|
Un
altro passo verso la rete antiviolenza
Ne
parliamo con
Marco
Lupo - coordinatore Progetto Antiviolenza Donna Ministero Pari
Opportunità
del
13/03/2006
|
|
Cosa
vi ha spinto ad attivare questo servizio?
|
|
|
|
|
L'iniziativa
del numero antiviolenza 1522 conferma l'attenzione del Ministero delle
Pari opportunità rispetto al tema della violenza verso le donne.
Lo scenario di riferimento infatti, è preoccupante basta pensare
che nella fascia di età tra i 15 e i 50, la prima causa di morte
della donna è attribuibile a violenze subite: su 3 morti violente,
una è compiuta da mariti, conviventi o compagni.
|
|
Avete
quindi, indagini specifiche a cui vi riferite?
|
|
|
|
|
Già
dal '98 il ministero ha condotto una ricerca sulla violenza intrafamiliare
da cui sono scaturite una serie di interventi come l'ideazione e realizzazione
di una rete antiviolenza sul territorio, Urban Italia, finanziata finanziato
da risorse comunitarie. Urban Italia ha riguardato 25 città italiane
che sono state stimolate alla creazione a livello locale di reti/nodi
contro la violenza sulle donne attraverso la sensibilizzazione di diversi
operatori impegnati su problematiche riguardanti la violenza sulle donne
o anche sui minori. La prima azione fra tutte è stata proprio quella
di uscire dalla percezione comune e diffusa tra molte donne, che un atto
di violenza è un male da nascondere, da non denunciare e piuttosto
da sopportare.
|
|
Come
è gestito il servizio?
|
|
|
|
|
Il
1522 è un numero di pubblica utilità, funzionante tutti
i giorni, per tutto l'anno e 24h su 24. Il servizio è disponibile
in quattro lingue oltre l'italiano: spagnolo, inglese, francese e russo.
L'obiettivo è quello di sostenere le donne vittime di violenza
fornendo una serie di informazioni di base di tipo giuridico, psicologico
e sociale. Inoltre, l'ulteriore impegno riguarda il riuscire a indirizzare
le donne verso le strutture private e pubbliche presenti sui territori
di riferimento dai servizi sociali, a quelli socio-sanitari, dalle forze
dell'ordine ai centri antiviolenza. Questi ultimi tra l'altro, hanno un
ruolo importante vista l'azione e la presenza sul territorio che da anni
riescono ad assicurare pur con deboli e scerse risorse finanziarie e strutturali.
Va comunque specificato che il 1522 è un servizio di pubblica utilità
e non un numero di emergenza anche se, vista la tipologia degli interventi,
siamo direttamente collegati a numeri di emergenza delle strutture sanitarie
e delle forze dell'ordine per essere in grado di segnalare e intervenire
tempestivamente in caso di emergenza.
|
|
Il
servizio è gestito da personale interno del Ministero?
|
|
|
|
|
Per
la gestione del servizio abbiamo realizzato un bando di gara europeo che
è stato aggiudicato da un raggruppamento di imprese, principalmente
onlus senza fini di lucro. I servizi sono gestiti da operatori dei centri
antiviolenza quindi le operatrice devono essere coerenti ad un profilo
da loro definito. Le operatrici, tutte donne, vengono inoltre, formate
periodicamente. Il numero diventa quindi, uno strumento attraverso il
quale creare una rete per tutte le organizzazioni coinvolte e per definire
standard e protocolli di intervento condivisi e comuni che verranno messi
a disposizione degli operatori attraverso un portale internet che stiamo
realizzando, altro strumento per la creazione della rete nazionale antiviolenza.
|
|
|
|
|
Il
portale prevede una sezione accessibile a tutti mentre altri contenuti
saranno dedicati agli operatori, tra questi le procedure e gli standard
di cui ha accennato. L'aspetto più importante resta infatti, il
fare rete. Esiste un divario evidente sul territorio tra città
che sono avanzate in termini economici, di strutture, di tecnologia altre
invece sono un po' meno specializzate e quindi attraverso il portale hanno
modo di verificare quali sono le modalità operative adottate da
un'altra amministrazione per quella criticità o intervento.
|
|
Quali
sono le difficoltà principali presentate dalla gestione del
progetto?
|
|
|
|
|
La difficoltà c'è stata soprattutto nella fase iniziale
che ha riguardato il monitoraggio e la mappatura dei servizi e delle strutture
che esistono a livello locale. Questa fase ha coinvolto regioni, assessorati,
province, sanità proprio per utilizzare la mappatura da loro già
realizzata tramite la Legge 328.
|
|
Come
state comunicando l'iniziativa?
|
|
|
|
|
Abbiamo
lanciato il numero il giorno della festa della donna con una pubblicità
e un messaggio dinamico. Contemporaneamente, è stata fatta u8na
specifica campagna informativa per Regioni, Province e direttamente le
associazioni del territorio inviando il materiale informativo e di dettaglio
sul servizio dai suoi destinatari alle modalità operative.
|
|
Risultati
a un mese dall'attivazione?
|
|
|
|
|
Ci
sono state circa 5 mila chiamate tra queste ci sono state sia segnalazioni
ma anche semplici richieste di informazione sul servizio, anche da parte
di operatori del settore che attraverso il 1522, si sono proposti come
soggetti attivi in eventuali interventi. Ci sono state circa 700 donne
che hanno chiesto aiuto per violenze vissute direttamente o da amiche.
Le chiamate sono pervenute soprattutto dal Sud Italia e dalle isole e
sono state girate al centro antiviolenza più vicino o ai servizi
sociali. In casi rari sono intervenute le forze dell'ordine. Tanti i casi
di richiesta di informazioni per esempio come allontanare giuridicamente
un coniuge violento o supporto psicologico.
|