanca? | |
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| In
molte amministrazioni è già in atto il processo di adeguamento.
Peraltro va sottolineato che il legislatore ha mirato più alla sostanza
che alla forma: più che sulle sanzioni, l'attenzione va posta sul clima
di consenso che caratterizza l'iniziativa. È un'occasione da cogliere.
La normativa italiana è seguita con molta attenzione inoltre a livello
europeo, perché d'avanguardia. Siamo tra i primi sia per quanto riguarda
la definizione tecnica dei livelli di accessibilità sia per l' aver definito
responsabilità e modalità di applicazione nell'adeguamento dei siti. |
| Sono
previsti altri fondi? | |
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| Non
esistono fondi per l'accessibilità; semmai si tratta di indirizzare ed
utilizzare meglio i fondi disponibili. Ad esempio alcuni fondi CIPE sono stati
destinati alle scuole tenendo conto di obiettivi di accessibilità/inclusione.
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| Il
premio di quest'anno ha avuto una componente di progetti legati all'inclusione
delle fasce deboli. Stiamo andando verso un nuovo tipo di emarginazione, o siamo
in tempo per prevenirlo? | |
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| I
rischi di emarginazione, ed i seri problemi che ne deriverebbero, sono stati evidenziati
da tempo. Le varie iniziative che ci vedono impegnati testimoniano la convinzione
di poter prevenire il fenomeno. Occorre però mantenere l'adeguato livello
di attenzione politico con relativa determinazione nella strategia di intervento.C'è
molto da fare e ci sono ancora aree di resistenza e di inerzia. |