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ne parliamo con
Governare CON i cittadini, così si genera la responsabilità

Ne parliamo con

Carolina Cirillo - Dirigente "Miglioramento organizzativo e Innovazione Tecnologica" del Comune do Roma e

Teodorico Zurlo - Responsabile del Progetto CIRCOLO

del 11/04/2006

Quale è la genesi del progetto CIRCOLO e come siete arrivati all'incontro delle tre municipalità coinvolte?
 
     
     
Il progetto CIRCOLO nasce da una sempre crescente esigenza di dialogo, trasparenza e partecipazione da parte dei cittadini al processo decisionale delle scelte di governo della città. Il Consorzio e costituito dalle Città di Grosseto, Roma e Torino che da sempre hanno posto particolare attenzione a questa azioni di democrazia partecipata ed hanno una consolidata pratica nella gestione delle relazioni con i cittadini sempre in ottica citizen oriented attraverso l'istituzione di strutture quali i call center e l'utilizzo di strumenti quali l'Agenda 21, nonché da anni promuovono azioni di sviluppo sostenibile. I tre Comuni partecipanti, inoltre, hanno tutti le Agenzie per il Controllo della Qualità dei Servizi Locali Pubblici.
Quali sono gli obiettivi del progetto e quali i concreti output previsti?
 
     
     
L'obiettivo principale è di incoraggiare nuove pratiche di partecipazione democratica attraverso l'uso delle tecnologie informatiche. Si tratta, cioè, di offrire l'occasione di usare nuovi canali di comunicazione tra cittadini e Comune. Il motivo per farlo è il coinvolgimento della platea dell'utenza nella definizione dei contratti di servizio, di quell'insieme di regole che determinano diritti e doveri nel rapporto tra gli abitanti di un territorio, chi li amministra e chi fornisce loro dei servizi.
La partecipazione sarà dunque inscritta all'interno dell'agenda politica che impegna Comune e aziende erogatrici nella redazione e nella gestione dei contratti di servizio pubblico. I cittadini diventeranno attori di questa politica attraverso un'attività partecipativa articolata in momenti di informazione, formazione, proposta e consultazione.
A seguito di questa prima esperienza si darà vita ad un dispositivo replicabile in altri contesti (altri servizi, altre politiche pubbliche e altri contesti territoriali). I prodotti nati dalle attività di elaborazione e proposte dei cittadini coinvolti saranno utile strumenti di lavoro sia per l'ente comunale, che si impegnerà a dare ascolto e rispondere alle istanze, sia per le agenzie per il controllo dei servizi pubblici che raffineranno nel senso indicato i propri monitoraggi.
Sia il Comune di Roma che quello di Torino possiedono un call center tra i più efficienti d'Italia, perché non è stato pensato di sviluppare il progetto come integrazione del call center?
 
     
     
La risposta è tutta nella prospettiva del progetto: il call center è uno strumento utile per la comunità, il progetto si propone di mettere a punto un processo di partecipazione alla vita pubblica anche utilizzando il telefono, uno strumento di facile uso, come uno dei molteplici canali di accesso possibili. CIRCOLO ripropone un modello di comunicazione bidirezionale rispetto a quelli unidirezionali che negli ultimi decenni si sono affermati quali la televisione.
Come avete affrontato la partecipazione al Bando?
 
     
     

Con grande interesse ed entusiasmo perché ci siamo resi conto che la domanda di partecipazione, in Italia e a Roma in particolare, è molto alta. Essere in grado di offrire opportunità e risposte alla cittadinanza è una sfida che ci ha coinvolto fin da subito, con un team di progetto coeso ed efficiente. Rammento, infatti, che insieme alle città partecipano le Agenzie della qualità dei servizi pubblici locali, il CENSIS, Cittadinanzattiva e Confconsumatori. Con loro contiamo di mettere a punto una metodologia, procedure e linee guida. Sarà proprio il lavoro svolto durante il progetto a produrre questi risultati che potranno essere riusati come pratiche diffuse.

Il Comune di Roma ha partecipato con diversi progetti all'avviso, avete avuto un coordinamento unico o ciascun servizio si è mosso indipendentemente?
 
     
     
La struttura del Comune di Roma è complessa e, come si può immaginare, per ottenere i migliori risultati occorre muoversi in un'ottica di grande unità, ma allo stesso tempo di rispetto delle esigenze diversificate. Pertanto la Giunta comunale, pur nel rispetto delle autonomie delle singole strutture ha affidato il coordinamento per la partecipazione al piano nazionale e regionale di e-Government al Dipartimento alla Semplificazione e Comunicazione in cui noi operiamo, congiuntamente con il Dipartimento ai servizi Tecnologici.
Una delle difficoltà della democrazia elettronica è quella di spingere i cittadini a partecipare? In che modo i progetti avviati proveranno ad arginare questa difficoltà?
 
     
     
Tra gli obiettivi del nostro progetto c'è anche quello di ridurre il divario digitale che si è creato tra chi usa quotidianamente l'informatica e chi ne è rimasto escluso per le cause più varie.
Questo obiettivo sarà raggiunto portando la formazione all'utilizzo delle nuove tecnologie fuori dai luoghi tradizionali, come le aule degli istituti o le strutture adibite a ciò, per tenerla invece nei luoghi dove i cittadini si riuniscono come ad esempio le biblioteche o i centri sociali per gli anziani. Altre opportunità saranno valutate nel corso del progetto insieme ai nostri partner, secondo le esigenze che emergeranno.

Il nostro discorso a questo punto deve, però, tenere conto di un percorso obbligato, quello dell'ingresso delle tecnologie nella vita di tutti i giorni. Ciononostante pur assegnando alle tecnologie un ruolo nel produrre cambiamento, siamo ben consapevoli che esse costituiscono solo uno strumento e come tutti gli strumenti dipendono da chi li governa.
Se anche si riuscisse a far "parlare" i cittadini, il difficile sarebbe analizzare le richieste e trasformale in azioni. Come si sta muovendo il Comune in questo senso?
 
     
     

Da molti anni ormai il Comune di Roma ha la consuetudine di attuare politiche di ascolto dei cittadini per governare con i cittadini, poiché la partecipazione accresce il senso di appartenenza alla comunità e fa accrescere la responsabilità. E' nella relazione e cooperazione che si colloca la nuova dimensione del governo locale. Relazionarsi direttamente con gli amministratori genera un processo di progettazione e costruzione. Cito a titolo di esempio due esperienze che ci hanno visto partecipi direttamente, ma molti altri se ne potrebbero fare:
1. Un'
assemblea con i cittadini ed i rappresentanti dell'associazionismo romano, con l'obiettivo di gestire in maniera condivisa il rodaggio e l'avvio del Call Center nel 2002;
2. I Focus group con associazioni di cittadini per la redazione del Piano dei Tempi e Orari della città.
Per il progetto CIRCOLO possiamo inoltre contare sulla professionalità dei partner che ci affiancano nel nostro lavoro.

 
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