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People:
riuso e condivisione
Ne
parliamo con Adelelmo
Lodirizzini - Segretario generale Progetto People del
04/05/2006 |
| A
che punto è il progetto People? | |
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| Abbiamo
superato a dicembre 2005 il terzo assessment raggiungendo l'89% delle attività
previste. Oggi siamo più che mai impegnati nel dispiegamento presso i nostri
enti aggregati. Direi che il vero risultato è quello di avere definito
possibili standard per le Amministrazioni e per il Cittadino, tutto in un'ottica
di riuso e di condivisione positiva aperta al successivo miglioramento. |
| Quali
sono gli obiettivi di People per il riuso? | |
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| Il
compito che ci siamo prefissati è di aggiungere alla popolazione già
aggregata, attualmente 7,3 milioni di abitanti, altri 5 milioni di abitanti riusatori.
Questo significherebbe raggiungere una diffusione dei nostri servizi in circa
il 20% della popolazione nazionale. |
| Quali
sono i servizi People messi a catalogo? | |
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People
ha messo a catalogo 8 soluzioni che consentiranno agli enti di implementare oltre
200 servizi come dettagliato dala tabella che segue: |
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Il percorso che avete seguito per lo sviluppo dell'aggregazione degli enti coinvolti
in People verrà riproposto anche agli enti che sceglieranno di riutilizzare
le vostre soluzioni? | |
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| L'Avviso
per i progetti di riuso prevede necessariamente l'aggregazione degli enti che
"riusano", quindi fondamentalmente viene ripercorso il cammino di People.
Inoltre per iniziativa degli stessi enti aderenti a People si sta costituendo
un'associazione per il mantenimento e l'evoluzione delle soluzioni. Si tratta
di INNOVAZIONECOMUNE a cui possono aderire tutti gli enti che lo desiderino con
pari diritti. Quindi People non discrimina minimamente i riusatori, anzi crea
una famiglia. |
| Prevedete
anche un'attività di tutoraggio e un supporto per chi riutilizzerà
le vostre soluzioni? | |
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| People
è cresciuto con l'impegno di diversi enti definiti come sperimentatori
e collaudatori e saranno proprio questi enti ad assicurare assistenza e tutoraggio
ai riusatori. Le stesse Comunità di Pratica attivate attraverso lo sviluppo
di People saranno ora aperte anche ai rappresentanti degli enti riusatori. Le
competenze messe a disposizione vanno da quelle tecnologiche, col personale informatico,
a quelle dedicate alla formazione, riusando i format già realizzati con
People, fino alle competenze in comunicazione, riusando ancora una volta i format
disponibili, e per finire le competenze relative alla parte organizzativa. |
| Avete
incontrato resistenze di tipo tecnologico o politico-organizzative? | |
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| Le
resistenze tecnologiche sono state quasi inesistenti proprio per le caratteristiche
del progetto: standardizzazione, qualità tecnica e modellazione. Invece
rispetto a resistenze politico-organizzative diciamo che le stiamo affrontando
e superando da ora in avanti. Del resto quando un ufficio si trova a fare i conti
con così tanti servizi offerti su un nuovo canale ai suoi "clienti",
deve riflettere sul proprio stato organizzativo. Ciò vale in particolar
modo per l'area Autorizzazione e Concessioni dove l'adeguamento dei Comuni alla
normativa del procedimento unico è ancora purtroppo molto limitato e dove
gli schemi organizzativi sono, nell'insieme, ancora abbastanza arretrati. Ci tengo
però a sottolineare che di People fanno parte gli enti più dinamici
del territorio nazionale. |
| Qual
è il supporto vi aspettate da parte dei diversi enti coinvolti, dalle Regioni
a quelli intermedi. | |
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| People
ha rapporti con diverse Regioni e a tutte propone un riuso che significhi il passaggio
ad una logica di sistema. L'obiettivo è offrire alle Regioni un ambiente
omogeneo in cui collocare più o meno tutte le applicazioni da riusare.
Se People può rappresentare un'infrastruttura di sistema per una Regione
(certo anche con altre componenti), non è detto che tutti debbano usare
per sempre solo quanto realizzato sino ad ora da People, perché le differenziazioni
sono possibili, specie in alcuni settori come quello delle autorizzazioni e concessioni
dove le differenze sono ampie, da Comune a Comune. Questa posizione di People
deriva dallo sforzo enorme di voler offrire soluzioni standard e a norma di legge
in anticipo anche sul Codice delle Amministrazioni Digitali. Non a caso il sistema
dei pagamenti è bank independent; il sistema di riconoscimento on line
e di attribuzione delle credenziali apre a ogni possibilità di legge ed
usa ogni tipo di supporto come CIE, CNS e Carte Regionali (come quella lombarda);
i servizi hanno alla base un modello basato su ontologie; tutti i servizi rispondono
alla stessa metodica di realizzazione, con larghissimo uso di componenti e strumenti
open source e infine il front office di People si può legare a qualunque
soluzione tradizionale di back office, non come molta parte dei progetti esistenti
che hanno architetture e tecnologie estremamente vincolanti verso quanto pre-esistente. |
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| Bisogna
sempre tenere conto del rapporto qualità/prezzo per valutare un prodotto.
Di certo con People un ente inizia un percorso ed ha una buona probabilità
di proseguirlo per qualche tempo. Inoltre, 57 milioni di euro disponibili non
sono pochissimi perché dovrebbero attivare circa 150 milioni di euro di
progetti e con questa cifra tutta per sé, People coprirebbe realmente tutta
l'Italia. |
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Approfondimenti
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Il riuso
come processo dinamico di accrescimento della conoscenza di Adelelmo Lodi
Rizzini
(.ppt) |