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Public procurement come incentivo all'innovazione

del 13/04/2006

Gli appalti pubblici possono favorire la ricerca e l'innovazione. A dirlo uno studio di un gruppo di esperti della Commissione Europea, che ha invitato le amministrazioni nazionali ad investire maggiormente in prodotti e servizi innovativi che si basino su tecnologie dell'informazione e della comunicazione precompetitive.

Il rischio, fattore di sviluppo

Raggrupparsi per acquistare nuovi servizi e prodotti, in modo da condividere i rischi e i benefici con i fornitori stessi. Questo in sintesi il consiglio degli esperti, che spinge a distaccarsi dal modello tradizionale degli appalti pubblici che tende, invece, a minimizzare il rischio e massimizzare il beneficio per l'acquirente.
Se l'Europa adottasse questo approccio promuoverebbe notevolmente l'innovazione, aumenterebbe il relativo investimento nella in ricerca e sviluppo, riducendo al tempo stesso i rischi grazie alla condivisione delle risorse. La relazione aggiunge che gli USA e alcuni paesi asiatici stanno già acquistando prodotti e servizi precommerciali in conformità con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Il ruolo della Commissione

"L'Europa deve instaurare un ambiente commerciale che favorisca l'innovazione e l'adozione più rapida dei risultati della ricerca", afferma il commissario dell'UE per la Società dell'informazione e i mezzi di comunicazione Viviane Reding. "Il settore pubblico ha un potere d'acquisto enorme, ma è necessario prevedere gli opportuni incentivi in modo che siano ripartiti anche i rischi oltre ai benefici derivanti dall'investimento in nuovi servizi e tecnologie". Nella relazione si propone alla Commissione di valutare la creazione di tali incentivi nell'ambito del programma quadro per la competitività e l'innovazione o di altri strumenti rilevanti.

La relazione analizza inoltre un potenziale esempio di appalto pubblico precommerciale, basato su una procedura a tre fasi simile a quella che si adotta nell'economia statunitense e asiatica. "Il primo passo consiste in una fase esplorativa sulle diverse soluzioni, seguita da una fase di elaborazione del prototipo e infine da una serie di collaudi. Nella prima fase si potrebbero selezionare sei o sette offerte; il numero dei fornitori si ridurrebbe quindi dopo ogni tappa in base a una valutazione. Nella fase finale dovrebbero rimanere almeno due contraenti, in modo da garantire la futura competitività del mercato", si legge nella relazione.

I risultati della relazione si basano sulle interviste realizzate con i rappresentanti degli Stati membri su come attualmente siano gestiti gli appalti pubblici precommerciali in tutti i 25 Stati membri.

Approfondimenti

Il comunicato stampa su Cordis News

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